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Cause

serie

Altre denominazioni:
Classe 2

Estremi cronologici: 1560 - sec. XIX

Note alla datazione: 1560 - 1621; 1816 - 1886

Consistenza: Unità 120: teche, voll

Descrizione: La classe XII.2 consiste di 24 unità archivistiche o teche inventariate più 96 unità archivistiche condizionate in volumi, non inventariati, contenenti atti relativi a cause civili; la documentazione più recente, a partire dalla prima metà del XIX secolo, è relativa quasi esclusivamente a cause matrimoniali. Si nota una consistente lacuna, dal 1621 al 1815: essa è in parte colmata dai volumi non inventariati. Gli atti sono quasi esclusivamente relativi a processi per delitti comuni, per concubinaggio e per trascuratezza nella disciplina del clero.
Le teche XII.2,5 e XII.2,6 contengono atti di processi inventariati come relativi a Causis fidei. Le due teche sono in realtà quasi esclusivamente relative alle fasi di vari processi per stregoneria istruiti fra il 1609 e il 1611; i restanti fascicoli riguardano cause istruite contro persone accusate di vivere alla lutherana, generalmente mercanti che per ragioni professionali entravano in contatto con la vicina Svizzera, oppure contro guaritori ed esorcisti. Si trovano molto raramente fascicoli processuali completi: i volumi risultano essere stati smembrati e collazionati più di una volta e di solito sono reperibili, per ogni causa, soltanto alcune fasi processuali; in moltissimi casi manca la sentenza o la decisione conclusiva.
Il fatto che l'Archivio Diocesano novarese possieda questi documenti si configura come un avvenimento inusuale nel panorama degli archivi diocesani d'Italia e dipende strettamente dalla storia della città di Novara. Tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, due erano le tipologie di tribunali esistenti, da una parte l'Inquisizione Romana, i cui gestori erano i Domenicani, dall'altra l'Inquisizione Vescovile. Il vescovo Carlo Bascapè (1550-1615) si riservò personalmente di decidere sui fenomeni di stregoneria, che precedentemente erano di competenza dell'Inquisizione Romano-Domenicana, rivendicando l'autonomia dell'Inquisizione Novarese dalla Chiesa di Roma e permettendo così all'Archivio Diocesano di conservare i registri dei processi.
Ad Elisabetta Lurgo è stata affidata la lettura di tutti i volumi inventariati, con la schedatura completa di XII.2.1, XII.2.2; XII.2.3; XII.2.5; XII.2.6, vol. 2; XII.2.8; XII.2.11, voll. 1 e 3. Per le teche XII.2.9; XII.2.10 è stata effettuata la schedatura delle cause relative a delitti contro la fede. Inoltre, si è proceduto ad una lettura cursoria della sottoserie XII.1, che contiene peraltro le carte processuali relative alla causa contro il prete Antonio Grignaschi, fondatore di una setta messianica in Val d'Ossola intorno al 1850, con la schedatura completa delle teche XII.1.50; XII.1.51; XII.1.52. Le teche XII.2.12/13/14/15/16/17/18/19/20/21/22/23/24 sono tutte relative a cause civili, in grandissima parte cause matrimoniali.

Qui di seguito si evidenziano i documenti schedati relativi ai processi in materia di fede.

