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Cambellotti Duilio

fondo

Estremi cronologici: sec. XX secondo quarto

Note alla datazione: Si ritiene che la documentazione sia stata prodotta in un arco cronologico compreso tra il 1931 ed il 1934, periodo in cui furono realizzati il Palazzo dell'Acquedotto Pugliese di Bari e il Palazzo della Prefettura di Ragusa.

Consistenza: Unità 320: 320 disegni

Storia archivistica: La documentazione che costituisce il fondo Duilio Cambellotti è stata acquistata da Mitchell Wolfson nel 1990 a Roma dai figli dell'artista, Lucio e Adriano.
L'archivio è stato dichiarato di notevole interesse storico in data 30 aprile 1999.
Le informazioni relative al complesso archivistico sono state acquisite nel corso del censimento dei fondi depositati presso la Wolfsoniana - Fondazione regionale per la Cultura e lo Spettacolo intrapreso dalla Soprintendenza archivistica per la Liguria nel 2011.

Descrizione: L'archivio è da considerarsi parziale; infatti conserva una piccola parte della documentazione professionale di Cambellotti.
Si tratta di schizzi, bozzetti, studi e progetti, disegni esecutivi, a matita, carbone, acquerello, inchiostro, tempere e porporina su carta, carta millimetrata, lucidi, eliografie, eseguiti da Duilio Cambellotti per gli arredi e le decorazioni degli interni del Palazzo dell'Acquedotto Pugliese di Bari (n. 284 unità) e del Palazzo della Prefettura di Ragusa (n. 38 unità).
Il materiale documentario individuato si riferisce alla realizzazione degli arredi per gli uffici, come ad esempio scrivanie, lampade, poltrone, armadi, librerie, sedie, scrittoi, divani, stipi, panche, tavoli, lampadari, porte a vetri.
Presenti, inoltre, studi e progetti di motivi decorativi per soffitti, pavimenti e pareti, nonché disegni per la realizzazione di camere da letto matrimoniali e per bambini.
Lo stato di conservazione, in generale, è buono.

Strumenti di ricerca interni al fondo: Presso la Wolfsoniana è presente la schedatura analitica della documentazione, realizzata dal professore Mario Quesada, corredata da fotografie (in bianco/nero, formato 9x12, 18x24) e risalente all'anno 1991. La schedatura presenta nel recto del foglio, in alto a sinistra, un numero progressivo che indica l'ordine di catalogazione seguito dai curatori. Nel verso, in basso a destra, appare il numero che associa ciascuna scheda al disegno e alla fotografia di riferimento. Per quanto riguarda il materiale relativo all'Acquedotto Pugliese di Bari il numero delle fotografie (284) non coincide con quello delle schede (283) perché il disegno n. 320 è stato fotografato nel recto e nel verso e corrisponde all'unica scheda n. 320. Le schede sono conservate in n. 5 raccoglitori. La scheda fornisce informazioni riguardanti: cognome e nome dell'autore dell'opera; luogo e data di nascita e di morte; soggetto; n. inventario; tecnica e supporto; dimensioni (altezza x base); iscrizioni sul verso; provenienza; collocazione attuale; stato di conservazione; esposizioni; bibliografia; osservazioni. Nella scheda analitica non sono state individuate informazioni riguardanti il progetto di appartenenza e la datazione delle unità archivistiche.

La documentazione è stata prodotta da:
Cambellotti Duilio

La documentazione è conservata da:
Wolfsoniana - Fondazione regionale per la cultura e lo spettacolo


Redazione e revisione:
Frassinelli Antonella, 2012/07/12, prima redazione


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