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Bastogi

fondo

Estremi cronologici: 1862 - 1983

Consistenza: bb. 434 fascc. 3.947

Storia archivistica: L'Archivio storico Bastogi, dichiarato nel 1984 di notevole interesse storico dalla
Sovrintendenza archivistica della Lombardia, è stato versato in deposito dall'Archivio di Stato di Milano alla Fondazione Istituto per la storia dell'età contemporanea (Isec) nel luglio del 2002.
Le prime notizie certe sulle disposizioni per la conservazione dei fascicoli d'archivio della Società italiana per le strade ferrate meridionali risalgono al 1863: nel Regolamento per l'amministrazione della Società infatti all'articolo 29 si legge: "La Segreteria tiene un archivio degli affari correnti affidati al suo Uffizio. Tiene inoltre un Archivio generale, dove alla fine d'ogni anno, vengono depositate dai vari Uffici tutte le carte che riguardano affari compiuti. Questo Archivio sarà tenuto per ordine di materie, e avrà un repertorio compilato secondo le istruzioni del capo della Segreteria".
Dopo il 22 giugno 1902 la Bastogi adottò l'Ordine generale di servizio n. 36-1902 emanato dalla Direzione generale della Società italiana per le strade ferrate del Mediterraneo di Milano in merito alla conservazione della documentazione d'archivio. Quivi i documenti sociali venivano suddivisi in due gruppi:
A - Corrispondenze ed atti affini, B - Moduli. Le Corrispondenze ed atti affini vengono ripartiti in quattro categorie: 1. Corrispondenze interessanti la costituzione e l'ente patrimoniale della Società, e tutti gli atti affini, da conservarsi indefinitamente; 2. Corrispondenze ed atti affini che coinvolgano questioni legali o di massima, od importino vincoli col Governo, con altre Amministrazioni o con terzi, od interessino i fondi speciali, o che possano costituire precedenti, nonché in generale la corrispondenza e gli atti riguardanti il personale sociale, da conservarsi indefinitamente; 3. Corrispondenza di merito, cioè su fatti concreti, esclusa quindi ogni questione di massima e gli atti relativi, da conservarsi per cinque anni dall'esaurimento della questione; 4. Corrispondenza d'ordine, da conservarsi per tre anni. Gli atti di qualunque natura eretti in forma legale, sono da conservarsi indefinitamente. I termini di conservazione delle Corrispondenze ed atti affini sono stabiliti in linea generale, lasciando libertà di decisione a ciascun Servizio in base alle proprie esigenze. I Moduli comprendono tutte le altre carte in uso presso i singoli Servizi e i termini di conservazione risultano dall'unito elenco; per i Moduli di cui non è previsto lo scarto la conservazione deve intendersi a tempo indeterminato.
Con la Convenzione per il riscatto delle Strade ferrate meridionali e per la liquidazione della gestione Adriatica da parte dello Stato (decorrenza 1 luglio 1906), "gli atti, i documenti, ed in genere la parte degli archivi relativa al patrimonio ceduto, saranno consegnati al Governo; il resto rimarrà presso la Società. Le due parti avranno peraltro diritto di ottenere l'una dall'altra copia autentica, ovvero, salva restituzione, lo stesso originale degli atti, documenti e carte di archivio rispettivamente possedute" (art. 14). A seguito della Convenzione, gli archivi della Società subirono destini diversi. Dell'Archivio degli affari generali per esempio, ordinato fin dal 1863 in 53 categorie, rimasero solamente 9 voci: Assemblee, Atti organici, Cassa pensioni e nuovo istituto di previdenza, Cassa soccorso, Collegi arbitrali, Servizi interni (per la parte riguardante il Consiglio di amministrazione), Servizi elettrici, Titoli, Assicurazioni (per la parte riguardante la proprietà Meridionale); altro esempio particolarmente significativo riguarda l'ex Archivio tecnico e patrimoniale che raccoglieva documentazione sull'organizzazione e la gestione delle linee ferroviarie e degli immobili della Società, che venne quasi completamente versato alle Ferrovie dello Stato a eccezione degli atti che riguardavano gli immobili di proprietà sociale. Contestualmente a questa operazione di cessione di documentazione, la Bastogi in accordo con le Ferrovie dello Stato procedette all'"epurazione" di una considerevole parte degli archivi.
