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Bardi di Vernio, famiglia

fondo

Altre denominazioni:
Guicciardini Bardi di Vernio

Estremi cronologici: sec. XII - sec. XIX

Note alla datazione: La data iniziale è quella della più antica pergamena, la documentazione cartacea inizia con la metà del XIV secolo. Dopo la alluvione, la pergamena più antica è del 1142, il registro più antico quello del notaio Guidalotto da Vernio del 1318 (assai danneggiato).

Consistenza: Unità 1922: 992 pergamene, 304 filze, 218 buste, 404 registri, 3 quaderni, 1 cartella

Storia archivistica: L'archivio dei conti Bardi di Vernio fu riordinato dal canonico pratese Francesco Casini (1710-1777) coadiuvato dall'abate Gennaro Betti. I lavori erano stati commissionati da Carlo e Luigi de' Bardi Alberti. Successivamente, il riordino dell'archivio della Contea di Vernio furono commissionati dai rappresentanti dei tre rami della famiglia, Orazio di Flaminio dei Bardi Gualterotti, Carlo di Pier Maria dei Bardi Alberti, Pier Filippo di Vincenzo, dei Bardi Serzelli, a partire dal 1763. Tutto l'intervento durò oltre dieci anni, fino al 1774. Nel corso del tempo, l'archivista produsse 9 volumi di corredo alle scritture, con indici e repertori della documentazione cartacea e pergamenacea di famiglia e della Contea di Vernio. I documenti della Contea allora comprendevano 74 protocolli notarili (1329-1772), 80 filze di atti civili e criminali, filze di giustificazioni ecc. Dopo il 1797, all'annessione della contea alla Repubblica Cisalpina, i documenti furono trasferiti a Bologna, nel 1815 riportati in Toscana e divisi fra Comune di Vernio, Compagnia di S. Nicola di Bari a Vernio e gli eredi dei tre rami della famiglia Bardi.
Il 31 gennaio 1941, Lorenzo Guicciardini denunciò al Prefetto di Firenze la presenza di carte Bardi nel suo palazzo fiorentino del Lungarno. Erano entrate nella sua famiglia dopo l'estinzione del ramo dei Bardi Alberti nel 1810, per volere di Pier Maria di Luigi che lasciò i suoi beni ai fratelli Francesco e Fernando di Lorenzo Guicciardini, figli di Caterina Bartolommei, di cui Piero Bardi era cavalier servente. Nel 1943, l'intero archivio fu trasferito nella villa di campagna, per tenerlo al riparo da possibili bombardamenti, ma nell'edificio, occupato dai militari, sparirono 28 delle 940 pergamene. Rientrato a Firenze, l'archivio fu notificato il 12 dicembre 1964, con provvedimento n. 52, al conte Bongianni Guicciardini. Solo due anni più tardi le carte furono gravemente danneggiate dalla piena dell'Arno, quindi l'archivio fu trasferito definitivamente in campagna, per facilitare gli interventi di restauro promossi dalla Soprintendenza Archivistica, che si protraggono ancora oggi. Nel 1970, con provvedimento n. 149 del 18 aprile, è stato rinnovata la notifica dell'archivio agli eredi Guicciardini.
Gli altri due fondi documentari della famiglia Bardi, pervenuti all'Archivio di Stato di Firenze rispettivamente nel 1890 (Bardi, composto dalla prima, seconda e terza serie) per deposito del Pio Istituto dei Bardi, e nel 1961 (Bardi Serzelli) per deposito da parte della famiglia, verranno inventariati grazie ad un'iniziativa del Centro Bardi, presieduto dal prof. Alessandro Magini, in collaborazione con l'Archivio di Stato di Firenze, l'Archivio di Stato di Prato e la Soprintendenza Archivistica per la Toscana. Il Centro Bardi ha bandito due borse di studio "I Conti Bardi di Vernio negli Archivi di Stato di Firenze e di Prato", assegnate a due giovani e qualificate ricercatrici: Ilaria Marcelli e Veronica Vestri.
Si tratta di un ingente materiale (oltre 1.200 filze, registri, buste) che va dal XIII al XIX secolo, riguardante i conti Bardi e famiglie loro imparentate e la contea di Vernio. Il lavoro di inventariazione, coordinato da Orsola Gori, per quanto riguarda gli archivi conservati presso l'Archivio di Stato di Firenze, e da Diana Toccafondi, per quanto riguarda l'archivio pre-unitario della contea di Vernio conservato presso l'Archivio di Stato di Prato, prevede allo stato attuale l'inventariazione analitica, cui dovrebbe far seguito il riordinamento di ciascun fondo. A lavoro ultimato è prevista la pubblicazione a stampa nelle collane del Centro Bardi. E' inoltre intenzione del Centro Bardi proseguire il lavoro di ricerca attraverso il rinnovo delle borse di studio e la promozione di iniziative legate alla valorizzazione del patrimonio documentario ed artistico (dal sito dell'ASFi).


