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Parrocchia di Santa Trinità, Venezia

Sede: Cannaregio, VENEZIA
Date di esistenza: sec. XI - 1810 apr. 25

Intestazioni:
Parrocchia di Santa Trinità, Venezia, sec. XI? - 1810

Altre denominazioni:
Parrocchia di Santa Ternita

Le cronache antiche fanno risalire l'edificazione della chiesa della Santa Trinità, vulgo Santa Ternita, all'XI secolo, per mano delle famiglie Sagredo e Celsi; il Galliccioli propone quale data di erezione del tempio l'anno 1030. Incerti appaiono invece i tempi e le circostanze della sua erezione a parrocchia, che tuttavia sembrano potersi collocare giusto a ridosso della fondazione. Le soppressioni decretate dal napoleonico Regno d'Italia nel 1807 mantennero la Santa Trinità quale chiesa parrocchiale, avendo alle sue dipendenze, quale succursale, la chiesa di Santa Giustina; solo pochi anni dopo, tuttavia, con decreto del Regno italico del 25 aprile 1810, la stessa parrocchia di Santa Trinità fu soppressa e il suo territorio inglobato, con l'annessa parrocchia di Santa Giustina, nella neo costituita chiesa parrocchiale di San Francesco d'Assisi confessore, vulgo San Francesco della vigna.

In origine chiesa di giuspatronato laico, essa rimase per lungo tempo dotata e amministrata dai laici della parrocchia, a cui spettava pure il diritto di nomina del pievano; tale prerogativa ci viene confermata da una deliberazione capitolare del 1472 in cui la comunità decideva modalità e criteri di elezione del pievano. Collegiata sino al 1807, era retta da un capitolo - composto da 2 preti titolati, un diacono, un suddiacono e due accoliti - che in origine amministrava solidarmente i beni patrimoniali del beneficio, condividendo gli impegni della cura d'anime e la cura pastorale per i poveri e gli infermi esercitati dal pievano. Con il tempo, tuttavia, scemati progressivamente lo spirito di condivisone e gli obblighi di vita comunitaria del capitolo, ripartito lo stesso patrimonio comune in masse proporzionate ai titoli assunti dai canonici, il peso della cura delle anime e dell'amministrazione dei sacramenti rimase affidata al solo pievano o parroco, assistito talora da un sacrista, cui spetterà in seguito di collaborare con il parroco nella regolare tenuta dei registri canonici e delle messe officiate.

La parrocchia era affiliata in antico alla cattedrale di San Pietro apostolo: gli obblighi legati al rapporto di filiazione imponevano al pievano e ai titolati della chiesa di Santa Trinità, tra gli altri, di assistere il sabato santo alla benedizione del fonte battesimale nella chiesa matrice, ricevendone l'acqua benedetta per il battistero della propria parrocchia, oltre a cespiti di vario genere fissati dalla consuetudine.

Complessi archivistici prodotti:
Parrocchia di Santa Ternita di Venezia (fondo)


Bibliografia:
F. CORNER, Notizie storiche delle chiese e dei monasteri di Venezia e di Torcello, Padova 1758 (rist. anastatica Bologna 1990), 34-35
G. TASSINI, Curiosità veneziane, Venezia 1915, 33-34
F. CORNER, Ecclesiae Venetae antiquis documentis nunc etiam primus editis illustratae ac in decades distributae, Venetiis 1749, vol. IV, pp. 356 e segg.
G. CAPPELLETTI, Storia della Chiesa di Venezia dalla sua fondazione sino ai nostri giorni, Venezia 1851, vol. II, p. 398
G.B. GALLICCIOLLI, Delle memorie venete antiche, profane ed ecclesiastiche, Venezia 1795, vol. III, pp. 15, 19, IV, 277


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