Il 29 settembre 1923, con l'Ordine di servizio n. 4 del Direttore generale Adolfo Rossi, il Segretariato generale fu "invitato a provvedere perché [fossero] mandate al macero" carte degli archivi del personale dell'antica gestione Meridionale, della cessata Rete Adriatica e dell'ultima gestione Meridionale (1905-1906), "senza procedere a spogli per stralciare i documenti originali che vi fossero contenuti". Successivamente a questa operazione di scarto l'Archivio della Direzione della Società fu diviso nelle seguenti categorie: I. Archivio generale, II. Archivio sequestri e cessioni di stipendio, III. Archivio personale antica gestione, IV. Archivio speciale del personale antica gestione, V. Archivio delle disposizioni generali e di massima relative al personale antica gestione, VI. Archivio disciplina (antica gestione), VII. Archivio di Gabinetto, VIII. Archivio ragioneria e finanza, IX. Achivio titoli sociali, X. Archivio contenzioso, XI Archivio delle cause per gli istituti di previdenza, XII. Archivio dei contratti, XIII. Archivio affari generali e diversi, XIV. Archivio linea Lecce-Francavilla, XV. Archivio particolare Borgnini.
Dallo studio degli inventari archivistici della Società si evince che, almeno a partire dal 1923, esistevano due archivi, quello della Direzione e quello del Segretariato. Le Guide dell'archivio pratiche Direzione del 1950-51 e del 1954 riportano le seguenti categorie: I. Attività della Società (comprendente la sottocategoria "Ia. Partecipazioni e finanziamenti", in cui era raccolta la documentazione relativa a società collegate e che in seguito divenne l'Archivio delle società collegate, giunto sino a noi), II. Iniziative diverse, III. Studi, IV. Varie, V. Corrispondenza riservata Segreteria Direzione, VI. Situazioni finanziarie Meridionali, VII. Bilanci; per ciò che riguarda l'Archivio del Segretariato invece la prima Guida d'archivio pervenutaci è del gennaio 1932 e comprende le categorie: I. Affari della passata gestione, V. Contenzioso, X. Assemblea, XV. Consiglio, XX. Titoli sociali, XXV. Rappresentanza della Società, XXX. Personale, XXXV. Imposte, tasse, bollo, XL. Immobili sociali, XLV. Assicurazioni, L. Mobili attrezzi inventario e spese d'ufficio, LV. Associazioni, LX. Elargizioni, LXV. Stampa, LXX. Biblioteca, LXXV. Varie.
Con l'ultimo ordinamento dell'archivio, avvenuto alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso a cura della Società, la documentazione dei due archivi è stata unificata dando vita alle serie: Assemblee degli azionisti; Consiglio di amministrazione (Rubriche deliberazoni); Consiglio di amministrazione (Atti delle riunioni); Comitato direttivo ed esecutivo; Sindacato azioni; Cariche sociali; Conferimento cariche sociali e poteri di firma; Libri soci; Statuti; Bilanci; Argomenti societari (Varie); Personale dipendente; Attività; Progetti (Digegni, Planimetrie); Immobili sociali; Inventari; Titoli sociali; Assicurazioni; Rimborso spese al Consiglio e ai Sindaci; Riparto utili ed emolumenti al Consiglio e ai Sindaci; Contabilità (Varie); Contenzioso; Studi, relazioni, convegni; Documentazione relativa a sen. conte Pietro Bastogi; Comitato celebrativo centenario sociale; Borse di studio in onore dr. Miranda; Premi annuali sen. avv. G. Paratore; Fondazione A. Beneduce; Stampa (Rassegne, Inserzioni, Comunicati); Pubblicazioni promozionali; Pubblicazioni sociali; Pubblicazioni varie di interesse sociale; Varie; Archivio; Corrispondenza; Registri vari.