Descrizione: Le carte del fondo consistono quasi esclusivamente in documenti dei Bardi Alberti e si riferiscono al feudo di Vernio, con notizie sui conti Alberti di Mangona, a beni e a diversi personaggi della famiglia, a benefici, patronati e alla Badia di Montepiano, le cui carte passarono ai Bardi verso la fine del XV secolo.
Fondo Bardi Alberti
- Diplomatico, 4 gruppi:
-- 1 (1-887) dal 20 maggio 1000 (in copia del sec. XII) al 1735, con atti del monastero di Montepiano, regestate da Casini nei tre tomi da lui redatti nel 1769
-- 2 (888-911) dal 1142 al 1753, con atti ritrovati dal Casini dopo il riordino delle pergamene a cui le aggiunse continuando la numerazione
-- 3 (912-946) dal 1238 al 1381, atti Bardi Gualterotti acquistate dai Bardi Alberti circa il 1779, poi regestate e aggiunte alle precedenti
-- 4 (947-992) dal 1380 al 1801, atti entrati per ultimi nella raccolta, numerati ma non regestati. Danneggiate dalla alluvione, sono state le pergamene nn. 635-887, 888-992.
Archivio cartaceo:
- Affari di governo, 38 filze
- Affari di giurisdizione, condanne dei magistrati della contea nell'esercizio delle loro funzioni, 75 filze (1699-1793)
- Statuti della Contea (1338, in copia)
- Leggi e regolamenti del Granducato, 16 filze
- Affari di amministrazione, decimari, giornali, libri di conti, bilanci, contratti e ricevute, 138 fra registri e filze
-- Conti e ricevute, 51 filze (1438-1795)
-- Palazzo di Firenze, 7 filze (1632-1795)
- Atti giuridici, 33 filze, 3 decimari
- Atti vari, 40 filze (1457-1777), con carte di famiglie collegate ai Bardi
- Amministrazione dei beni di campagna, 138 fra filze e registri (sec. XV-XVIII)
- Amministrazione dei beni ecclesiatici, 40 filze (sec. XIV-XVIII), con Propositura di Prato e S. Maria di Montepiano
- Carte di Violante Beatrice di Baviera, 25 fra filze e registri (1688-1731) ereditate da Piero Maria di Carlo Bardi, gentiluomo di camera
- Carteggio di Francesco Maria Bardi, ambasciatore alla corte di Francia, 213 filze (1708-1717)
- Colonnello Pier Antonio Bardi, 5 filze (1556-1594)


Ordinamento: Francesco Casini, durante il suo riordino dell'archivio, effettuò la fascicolazione dei documenti e il loro condizionamento in 'filze', e li descrisse in indici, repertori e spogli ancora in uso. Prima dei lavori, l'archivio dela Contea, conservato in un locale del vicariato, comprendeva 74 protocolli notarili (1392-1772), 80 filze di atti civili e criminali, e carteggi vari. Egli produsse tre repertori dei protocolli notarili e un indice generale in due esemplari.

Informazioni sulla numerazione: Il fondo Bardi riporta le numerazioni che si riferiscono al riordino di Francesco Casini nella seconda metà del Settecento.

Strumenti di ricerca interni al fondo: Strumenti prodotti dal Casini fra 1763 e 1774: 1766, "Indice generale dell'archivio"; 1767: Spogli del fondo diplomatico in tre tomi, il quarto tomo del 1779. 1769: Repertori dell'archivio domestico in due tomi, per materia e, all'interno di questa, in cronologico; il terzo tomo stato aggiunto solo pi tardi. 1772: Indice generale dell'archivio della Contea di Vernio, con tre repertori dei protocolli notarili.

