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Del Riccio, famiglia

fondo

Estremi cronologici: 1410 - 1810

Consistenza: Unità 442: 278 registri, 164 buste.

Storia archivistica: Fra l'anno 1799 e il 1810, il Sig. Pietro Ricci di Firenze portava a compimento la "riordinazione" dell'archivio della casa Del Riccio. L'operazione aveva preso avvio con la ricognizione dei beni di famiglia successiva alla morte di Giovanni Naldini Del Riccio, avvenuta il 1 settembre 1798, e promossa dal fratello ed erede Pietro che morì poco dopo aver conferito l'incarico a Ricci. Gli subentrò il fratello Benedetto (1747-1821), il quale confermò il mandato all'archivista che lo portò a termine nel giro di circa 10 anni. Questi iniziò con lo spoglio delle notizie tratte dai registri di mercatura e di amministrazione predisponendole per la loro 'registrazione' nel repertorio cronologico, per poi passare alla 'rimazione' delle carte sciolte, al loro sfoltimento e alla loro riorganizzazione, insieme ai registri, in nove classi, nelle quali è tuttora suddivisa la documentazione d'archivio.
Ricci aveva riordinato i registri in cronologico all'interno delle relative serie; i documenti sciolti li raccolse in fascicoli e in faldoni, conferì loro una numerazione a serie aperte e li descrisse in un inventario sommario. Ne dette poi una molto più analitica descrizione in un repertorio cronologico dei fascicoli, con le notizie sulla famiglia Del Riccio, suddiviso in quattro tomi che coprono l'arco cronologico dall'884 (ma si tratta evidentemente di documentazione in copia) al 1801.
Andrea Moroni, archivista incaricato nel 1999 di riordinare l'Archivio Naldini del Riccio, quando arrivò a trattare il fondo Del Riccio si rese conto che molto materiale di ciò che era descritto negli strumenti di corredo antichi non era presente. Effettuando una sommaria ricognizione del materiale danneggiato durante l'alluvione del 1966, rimasto per lunghi anni in deposito presso l'Archivio di Stato di Firenze e poi riconsegnato alla famiglia proprietaria, Moroni appurò inoltre che qualcosa di ciò che mancava poteva trovarsi fra quelle carte e non essere andato disperso. Fu così che l'inventario del Fondo Del Riccio, approntato sulla falsariga dei repertori del 1810, rimase incompiuto. stato rivisto e completato oggi (2015), in occasione di un intervento sull'Archivio Alamanni finanziato dal Ministero e coordinato dalla Soprintendenza archivistica per la Toscana. L'inventario di Andrea Moroni è stato completato in forma sommaria con la descrizione dei registri e dei faldoni emersi nel corso del lavoro e il materiale, previa una pulizia, è stato riordinato a scaffale.


Descrizione: Nel fondo Del Riccio, tra i registri, oltre ai libri di amministrazione del patrimonio, esiste una consistente raccolta di libri di mercatura, circa 60 volumi tra debitori creditori, ricordi di cambi, copialettere dei secoli XVI-XVII. A questi libri si collega una notevole raccolta di lettere mercantili, 17 filze di lettere che coprono gli anni 1550-1617. Da segnalare poi la consistente raccolta di lettere: 44 filze di corrispondenza di diversi ai membri di questa famiglia dal 1548 al 1764. Particolarmente ricca la parte del XVIII secolo e la documentazione riguardante Leonardo Del Riccio.
Oltre alla documentazione descritta nei repertori antichi, l'archivio conserva una sostanziosa serie di corrispondenza legata alle cariche pubbliche ricoperte dai membri della famiglia e una serie di lettere mercantili per lo più afferenti a Guglielmo Del Riccio.
- Contratti e testamenti, 12 buste nn. 2-10, 11-14 (1410-1817);
- Processi delle cause, 20 buste nn. 1-20 (1535-1793);
- Miscellanea patrimoniale, con decimari, Luoghi di Monte, Ricordi, memorie e genealogie, inventari ed eredità Serpi, Dati e Fabbri, 7 buste nn. 1-7 (1343-1797);
- Beni e rendite di Napoli, 3 buste nn. 1-3 (1551.1800);
- Affari diversi, 17 buste nn. 2-18 (1505-1818);
- Lettere, 27 buste nn. 1-27 [L.1-25] (1548-1798);
- Lettere mercantili per lo più indirizzate a Guglielmo Del Riccio, 21 buste nn. 1-21 (1550-1617);
- Documenti relativi a magistrature, specialmente lettere a Giovanni Del Riccio in qualità di Collaterale della banca Militare, 28 buste nn. 1-28 (1700-1760);
- Ricevute, 22 buste nn. 1-22 (1546-1798);
- Libri di Mercatura, 60 registri nn. 1-5, 7-10, 12-17, 19-31, 33-64 (1525-1603);
- Libri di contabilità personali e delle fattorie, 157 registri nn. 2-3, 5-10, 12-16, 18-28, 30-37, 39-45, 48-56, 58-69, 72, 75-80, 812-92, 94-118, 120-146, 148-152, 155, 158-172 (1540-1810);
- Libri di amministrazione della "secondogenitura Naldini" goduta da Giovanni Naldini Del Riccio e dai suoi discendenti, 55 registri nn. 2-56 (1756-1810);
- Atti del patrimonio particolare di Benedetto Naldini del Riccio, 7 buste segnate A-G (1756-1799) con compilazioni di copie di documentazione più antica.


Ordinamento: Nel corso del riordino dell'archivio è stata ripristinata la numerazione antica dei pezzi, chiusa per ogni serie archivistica.

Informazioni sulla numerazione: Durante il recente riordino dell'archivio, è stata ripristinata la numerazione settecentesca dei pezzi, chiusa per ogni serie archivistica e talvolta discontinua.

Strumenti di ricerca:
Rita Romanelli, Del Riccio, famiglia. Inventario dell'archivio

Strumenti di ricerca interni al fondo: "Spoglio generale delle carte e scritture componenti l'archivio della nobilissima famiglia del Riccio", vol. I-IV, con rubrica, dall'884 al 1816, a cura di Pietro Ricci (1818); "Inventario dei libri, filze e scritture componenti l'archivio della nobilissima famiglia del Riccio", inventario sommario dei documenti a cura di Pietro Ricci (1818); "Spoglio delle carte, documenti interessanti il patrimonio particolare dell'illustrissimo signore Benedetto Naldini Del Riccio che esistevano nell'archivio della nobile famiglia Naldini situato nel palazzo di via dei Servi", inventario sommario dei documenti a cura di Pietro Ricci (1818).

La documentazione è stata prodotta da:
Del Riccio

La documentazione è conservata da:
privato


Redazione e revisione:
Insabato Elisabetta, 2015/11/28, supervisione della scheda
Romanelli Rita, 2007/04/16, prima redazione
Romanelli Rita, 2015/11/27, rielaborazione

Modalità di consultazione:
Per informazioni rivolgersi alla soprintendenza competente per il territorio


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