Descrizione: La documentazione copre un arco cronologico che va dal 1862 al 1983 e comprende 3.947 unità archivistiche (fascicoli, registri e volumi) conservate in 434 buste; le carte riguardano la società Capogruppo Bastogi e le imprese dalla stessa controllate e ad essa collegate.

Ordinamento: L'ultimo ordinamento delle carte della Società aveva prodotto due inventari, l'"Inventario generale degli atti d'archivio" e l'"Inventario degli atti d'archivio Società collegate". Già da una prima lettura dell'Inventario generale degli atti d'archivio, e dalla successiva ricognizione sulla documentazione, appariva evidente che tale ordinamento era inadeguato, non facilitava la consultazione e il reperimento della documentazione e solo parzialmente aveva tenuto conto dell'organizzazione interna della Società. In particolare, alcune serie
risultavano costituite da fascicoli eterogenei. L'impressione iniziale veniva poi confermata allorché si procedeva all'analisi degli inventari storici (Archivi della Direzione e del Segretariato) che erano stati redatti dalla Società a partire dall'inizio del Novecento. Tali inventari mostravano una inequivocabile continuità dei titolari e delle serie (e sottoserie) al loro interno. Inspiegabilmente, l'ultimo inventario sembrava aver sostanzialmente trascurato i lavori archivistici precedenti, smembrando molto spesso le serie e dunque i relativi fascicoli. Il lavoro di riordino è dunque consistito nel ricondurre filologicamente, laddove è stato possibile, i fascicoli alle serie originarie, in ciò aiutati dalla conservazione, in taluni casi, delle camicie "originali", ovvero precedenti l'ultimo ordinamento, riportanti quasi sempre una classificazione, costituita da un numero romano seguito dal titolo della serie e da un numero arabo seguito dal titolo di un argomento e dalle sue eventuali partizioni (ad esempio: LX Elargizioni e contributi - 3. Contributi a convegni e manifestazioni; oppure: LV Associazioni - 15. Associazione italiana per l'arbitrato, Roma (statuto, verbali, relazioni); o ancora: LV Associazioni - 15. Associazione italiana per l'arbitrato, Roma (corrispondenza). Questo discorso vale, come detto, per la maggior parte delle camicie "originali", ma non per tutte perché quelle più antiche, risalenti al periodo precedente il riscatto delle ferrovie da parte dello Stato, riportano esclusivamente la collocazione dei fascicoli nei vecchi archivi (ad esempio: Società italiana per le strade ferrate meridionali, Direzione generale, Segretariato generale, Archivio dei contratti, n. 1596; oppure: Strade ferrate meridionali, Servizio del contenzioso, n. 391-13 sub-inserti I, II). Queste vecchie collocazioni sono state trascritte nelle note dei relativi fascicoli. Ovviamente, il lavoro di ricostruzione delle serie, per così dire storiche, ha richiesto anche l'analisi attenta delle carte e in particolare dei protocolli. All'interno delle serie e delle sottoserie i fascicoli sono poi stati ordinati tenendo conto della tipologia della documentazione, della classificazione originaria e/o della successione cronologica (nella maggior parte dei casi) e dell'ordinamento alfabetico nel caso dei fascicoli personali.

Strumenti di ricerca:
Alberto De Cristofaro, Primo Ferrari, Archivio storico Bastogi

Siti web:
Bastogi

Strumenti di ricerca interni al fondo: Sono conservati titolari e "rubriche d'archivio" (1923-1977) degli ordinamenti precedenti.

La documentazione è stata prodotta da:
Bastogi SpA

La documentazione è conservata da:
Fondazione ISEC. Istituto per la storia dell'età contemporanea


Redazione e revisione:
De Cristofaro Alberto, 2010/09/14, prima redazione
Ferrari Primo, 2010/09/14, prima redazione


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