Sez.XII, cl. 2, teca n. 1. Registro di denunce
PROCEDIMENTO: denuncia e informazioni contro presbitero Iacopo di Cerano per concubinato, magia [il denunciante, Francesco Maria de Barberis, afferma di essere stato maleficiato]. Luogo non specificato (diocesi di Novara), 3 maggio 1563, cc. 4.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 2, vol. n. 2 "Liber informationum, 1585-1590"
PROCEDIMENTO: informazioni contro il presbitero Gaspare Cattaneo per concubinato con monache, esercita la professione di guaritore senza permesso. Luogo non specificato (diocesi di Novara), 12 aprile 1586 - 14 aprile 1586, cc. 4. GIUDICE DI FEDE: Battista de Regis, vicario episcopale.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 2, vol. n. 2 "Liber informationum, 1585-1590"
PROCEDIMENTO: informazioni contro Giovanni Battista della Bella, detto Santecca, per bigamia, convivenza con la moglie, certa Lucia, e con una certa Giacomina della Secondella, da cui ha avuto due figli. Luogo non specificato (diocesi di Novara), 05 maggio1590, cc. 3. GIUDICE DI FEDE: Valerio Maffeo, vicario episcopale.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 3, vol. n. 3
PROCEDIMENTO: procedura sommaria contro il presbitero Ottavio Monoto di Pavia, cappellano di Trecate e maestro di scuola, per aver praticato esorcismi su un gruppo di donne, di «fare professione di esorcizzare inspiritati» tramite benedizioni, unzioni nel corpo degli indemoniati, scongiuri e preghiere sopra i loro corpi. Trecate e nei dintorni di Novara (diocesi di Novara), 27 agosto 1611, cc. 4. ESITO: sentenza di condanna a una pena pecuniaria e varie penitenze salutari. GIUDICE DI FEDE: Alessandro Mazzola, vicario episcopale.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 3, vol. n. 3
PROCEDIMENTO: processo formale contro Antonio Celera già curato di Crodo in Valle Antigorio per aver tenuto in casa come serve alcune donne senza licenza dei superiori, in particolare una sua cugina, Giacomina de Veglio, e una certa Caterina, in realtà Margherita moglie di Antonio Botta, che era fuggita dal marito e aveva cambiato nome; per aver portato via egli stesso Margherita dal marito, a Pontemaglio, dove il prete ha una proprietà; la donna era già stata interdetta dai curati della parrocchiale di Crevola, a cui era sottoposta, perché non aveva ricevuto i sacramenti in tempo di Pasqua. Inoltre un certo Pietro Margarita suo parrocchiano era stato da lui più volte esorcizzato in casa propria, con anche «altri remedi che s'usano a maleficiati». Pietro e due sorelle di Pietro - Domenica e Cattherina «ossia Maria» - sono detenute nelle carceri vescovili: con Caterina ha avuto pratica carnale ed era fama pubblica che l'avesse violentata più volte prima che lei si sposasse, mentre si recava a casa sua per esorcizzare il fratello. Pontemaglio, Valle Antigorio (diocesi di Novara), 03 aprile 1614 - 26 aprile 1614, cc. 8. GIUDICE DI FEDE: Nicola Leonardo, vicario episcopale.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Eusebio Isorno chirurgo di Intra accusato di «tenere in casa scritture piene di superstitioni et incanti», di utilizzare ostie consacrate da diluire insieme a una polvere per guarire le malattie. Intra (diocesi di Novara), 13 giugno 1596 - 20 luglio 1596, cc. 11. GIUDICI DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale; nella seduta del 2 luglio 1596 [cc. 9r-11r] è presente anche Domenico Buelli, inquisitore generale. NOTE: sul bordo superiore sinistro della carta 1r: "expeditus et absolutus".


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: informazioni contro Francesca de Brusti di Trecate, convocata una volta presso il tribunale vescovile perché non conviveva con il marito, accusata di aver somministrato al suocero una polvere mescolata alla minestra per farlo addormentare «in modo che sarìa restato immobile come morto» per poter andare «al ballo», a Trecate (diocesi di Novara), 13 gennaio 1597, cc. 3. ESITO: condanna a penitenze salutari in data 28 gennaio 1597; è assolta dalla censura in cui era incorsa in quanto recidiva. GIUDICE DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: procedura sommaria contro Antonio Maria Ciconia di Trecate per preparazione di incantesimi e filtri, somministrazione di «alcuno rimedio di potere far dormire persona con darglielo da magnare, et che essendo solita a cridare con qualch'un altro s'aquieti». Trecate e dintorni (diocesi di Novara), 25 gennaio 1597 - 30 gennaio 1597, cc. 5. GIUDICE DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Francesco Poletti di Re in Valle Vigezzo per pratica di esorcismi vari. Cesa, Angera e altri luoghi (diocesi di Novara), 15 gennaio 1597 - 04 marzo 1597, cc. 22. ESITO: sentenza in data 02 aprile 1597, diffida dal praticare guarigioni in futuro e dall'insegnare formule di guarigione; deve trattenersi a Novara almeno fino alle calende di giugno tenendosi a disposizioni del tribunale vescovile; deve pagare il vitto del carcere al collaterale episcopale. GIUDICE DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Giovanni Giacomo Maio di Cerano per aver detto pubblicamente che la storia di Lot e della distruzione di Sodoma è una favola a cui non bisogna credere, e per concubinato (ha avuto una figlia da una certa Maddalena di Cerano, vedova). Cereno (diocesi di Novara), 02 maggio 1600 - 30 maggio 1600, cc. 11. GIUDICE DI FEDE: Orazio Busutio, subdelegato come vicario episcopale [subdelegato apostolico].


