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Ferrari Giulio Cesare

fondo

Estremi cronologici: 1880 - 1932

Note alla datazione: Si conserva anche documentazione successiva alla morte di Ferrari (1932).

Consistenza: bb. 46

Storia archivistica: La storia dell'archivio è molto legata a due figure femminili: la moglie di Ferrari, Emilia Giordani, e la figlia Nora, che lo conservarono gelosamente nel corso degli anni. Dopo la morte della madre, infatti, Nora portò con sé le carte trasferendosi da Bologna a Terni con il marito Cesare Pressio Colonnese. Alla sua morte, il nipote Roberto Kechler le donò poi all'Istituto "Giulio Cesare Ferrari" di Padova, fondato e diretto da Mario Quaranta, che provvide a una prima inventariazione sommaria dell'epistolario, ordinato alfabeticamente in fascicoli per mittente.
Successivamente, nella seconda metà del 2005, l'archivio è stato donato al Centro Aspi - Archivio storico della psicologia italiana e trasferito a Milano, dove ha ottenuto la dichiarazione di notevole interesse storico da parte della Soprintendenza archivistica per la Lombardia.
Nel 2013 l'archivio è stato descritto nel SIUSA nell'ambito del progetto nazionale "Censimento degli archivi storici degli psicologi italiani" promosso dall'Aspi nel contesto di una convenzione con la Direzione generale per gli archivi ed in collaborazione con la Soprintendenza archivistica per la Lombardia e le Soprintendenze archivistiche territoriali.
L'inventariazione del fondo è tuttora in corso, poiché negli anni l'ex Istituto di Padova ha continuato a inviare documenti rinvenuti progressivamente nei suoi magazzini.

Descrizione: Il fondo raccoglie i libri e le carte prodotte da Ferrari nel corso della sua attività clinica, sperimentale, pubblicistica e privata, dal 1880 circa al 1932, anno della sua morte.
Attualmente il fondo è conservato in 45 faldoni, 14 dei quali dedicati al cospicuo epistolario di Ferrari, di carattere sia scientifico che personale. Tra i carteggi più interessanti vi sono indubbiamente quelli di alcuni grandi nomi del panorama culturale e scientifico del primo Novecento: dai maestri di Ferrari, lo psichiatra Augusto Tamburini (58 lettere), lo psicologo francese Alfred Binet (16) e l'americano William James (32), di cui Ferrari tradusse le opere, al padre Agostino Gemelli, fondatore dell'Università Cattolica di Milano (47), allo psichiatra Enrico Morselli (38), al filosofo Giovanni Vailati (28), allo psicologo rumeno Nicolas Vaschide (27), allo psicologo e neuropsichiatra Sante De Sanctis (27).
Gli altri faldoni raccolgono invece l'insieme dei suoi documenti (scritti, relazioni, appunti di lavoro, certificati, diplomi, ecc.) e le numerose perizie psichiatriche.
L'archivio conserva anche diversi materiali appartenuti alla famiglia di Ferrari: le condoglianze pervenute dopo la sua morte nel 1932, le carte della moglie Emilia Giordani, quelle della figlia Nora e degli altri due figli Carlo Alberto e Ornella, nonché documenti vari più recenti, tra cui ad esempio un carteggio relativo alla gestione della Rivista di psicologia dal 1933 in poi.
Aggregato al fondo archivistico vi è anche un fondo librario, costituito da 186 volumi e 665 estratti, catalogato dalla Biblioteca di ateneo e già consultabile nel suo opac on-line.

Ordinamento: Il lavoro di riordino e inventariazione analitica, ancora in corso, ha comportato finora la creazione di 4 partizioni all'interno dell'archivio: "Carteggio", "Documenti", "Carte familiari" e "Appendice - Documenti successivi al 1932". Ogni partizione è suddivisa in serie tematiche, a loro volta ripartite in sottoserie.

Siti web:
Aspi - Il censimento degli archivi storici degli psicologi italiani

La documentazione è stata prodotta da:
Ferrari Giulio Cesare

La documentazione è conservata da:
Università degli studi di Milano - Bicocca. Aspi - Archivio storico della psicologia italiana


Redazione e revisione:
Zocchi Paola, 2013/11/28, prima redazione


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