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Pratolini Vasco

fondo

Estremi cronologici: 1936 - 1987

Note alla datazione: Anteriore a questo arco cronologico è la datazione di una pagella scolastica. Come pure nella donazione del 2018 si trovano altre carte più antiche (risalgono fino ai primi anni Trenta), ma la maggior parte dei documenti conservati è datata a cominciare dagli anni Quaranta in avanti.

Consistenza: Il primo nucleo documentario, donato nel 1991 e incrementato nel corso degli anni da piccole acquisizioni, conta 11 scatole. Il materiale relativo alla donazione del settembre 2018 consta approssimativamente di 30 scatole e 32 faldoni.

Storia archivistica: La prima parte del fondo è stata donata nel 1991 dalla famiglia, rappresentata da Cecilia, la moglie di Pratolini, e dalla figlia Aurelia; le carte dello scrittore, a pochi mesi dalla scomparsa, sono state così accolte dalla sua città natale, la cui gente (e le vie e piazze più popolari) è stata la protagonista della maggior parte dei suoi romanzi. Le tracce delle opere di Pratolini conservate nel suo archivio personale non sono naturalmente esaustive, mancano infatti testimonianze di parte della sua produzione, in particolare di quella romanzesca, risultando quasi completamente assente la documentazione degli anni Quaranta (con l'eccezione di "Un eroe del nostro tempo") e altre lacune si lamentano anche per le prove narrative degli anni successivi. Tra le maggiori opere pratoliniane di cui mancano gli esemplari di archivio segnaliamo i titoli de "Il Quartiere", "Cronaca familiare" (di cui non si conservano autografi del romanzo breve ma di una stesura della sceneggiatura del film), "Cronache di poveri amanti", "Le ragazze di Sanfrediano", "Diario sentimentale".
Grazie alla generosità degli eredi, alle carte di archivio si è aggiunta nel 2010 la donazione della biblioteca personale dello scrittore.
In occasione della mostra (intitolata "Il mio cuore da via de' Magazzini a Ponte Milvio" in onore al percorso biografico e sentimentale dell'autore) e del convegno organizzati a Firenze nella primavera 1992, il fondo è stato integrato con documenti provenienti da varie fonti. Zlata M. Potapova ha consegnato in Archivio alcuni materiali giunti da Mosca: un'edizione a stampa dello spartito di "Via del Corno", opera del compositore russo Kirill Molcanov scritta su soggetto di "Cronache di poveri amanti", un articolo sulla rappresentazione moscovita dello spettacolo all'inizio degli anni Sessanta e 4 fotografie di scena. Pier Luigi Pratolini ha depositato 2 fotografie familiari e un dipinto a olio di Nello Pratolini. Infine una pagella scolastica del giovane Pratolini è stata donata da Alfio Lavagnini. In occasione dell'allestimento della mostra sono state duplicate anche 39 fotografie appartenenti alla famiglia Pratolini e all'amico Parronchi e acquisite in copia.
Un taccuino con appunti sparsi relativi allo "Scialo", acquistato sul mercato antiquario dalla Regione Toscana nel 2011, è stato consegnato in Archivio in comodato e aggiunto al fondo nel 2013.
Nel fondo intitolato a Giovanni Colacicchi e a Flavia Arlotta, custodito sempre all'interno dell'Archivio Contemporaneo, si trova un nucleo di carte pratoliniane, con corrispondenza indirizzata allo scrittore fiorentino tra il 1939 e il 1940, alcune fotografie e altri documenti di natura eterogenea. Altre carte appartenute a Vasco Pratolini sono conservate in un fondo aggregato a quello di Alessandro Parronchi (presso l'Università degli Studi di Siena).
I manoscritti che facevano parte della prima donazione, quella del 1991, sono inventariati in una banca dati la cui descrizione è stata riconvertita in una piattaforma raggiungibile on line, da questo strumento è stato estratto un inventario dattiloscritto scaricabile dalla rete in formato pdf. I libri appartenuti a Pratolini sono catalogati nell'opac della biblioteca dell'istituto.
Nel settembre 2018 gli eredi hanno donato all'Istituto un ultimo consistente nucleo documentario dell'archivio di Vasco Pratolini, costituito prevalentemente da corrispondenza ma anche da tante altre tipologie di materiali. Tale documentazione è al momento in fase di riordinamento, in vista di una futura inventariazione.