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Elisabetta moglie di Bernardo Farinetti di Pramosello per malefici. Pramosello (diocesi di Novara), 03 giugno 1600, cc. 4. GIUDICE DI FEDE: Orazio Busutio, vicario episcopale. DENUNCIANTE: la vicina Domenica moglie di Giacomo del Mola ossia Farinetto, che avrebbe mangiato carne cucinata dall'imputata.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: procedura sommaria contro Iacopo Gravona da Gravona per non essersi confessato dal almeno dieci/undici anni. Gravona (diocesi di Novara), 25 novembre 1600, cc. 3. GIUDICE DI FEDE: Orazio Busutio, vicario episcopale. NOTE: sul bordo superiore sinistro della c. 73 r: "expedita e sententia sub die 20 ottobre 1601".


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: processo formale contro il presbitero Antonio Montano di Mergozzo, detto Maffioletto, per aver preparato filtri d'amore, praticato esorcismi su donne «inspiritate», che erano venute a chiedergli che desse loro un rimedio per guarirle, essendo lui stesso a maleficiarle. In particolare è accusato di conoscere il «secreto» per far fermare un boccone in gola a una persona: un giorno a tavola con dei conoscenti si era vantato di conoscere «parolle che gli bastavano l'animo di far affermare il boccone in gola ad una d'esse persone assistenti, come in effetto fece», facendo quasi morire soffocata una persona a tavola, fino a quando «esso constituto, qual teneva la mano dritta alzata, non l'abbassò». Luogo non specificato (diocesi di Novara), 14 marzo 1601 - 17 ottobre 1601, cc. 25. GIUDICE DI FEDE: il vicario episcopale; dal 30 settembre 1601 è presente anche Domenico Buelli, inquisitore generale [c. 104v].


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Bianca Bertolinetti moglie di Pietro Bertolinetta di Bracchio, accusata di stregoneria e maleficio contro un suo compaesano, un certo Lorenzo, che ha minacciato «di farlo andare baiando gli monti» come faceva «Isabetta di Ronello, la quale era tenuta per maleficiata, et che doppo dette minaccie seguì nel detto Lorenzo l'estrema indispositione di travaglio di mente et corpo, per il che essa constituta è fatta sospetta d'haver ella maleficiato il detto Lorenzo». Bracchio (diocesi di Novara), 13 giugno 1601 - 23 agosto 1601, cc. 6.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Catterina Franzinetta moglie di Francesco Franzinetti di Bracchio per aver guarito con incantesimi, insegnato formule di guarigione e di esorcismi su persone «fasinate»; è accusata di «conoscere quando la creatura è fasinata da maschio et quando da femina, da maschio nel recitare il patre nostro, et da femina nel recitare l'ave Maria»; ha stregato una bambina, i cui genitori si sono rivolti a lei perché «essendo il sospetto sopra essa constituta che fassinata l'havesse, gli fu parlato acciò la guarisse, essendo stata lei che gli havesse fatto il male». Località Bracchio (diocesi di Novara), 23 agosto 1601, cc. 4.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Domenico Pignolo, formaggiaio di Crodo detto Paolino perché "vive more hereticorum". Crodo, sotto la curia di Baceno (diocesi di Novara), 20 aprile 1601 - 23 agosto 1602, cc. 28. GIUDICE DI FEDE: Orazio Besutio, vicario episcopale. NOTE: dice di essere stato nel luogo detto He, che «è terra de Bernesi et ivi non si dice messa» per quindici anni circa come bracciante di giornata nei campi, nei boschi e negli alpeggi a fare il formaggio. Dice che nel paese c'è un predicatore la domenica, il lunedì e il venerdì e chi non va ad ascoltare le prediche viene messo in prigione. Gli abitanti della regione vengono chiamati «lutherani, se bene tra loro non si dicono lutherani, ma non saprei mo' dire la setta loro precisa»; chiede perdono se, essendo andato a vivere lì ancora giovane, «mi sia lasciato indurre vivere come fanno loro»; spiega che ci sono solo la festa del Natale, Annuo Nuovo, Pasquetta e Pasqua grande; battezzano i figli, non si comunicano né si confessano, né somministrano l'estrema unzione, mangiano carne ogni giorno, non «fanno alcuna vigilia», non celebrano feste di santi; lui mentre era lì viveva come gli altri e «credevo potermi salvare vivendo a quel modo pensando che sì come Iddio mi ha datta l'anima me la dovesse salvare»; non si confessa né si comunica da quindici o sedici anni e ha sentito solo due messe, entrambe nell'ultimo anno; sa dire solo «un poco dil pater nostro» ma non il Credo né i Dieci comandamenti; recita con molti errori il padre nostro cattolico, mentre ripete in tedesco quello che recitavano nel luogo di He; ha imparato il tedesco dai padroni; dice che mentre «ero là», egli credeva che «quella fosse la vera fede, et che essi non errassero, ma hora creddo che questa cioè la catholica sia la megliore».


