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Breda

fondo

Estremi cronologici: 1886 - 1996

Consistenza: Il fondo comprende 3.254 buste per un numero complessivo di 6.180 fascicoli; 40.000 fotografie; 8.000 disegni tecnici

Storia archivistica: L'Archivio Breda ha un'origine e una storia singolari: non si è formato attraverso le fasi consuete - prima archivio corrente, poi archivio di deposito, quindi archivio storico - sia per quanto riguarda la Società italiana Ernesto Breda per costruzioni meccaniche, sia per ciò che concerne la Finanziaria Ernesto Breda e le società da questa controllate o a questa consociate. Il primo nucleo dell'attuale Archivio storico si è costituito all'interno di una delle società del Gruppo, la Breda termomeccanica, grazie all'interessamento e alla passione di quattro suoi dipendenti (Rodolfo Spadaro, Carlo Vimercati, Giuseppe Bruscella, Ivano Baucia) che, assistendo all'invio al macero di ingenti quantità di documenti, si posero il problema del salvataggio in primis e del recupero di ogni tipo di documentazione che testimoniasse l'attività delle prime due sezioni di produzione (poi rispettivamente Breda elettromeccanica e locomotive e Breda ferroviaria).
Nel 1983 l'Archivio fu dichiarato di notevole interesse storico dalla Sovrintendenza archivistica della Lombardia. Nel 1986, la Feb, in occasione delle celebrazioni per il centenario della società, resasi conto dell'interesse che l'Archivio storico aveva suscitato fra molti studiosi di storia dell'industria, promosse la costituzione di un proprio archivio con lo scopo di "valorizzare l'identità e la memoria storica della società, ma anche per soddisfare le richieste di documentazione e di ricerche che ci provengono da più parti",
incorporando il nucleo archivistico già esistente. Rodolfo Spadaro fu nominato responsabile dell'Archivio e la ricerca e il recupero della documentazione divennero sistematici e rivolti all'intero complesso Breda.
In seguito alla dichiarazione sullo stato di liquidazione della Feb, nel 1994, e al passaggio di proprietà delle società del Gruppo, si presentò il problema delle sorti dell'Archivio e soprattutto di una possibile dispersione della documentazione fino ad allora raccolta. Rodolfo Spadaro prese allora contatti con l'allora Istituto milanese per la storia dell'età contemporanea - Ismec (oggi Fondazione Istituto per la storia dell'età contemporanea - Isec) e, successivamente, con il Comune di Sesto San Giovanni per verificare la possibilità di acquisizione dell'Archivio da parte del Comune stesso. La Sovrintendenza archivistica espresse parere favorevole all'operazione, così come favorevoli furono i pareri del Comune di Sesto e della Direzione della
Feb. L'iter si concluse il 16 ottobre 1995 con la firma di una convenzione, che prevedeva l'acquisizione dell'Archivio da parte del Comune e il suo deposito presso la sede dell'Ismec, che a sua volta si impegnava a garantirne la conservazione, l'ordinamento e la messa a disposizione degli studiosi e del pubblico in genere.
Originariamente l'Archivio storico era costituito da circa 250 metri lineari di documenti di varia natura: dai libri sociali della Sieb e della Feb alla documentazione prodotta dagli organismi dirigenti delle stesse, dalle carte relative alla gestione del personale (ricordiamo qui le circa 150.000 schede del personale) alle migliaia di disegni tecnici che danno conto della multiforme attività produttiva della Breda nel corso di un secolo di storia, dai bozzetti pubblicitari alle circa 45.000 immagini dell'archivio fotografico che mostrano gli
stabilimenti produttivi, le fasi delle lavorazioni, i prodotti, le partecipazioni a manifestazioni fieristiche nazionali e internazionali, le visite di personalità e delegazioni agli stabilimenti. L'Archivio conserva poi centinaia fra modelli di manufatti, attrezzi e utensili di officina e d'ufficio, stemmi e marchi aziendali, targhe di prodotto o di identificazione degli stabilimenti, parti di corredo di carrozze ferroviarie ecc.
Dopo il trasferimento dell'Archivio nei locali dell'Ismec è proseguita alacremente la ricerca di ulteriore documentazione, tanto che oggi, a seguito di nuovi consistenti versamenti, la parte cartacea ha superato i 600 metri lineari: è stata recuperata altra documentazione prodotta dalla Breda termomeccanica, cospicua documentazione della Breda siderurgica e della Breda fucine, nonché di altre società del Gruppo come la Società immobiliare generale milanese azionaria (Sigma), che si occupava della gestione del patrimonio immobiliare del Gruppo Breda.