Documentazione collegata:
ASFi, Fondo Bardi, Proviene dai Bardi Gualterotti estinti nel 1829 con Gerolamo di Gualterotto (1777-1829) che istituì il Pio Istituto dei Bardi con sede nel palazzo di famiglia di via dei Benci. L'Istituto stesso nel 1890 depositò i documenti dell'archivio passati loro, insieme alla biblioteca, all'Archivio di Stato di Firenze. Si tratta di 1.080 pezzi (sec. XIV-XIX), con elenchi parziali del 1804 e 1898 e un inventario sommario a stampa.
Il fondo, che si articola in tre serie con documenti dei Bardi, del feudo di Vernio e una raccolta di manoscritti storici e genealogici, comprende anche 101 pergamene (1193-1809) inserite nel Diplomatico sotto la voce Pio istituto de' Bardi.
Archivio Guicciardini di Firenze, Carte Bardi, Provengono da Costanza e Camilla di Agnolo dei Bardi, rispettivamente mogli di Girolamo e Piero Guicciardini che ereditarono nel 1510. Il fondo consiste in 38 unità nn. 1-38 (sec. XIV-XVI); dall'archivio Bardi di Vernio provengono 2 unità nn. 39-40 (sec. XVII-XIX).
ASPrato, Compagnia di S. Niccolò di Bari di Vernio, Carte Bardi, La serie XXXIV contiene Carte Bardi, depositate presso la Compagnia da Rodolfo Bardi nel 1693, dell'amministrazione del conte Ridolfo, 27 registri, 2 pacchi (1458-1769); atti in causa Bardi, 25 filze, 3 buste (1480-1729); atti relativi all'eredità del conte Ridolfo, 3 filze, 2 registri (1493-1709). Nel 1999 è stato compilato un inventario delle carte della Compagnia di S. Niccolò di Vernio, a cura di Andreina Minaglio.
Brigham Young University di Provo (USA), Carte Bardi, Sono documenti della famiglia in rapporto ai Soderini.
ASFi, Fondo Bardi Serzelli, Contiene carte relative alla famiglia Bardi e alla Contea di Vernio (1420-sec. XX), con carteggio, campioni di beni, fitti e livelli, processi, rescritti ed altro (578 fra registri e buste). Il cospicuo fondo diplomatico contiene le pergamene relative alla badia vallombrosana di S. Maria di Montepiano (Vernio).
Archivio Alessandri di Firenze, fondo Bardi, Le carte Bardi sono passate nell'archivio Alessandri a seguito del matrimonio di Porzia di Tommaso dei Bardi con Niccolò di Francesco di Niccolò degli Alessandri. Consistono in libri di mercatura della Compagnia (1407-1657). Il medesimo archivio contiene anche circa 40 pergamene Bardi.
Archivio Ginori Lisci di Firenze, fondo Bardi, Le carte Bardi conservate nell'archivio Ginori Lisci ed entratevi attraverso i Venturi sono documenti di carattere economico, commerciale e politico relativi all'attività della Compagnia dei Bardi nei secoli XIV e XV e della Compagnia Bardi Cavalcanti dei secoli XV e XVI. Parte dei documenti è confluita nell'ASFi insieme all'archivio Venturi Ginori Lisci.
ASFi, Venturi Ginori Lisci, fondo Bardi, Consiste in 40 fra registri e buste di libri di debitori e creditori, quaderni di spese, di cassa, giornali, ricevute, note e conti diversi, ricordi, elencati per teste e per eredi (sec. XV-1600), varie (sec. XIV-1567).

La documentazione è stata prodotta da:
Bardi Alberti

La documentazione è conservata da:
privato


Bibliografia:
Archivi dell'aristocrazia fiorentina. Mostra di documenti privati restaurati a cura della Soprintendenza Archivistica per la Toscana tra il 1975 e il 1989, catalogo della mostra, Firenze, Acta, 1989, 107-137
Guida generale degli Archivi di Stato Italiani, vol. I-IV, Roma, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Ufficio centrale per i beni archivistici, 1981-1994, 155, vol. II
Notizie archivi toscani, in "Archivio storico Italiano", 1956, 424
Notizie degli archivi toscani, "Archivio Storico Italiano", CXVIII (1960), 361
Pampaloni Guido, Le carte delle famiglie Bardi e Serzelli e della contea di Vernio nell'Archivio di Stato di Firenze, "Rassegna degli Archivi di Stato", XXI, 1961, pp. 211-216
Piattoli Renato, Le carte del monastero di S. Maria di Montepiano (1000-1200), R. Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Regesta Chartarum Italiae, Roma 1942
Wells X. Maria, Italian post-1660 Manuscripts and Family Archives in North American Libraries, Ravenna, Longo Editore, 2002, 107

Redazione e revisione:
Insabato Elisabetta, 2006/01/18, revisione
Romanelli Rita, 2005/09/04, prima redazione

Modalità di consultazione:
Dietro richiesta ai proprietari e con lettera di presentazione della Soprintendenza Archivistica per la Toscana.


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