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Domenico Tibaldo Caccia per aver consegnato a una donna, ora in prigione, un «boletino» in latino contenente «scongiuri diabolici, con mistura di parolle sacre et divine», che aveva ricevuto da un frate che era venuto in canonica tempo prima a predicare. Novara (diocesi di Novara), 03 settembre 1602 - 18 dicembre 1602, cc. 12.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 1 "Libri constitutorum in causis fidei, 1596-1603"
PROCEDIMENTO: procedura sommaria contro Cesare de Marchis di Iselle Superiore per bestemmie e invocazioni al diavolo [«diavolo portami via che ti do l'anima, non sai che tu che sei il mio padrone, vienmi a pigliare»]. Dintorni di Novara e di Milano (diocesi di Novara e diocesi di Milano), 31 ottobre 1602 - 04 gennaio 1603, cc. 8. GIUDICE DI FEDE: Battista Boniperto, vicevicario episcopale.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 2 "Libri constitutorum in causis fidei, 1610-1614"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Elisabetta de'Giuli di Baceno detta la Bastarda. Baceno e dintorni (diocesi di Novara), 07 novembre 1609 - 07 settembre 1611, cc. 30.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 2 "Libri constitutorum in causis fidei, 1610-1614"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Catterina del Franzino della Prea di Baceno detta la Mandarina. Luogo non specificato (diocesi di Novara), 14 novembre 1609 - 14 giugno 1610, cc. 10. NOTE: 14 giugno 1610 è la data dell'attestazione della morte in carcere.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 2 "Libri constitutorum in causis fidei, 1610-1614"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Comina Zinetta moglie di Giovanni Taramone. Luogo non specificato (diocesi di Novara), 16 novembre 1609 - 07 marzo 1610, cc. 6. NOTE: 7 marzo 1610 è la data dell'attestazione della morte in carcere.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 2 "Libri constitutorum in causis fidei, 1610-1614"
PROCEDIMENTO: processo formale contro Maria del luogo di Esigo presso Crodo, detta Gianola. Valle Antigorio (diocesi di Novara), 18 novembre 1609 - 30 novembre 1611, cc. 8.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 5, vol. n. 2 "Libri constitutorum in causis fidei, 1610-1614"
PROCEDIMENTO: Processo formale contro Caterina Gattona vedova di Domenico del luogo di Crodo, Valle Antigorio (diocesi di Novara), 14 dicembre 1609, cc. 3.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 8, vol. n. 1 "Constitutorum annni 1595 liber secundus, 1595 et 1596"
PROCEDIMENTO: procedura sommaria contro Caterina di Antonio di Campertogno, moglie di Giovanni Battista di Milano, per uso d'erbe per guarire le persone e perché opera come guaritrice in diversi luoghi della diocesi; fra gli altri metodi di guarigioni fa benedire alcune erbe da mettere al collo e alle braccia degli infermi. San Bernardino di Novara (diocesi di Novara), 12 maggio 1595, cc. 6. GIUDICE DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 8, vol. n. 1 "Constitutorum annni 1595 liber secundus, 1595 et 1596"