Descrizione: Donazione 1991 e successive acquisizioni:
- Manoscritti di opere in prosa e in versi: esemplari autografi (manoscritti e versioni dattiloscritte, in pulito o con ricche varianti) di alcuni, tra quelli apparsi in volume, dei maggiori titoli pratoliniani; in questa Serie si conservano i testimoni di "Un eroe del nostro tempo" (nei 5 bloc notes superstiti il testo appare in una versione - priva della prima parte - che si avvicina a quella data alle stampe nel 1949), "Metello" (presente in voluminosi gruppi di carte sciolte che testimoniano la genesi del romanzo e in due dattiloscritti che documentano la versione pressoché definitiva, alla quale era stato assegnato il titolo provvisorio di "Il figlio di Caco"), "Lo scialo" (diverse versioni con appunti e stesure preparatorie fino a un'edizione a stampa del 1970 con correzioni d'autore), "La carriera di Ninì" (di cui si conserva un dattiloscritto con un testo completo e definitivo - seppure con varianti manoscritte - rispetto a quello licenziato alle stampe), "La costanza della ragione" (varie stesure dattiloscritte che si presentano come insieme disomogeneo di carte ma anche sotto forma di stadio elaborativo vicino a quello finale), "Allegoria e Derisione" (appunti e versioni preliminari, accanto a stesure pressoché definitive con interventi d'autore), "Il Mannello di Natascia" (presente sotto forma di due dattiloscritti, uno rilegato e uno sfascicolato, dove i testi scelti per l'eccentrica antologia di versi e brevi prose non sono ancora ben stabilizzati in una scelta definitiva).
- Sceneggiature, soggetti, trattamenti: ciclostile della sceneggiatura de "La viaccia", il film girato da Mauro Bolognini nel 1961 e tratto dal romanzo "L'eredità" di Mario Pratesi, stesura preparatoria della sceneggiatura di "Cronaca familiare", film vincitore del Leone d'Oro a Venezia nel 1962 con la regia di Valerio Zurlini, un dattiloscritto intitolato "L'Ammuina" con la sceneggiatura del film girato da Nanni Loy col titolo "Le quattro giornate di Napoli", sceneggiatura di "Ellis" (l'originale televisivo trasmesso dalla Rai nel 1962), trattamenti di "Abelardo e Eloisa" (un progetto curato insieme a Nelo Risi) e di "San Francesco" (per Franco Zeffirelli), trattamento per una riduzione televisiva, di mano di Vasco Pratolini e Ugo Liberatore, del romanzo di Federigo Tozzi "Con gli occhi chiusi", sceneggiatura de "Lo scialo" (adattamento tratto dal romanzo omonimo e sceneggiato da Franco Rossi e Ottavio Alessi sulla base dell'elaborazione cinematografica di Valerio Zurlini e Ugo Liberatore, di questo testo si conservano i dattiloscritti di copisteria delle prime tre puntate della versione passata in tv nel 1987 per la regia di Franco Rossi), dattiloscritto di copisteria del soggetto, scritto insieme a Fernando Birri, intitolato "Mal d'America".
- Materiali e frammenti vari: una minuta di Vasco Pratolini in merito alla causa intentata allo scrittore e alla casa editrice Vallecchi dalla locanda fiorentina "Antica Cervia" (raffigurata nell'illustrazione di copertina di "Cronache di poveri amanti"), una minuta di una lettera indirizzata a Vasco dall'amico pittore Renzo Grazzini che descrive il carcere fiorentino delle Murate (il documento rientra di fatto tra l'apparato di fonti raccolto per la stesura di "Metello"), manoscritto di un frammento di una commedia intitolata "Bianca e Casanova" attribuibile alla penna di Pratolini, dattiloscritto con la traduzione pratoliniana del copione di una commedia di Alfred De Musset intitolata "La notte veneziana", edizione a stampa dello spartito per pianoforte e canto di "Via del Corno" opera del compositore russo Kirill Molcanov su soggetto di "Cronache di poveri amanti" (accompagnata da un articolo sulla rappresentazione dello spettacolo allestita a Mosca all'inizio degli anni Sessanta); completano la sezione una pagella scolastica appartenuta a un Pratolini adolescente e un dipinto a olio di Nello Pratolini raffigurante una strada del centro storico fiorentino.
- Fotografie: 47 fotografie di cui 39 presenti in forma di stampa (duplicata dagli originali appartenenti alla famiglia e ad Alessandro Parronchi) e di negativo: rappresentano lo scrittore ripreso da solo, spesso al tavolo di lavoro, o ritratto in compagnia di familiari e di colleghi e amici (si riconoscono, tra gli altri, Piero Bigongiari, Alfonso Gatto, Mario Luzi, Alessandro Parronchi, Ferruccio Ulivi), alcuni di questi scatti sono di mano del fotografo Luca Carrà; altre fotografie di questo gruppo riproducono invece alcuni ritratti dello scrittore (gli autori sono Bruno Bècchi, che lo ritrae negli anni del sanatorio, Venturino Venturi, che firma una caricatura e una scultura dedicata a Pratolini, e Dino Caponi); completano la sezione un paio di negativi di fotografie di documenti (immagini riprese in occasione della mostra del 1992), 2 stampe con fotografie familiari donate da Pier Luigi Pratolini e 4 fotografie di scena dello spettacolo "Via del Corno" allestito a Mosca nell'autunno 1961.
- Biblioteca: circa 2500 titoli della biblioteca personale di Pratolini, con edizioni in italiano e francese relative principalmente alla letteratura otto-novecentesca, alla storia, all'arte.