Descrizione: L'Archivio storico Breda è suddiviso in tre Sezioni: Società italiana Ernesto Breda (Sieb), Finanziaria Ernesto Breda (Feb), Archivio delle Società.

Ordinamento: Durante i lavori di recupero, condotti nel corso degli anni sotto la direzione di Rodolfo Spadaro, la documentazione veniva aggregata in fondi e questi in serie a seconda della provenienza e/o del tipo di materiale, o in alcuni casi del periodo storico in cui erano stati prodotti; non era infatti possibile stendere un
progetto complessivo, mentre era indispensabile rendere consultabile la documentazione in tempi ragionevolmente brevi.
Quando nel 1995 fu depositato presso la Fondazione Isec il primo nucleo dell'Archivio Breda, si iniziò la ricognizione e la schedatura della documentazione, operazione che si concluse alla fine del 2004, quando si
ipotizzò che le acquisizioni si potessero considerare concluse.
Nel corso del lavoro di schedatura è risultata evidente la necessità di stendere un progetto complessivo di riordino che riflettesse e desse conto della complessità della storia della Breda, una società che in oltre cento anni di vita ha subito numerose trasformazioni nell'assetto societario, organizzativo e produttivo, pur mantenendo sempre una certa unitarietà e continuità, sia per quanto concerne i quadri dirigenti sia per quanto riguarda il tipo di produzioni.
Si è quindi deciso di considerare l'Archivio un corpo unico, articolato in tre sezioni: Società italiana Ernesto Breda per costruzioni meccaniche (bb. 162, unità archivistiche 1.102), Finanziaria Ernesto Breda (bb. 1.005, unità archivistiche 2.491), Archivio delle società (controllate e consociate) (bb. 2.087, unità archivistiche 2.587). Le sezioni sono a loro volta ordinate in serie ed eventualmente in sottoserie. La numerazione delle buste è continua per tutte le sezioni, mentre quella dei fascicoli inizia da uno all'interno di ogni sezione. L'unitarietà dell'Archivio storico Breda è confermata anche dal fatto che vi sono
serie documentarie, che si è scelto di conservare all'interno della sezione Finanziaria Ernesto Breda, che travalicano i confini temporali delle prime due sezioni e non sono mai state scorporate. Ci si riferisce alle serie Bilanci, Personale, Danni di guerra, Pubblicità.
Il riordinamento ha comportato una serie di operazioni complesse che, partendo dalla ricostruzione puntuale delle vicende storiche della Società, permettesse di ipotizzare l'architettura complessiva dell'Archivio, una sorta di ordinamento virtuale, che ha portato naturalmente a una revisione completa del vecchio ordinamento.
Dato che l'Archivio storico era già stato oggetto di studi e ricerche, in particolare per quel che concerne la prima sezione, si è ritenuto indispensabile conservare nell'inventario, accanto alle nuove, le vecchie segnature, per dare la possibilità agli studiosi di ritrovare la documentazione consultata in passato.

Informazioni sulla numerazione: La numerazione delle buste è unica per tutto l'Archivio; la numerazione dei fascicoli ricomincia da 1 per ognuna delle 3 Sezioni che compongono l'archivio.

Strumenti di ricerca:
Alberto De Cristofaro, Primo Ferrari, Archivio storico Breda

Siti web:
Breda

La documentazione è conservata da:
Fondazione ISEC. Istituto per la storia dell'età contemporanea


Redazione e revisione:
De Cristofaro Alberto, 2010/09/13, prima redazione
Ferrari Primo, 2010/09/13, prima redazione


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