PROCEDIMENTO: processo formale contro il presbitero Girolamo Frello di Varallo Sesia, accusato di aver incantato una giovane che si era messa a fare «certi atti furibondi», con la quale aveva avuto rapporti carnali. Ha praticato su di lei incantesimi d'amore, pronunciando formule che ha trovato «leggendo la Bucolica di Virgilio et l'Asentio interprete d'esso Virgilio et anco il Sallazaro nell'Archadia»; prepara dei pronostici «intendendomi delli pronostichi del tempo», avendo imparato «il principio dell'astrologia» da un «theologo Plombino» e «il resto fabricai poi da me stesso comprando le Effemeridi et sono tre anni che io cominciai fare pronostichi». Nega di praticare negromanzia che «non ha che fare con l'astrologia» e di operare la chiromanzia, anche se ammette di aver letto alcuni libri che ne parlavano «per curiosità»; ha praticato la lettura della mano; ha distribuito durante un carnevale «certi boletini» alla figlia del podestà di Varallo e ad altre donne. Varallo Sesia (diocesi di Novara), 23 maggio 1595 - 25 agosto 1595, cc. 20. GIUDICE DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 8, vol. n. 1 "Constitutorum annni 1595 liber secundus, 1595 et 1596"
PROCEDIMENTO: procedura sommaria contro il chirurgo Bartolomeo de Alegrantia per aver praticato esorcismi, in particolare su una certa Ippolita del Pizzo, «inferma per quanto si diceva maleficiata», assistito da un uomo «detto il Fra'», dal quale ha appreso formule di esorcismo. Cesa (diocesi di Novara), 19 gennaio 1596, cc. 11. GIUDICE DI FEDE: Girolamo Septala, vicario episcopale. NOTE: l'imputato era già stato processato a Milano, quando serviva in un ospedale, per aver praticato un'autopsia su un cadavere.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 9, vol. n. 2 "1603/1605.Constitutorum criminalium"
PROCEDIMENTO: processo formale contro il presbitero Lorenzo Duierino, curato di Cardezza, perché trovato in possesso di alcune «scritture di sua mano» e di «un bolletino picciolo» contenenti formule di guarigione. Luogo non precisato (diocesi di Novara), 25 novembre 1603 - 27 novembre 1603, cc. 3. GIUDICE DI FEDE: Michele Angelo Marchesio, provicario episcopale. NOTE: l'imputato afferma di aver ricevuto i libri con le formule magiche da un penitente «il quale, havendolo interrogato se haveva alcuno libro o scritture prohibite, et se gli dava favore et come si fa, mi rispose de sì che haveva un libro, il quale me lo portò puoi, et da esso cavai questa lista di mia mano con intentione di portarla et leggerla in congregatione alla prima congregatione che si fosse fatta tra noi curati per vedere se vi era cosa alcuna prohibita, et quelle altre due, cioè quello bolletino picciolo et l'altra»; le scritture contengono, fra l'altro, formule utilizzate per guarire il mal di denti e per aiutare le donne a partorire.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 11, vol. n. 1 "Sententiarum criminalium"
PROCEDIMENTO: processo contro Giovanni Antonio Grisgnascho di Intra, imputato «quod dixerit più presto che consentir che si facesse una campana a servigio della chiesa di Santo Vittor di Intra doveva prima renegar Dio et la corte celestiale et tuore il diavolo per suo padrone et item cum tractaret de matrimonio coniungenda Philippino Paduana Ioannes Baptista Grignascho di Antonii filio, più presto haveria datta l'anima sua et il corpo al diavolo et renuntiar il santo paradiso che far amicitia con Cristofaro Paduano». Intra (diocesi di Novara), cc. 2. ESITO: sentenza con pena pecuniaria in data 17 dicembre 1603. GIUDICE DI FEDE: Fabio Tempestivo, vicario episcopale. NOTE: si dichiara che le parole pronunciate dall'imputato «non esse hereticalia nec heresia sapere et ideo d. Grignaschum et eis prolatione puniendus non esse tanquam hereticum vel de heresi suspectum» e si condanna l'imputato «ad dandum et solvendum r. Abbatissa et monialibus monasteri S. Antonii de Intra pro elemosina semel tantum scuta decem aurei infra dies quindecim proxime futuros».