Donazione 2018:
La corrispondenza interessa approssimativamente un arco di tempo che va dagli anni '30 agli anni '80 del Novecento e comprende: lettere indirizzate allo scrittore da personalità di grandi intellettuali e scrittori del secolo scorso, scambi con editori e redazioni di riviste, un ricco epistolario familiare - in cui hanno particolare risalto le numerosissime lettere scambiate tra Pratolini e la moglie Cecilia - e un gruppo di minute pratoliniane. Oltre alla corrispondenza fanno parte di quest'ultima donazione alcuni manoscritti - si tratta in particolare di documenti relativi a sceneggiature teatrali e soggetti cinematografici, taccuini e appunti di lavoro - materiale a stampa, documenti personali e un ampio nucleo di fotografie legate al contesto familiare e alle amicizie di Pratolini. A questi materiali si aggiungono poi alcuni oggetti appartenuti allo scrittore quali, la sua macchina da scrivere, un busto in bronzo - copia dell'originale commissionato dallo stesso Pratolini a Renato Mazzacurati - e una sezione della sua biblioteca personale per un totale di circa 200 volumi.


Strumenti di ricerca:
Inventari dell'archivio contemporaneo Alessandro Bonsanti. Gabinetto Vieusseux
Catlin Giolitti, Elena Lugliesi, Fondo Vasco Pratolini
Catalogo della biblioteca del Gabinetto Vieusseux

Siti web:
Archivio contemporaneo "Alessandro Bonsanti". Gabinetto Vieusseux (elenco dei fondi)

Documentazione collegata:
Carte Vasco Pratolini, documentazione conservata nel fondo Colacicchi-Arlotta. Conservata presso: Archivio contemporaneo "Alessandro Bonsanti".
Fondo Vasco Pratolini, carte di Vasco Pratolini aggregate all'archivio di Alessandro Parronchi. Conservata presso: Università degli Studi di Siena.

La documentazione è stata prodotta da:
Pratolini Vasco

La documentazione è conservata da:
Gabinetto scientifico letterario G. P. Vieusseux. Archivio contemporaneo Alessandro Bonsanti


Bibliografia:
"Il mio cuore da via de' Magazzini a Ponte Milvio. Vasco Pratolini tra immagini e memorie", Firenze, Teatro della Compagnia, 16-21 marzo 1992, catalogo a cura di Maria Cristina Chiesi, Calenzano, Mori, 1992.
"Guida agli Archivi delle personalità della cultura in Toscana tra '800 e '900. L'area fiorentina", a cura di E. Capannelli e E. Insabato, Firenze, Olschki, 1996, p. 513-514.
Laura Desideri, Erica Vecchio, "La biblioteca di Pratolini in mostra", con il testo della conferenza di presentazione della mostra, 16 ottobre 2013 (Goffredo Fofi, "Vasco Pratolini 1913-2013"), «Antologia Vieusseux», a. 19 n.s. (sett.-dic. 2013) n° 57, p. 123-165.

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Desideri Fabio, 2 gennaio 2017, integrazione successiva
Desideri Fabio, ottobre 2013, revisione
Manghetti Gloria, 1996, prima redazione
Morotti Laura, 2009, revisione
Spaccasassi Ambra, 29 novembre 2018, integrazione successiva

Modalità di consultazione:
La consultazione è libera previo appuntamento, ad eccezione dei materiali pervenuti nel settembre 2018, che sono in fase di riordinamento. Si richiede lettera di presentazione.


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