Sez.XII, cl. 2, teca n. 11, vol. n. 1 "Sententiarum criminalium"
PROCEDIMENTO: processo contro Ottavio Bisgali Veneto accusato di vagabondare per i paesi chiedendo l'elemosina insieme a una certa Elisabetta che spaccia per sua moglie: «et elemosinas quaerebant pro quibusdam suis assertis votis satisfaciendis, vendentes cantilenas, medalias, crucetas, coronas, quasdam cartellas cum imagine Dominae Mariae imprumptas, quandam historiam de ballarino natione seu progenie, cum quodam asserto miraculo et ut laegiores elemosinas perciperent seu potius extorquerent e manibus simpliciorum, dando quandam granam, quam falso asserebant benedicta, et habere indulgentiam». Luogo non precisato (diocesi di Novara), c. 1. ESITO: sentenza di condanna a varie penitenze salutari e al bando perpetuo per dieci anni dalla diocesi di Novara, in data 9 settembre 1604. GIUDICE DI FEDE: Ludovico Boido, vicario episcopale. NOTE: si ordina di bruciare tutte le carte e scritture in suo possesso, si requisiscono le medaglie e immagini, in particolare le corone argentee che riproducono l'immagine della Madonna di Varallo Sesia.


Sez.XII, cl. 2, teca n. 11, vol. n. 1 "Sententiarum criminalium"
PROCEDIMENTO: processo contro il medico Eusebio Isorno di Intra per aver esercitato su numerosi pazienti malefici e sortilegi, nella sua casa sono stati trovati «quaedam scriptam superstitiosam». Luogo non precisato (diocesi di Novara), c. 1. ESITO: sentenza di condanna in data 20 luglio 1598, che prevede varie penitenze salutari e che non deve più esercitare la professione nei territori della diocesi, sotto pena di fustigazione. GIUDICE DI FEDE: Domenico Buelli, inquisitore generale.


Sez.XII, cl. 1,teca n. 50-51, vol. "Atti processuali. F. Antonio Grignaschi. Scritti; Atti processuali. F. A. Grignaschi. Relazioni- informazioni setta. 1846-1855"
PROCEDIMENTO: processo formale contro il presbitero Francesco Antonio Grignaschi di Domodossola, parroco di Cimamulera, per truffa e sfregio alla religione dello Stato, per aver fondato una setta messianica in Val d'Ossola, insieme a quattordici complici, aver provocato disordini e «aver in agosto mille otto cento quarantanove col mezzo della stampa datto alla luce l'opuscolo Crux de Cruce contenente dottrine e principii affatto contrarii alla religione cristiana». Cimamulera e Val d'Ossola (diocesi di Novara), cc. sciolte. ESITO: sentenza alla pena della relegazione per anni dieci, all'ammenda pubblica da farsi davanti al magistrato e al pagamento delle spese processuali in data 15 settembre 1850. NOTE: la prima unità archivistica della teca 50 è condizionata in una camicia di carta e contiene i manoscritti di Grignaschi, le lettere e gli opuscoli a stampa requisiti in casa del prete, fra i quali l'opuscolo Crux de Cruce; la seconda unità archivistica è una busta bianca contenente frammenti di carte sciolte.


Sez.XII, cl. 1,teca n. 52, vol. "Atti processuali. Giuseppe Frattini. 1855-1856"
PROCEDIMENTO: processo formale contro il presbitero Giuseppe Frattini, parroco di Corconio perché sono state trovate «lettere da lui scritte ad alcuni suoi amici e colleghi e con discorsi tenuti con altro di essi», ha dimostrato «una aperta adesione a dottrine ereticali ed una volontà pertinace di dissentire da quanto insegna di credere la chiesa cattolica madre e maestra di verità intorno a vari dogmi da essa definiti». Corconio (diocesi di Novara), 21 settembre 1855 - 27 novembre 1855, cc. sciolte. ESITO: sentenza di condanna in data 27 novembre 1855, in cui è dichiarato «reo di delitto di formale eresia», incorre «nella scomunica, nell'irregolarità ed inabilità agli uffici e benefici ecclesiastici ed essere privato e doversi privare di ogni officio e beneficio da lui posseduto» colla condanna del medesimo nelle spese del processo. GIUDICE DI FEDE: Carlo Bracchi, vicario generale della diocesi. NOTE: l'imputato ha negato l'esistenza del Purgatorio e dei suffragi; ha espresso dubbi sul dogma dell'Immacolata Concezione; ha profetizzato la venuta dell'Anticristo per la fine del secolo, da lui identificato con un papa; ha espresso dubbi sulla legittimità del titolo di vescovo universale rivendicato dal papa.


Ordinamento: I volumi da riordinare afferiscono agli estremi cronologici 1549-1800.

Informazioni sulla numerazione: 24 teche; 96 voll. da inventariare

La documentazione è conservata da:
Diocesi di Novara. Archivio storico


Redazione e revisione:
Caffaratto Daniela, 2013/08/19, prima redazione


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