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Bacci Pèleo

collezione / raccolta

Altre denominazioni:
Autografi Bacci

Estremi cronologici: 1731 nov. 14 - 1946 lug. 12

Consistenza: Unità 22: Scatole 22

Storia archivistica: Con una lettera del 29 novembre 1940 Pèleo Bacci espresse al Comune di Siena la disponibilità a cedere la propria raccolta di autografi, stampe e ritratti risorgimentali, lasciando al Comune stesso il compito di fissare l'entità della cifra da corrispondergli in cambio; si impegnava inoltre, nel caso che la trattativa di vendita avesse avuto buon esito, a lasciare in dono alla Biblioteca comunale di Siena, nel corso della vita o post mortem, la propria libreria e ulteriori manoscritti. Con delibera del 21 maggio 1941 il podestà Luigi Socini Guelfi fissò in lire 30.000 il compenso da riconoscere a Bacci. Poco dopo però il Ministero dell'Interno-Ufficio Centrale degli Archivi di Stato intervenne nella trattativa e, costatato l'interesse statale per una parte della documentazione, manifestò l'intendimento di acquisire le 'carte' di Francesco Crispi, di Antonio Druot e di Ottaviano Fabrizio Mossotti, che furono così destinate, dietro il pagamento di una somma di lire 15.000, come da contratto rogato il 23 luglio 1942, agli Archivi di Stato di Palermo, Livorno e Siena (v. la scheda relativa a Mossotti). Con provvedimento del 14 novembre 1942 la Commissione centrale per la Finanza locale del Ministero dell'Interno rese quindi esecutivo il deliberato podestarile del 21 maggio 1941. Il definitivo atto di cessione e di trasferimento all'Amministrazione comunale fu stipulato l'11 giugno 1943 (v. BCI AS.XX.51/III). Successivamente, il 16 dicembre 1943, Bacci consegnò alla Biblioteca 5 autografi dei 27 di cui il bibliotecario Iacometti aveva segnalato la mancanza rispetto all'originaria consistenza della collezione - nella fattispecie si trattava di quattro lettere di Giuseppe Garibaldi (Autografi Bacci 21.44.1-4) e di una lettera di Napoleone Bonaparte (Autografi Bacci 22.2.1), cui erano allegati otto ritratti a stampa (v. AS.XX.51/IV "Collezione Autografi Bacci. Autografi mancanti"). Il 14 maggio 1946 Bacci donò poi alla biblioteca 4 lettere inviategli da Benedetto Croce in merito al carteggio della cantante Vittoria Tesi (1700-1775) col futuro cardinale Enea Silvio Piccolomini (1709-1768), che Bacci gli aveva ceduto e a cui Croce dedicò una specifica pubblicazione (v. Croce 1946, pp. 5-8; Garosi 1990, pp. 549-550). Un'ulteriore cartella di autografi e documenti risorgimentali fu poi donata alla Biblioteca subito dopo la morte di Bacci dal suo erede, Alfred Mair, nell'aprile del 1950, nel quadro di un più ampio lascito, che comprendeva alcune opere d'arte, un cospicuo numero di libri e opuscoli, numerosi pacchi di fotografie e la parte senese del suo archivio personale (v. scheda del fondo Bacci conservato a Siena). Bisogna infine segnalare come siano stati inseriti nella raccolta di autografi, o fossero a quella destinati, altri doni elargiti da Bacci alla Biblioteca negli anni '30-'40: in primo luogo l'ampio fascicolo con lettere e documenti di Giovanni Marradi, in seguito inserito nella raccolta di autografi (Autografi Bacci 22.1.1-61), e poi il fascicolo con le stesure manoscritte e le prime bozze di stampa dell'opuscolo "Per Giovanni Procacci. 18 maggio 1888", Tip. Cino dei fratelli Bracali, Pistoia 1888 (Registro d'ingresso 37222), attualmente collocato con alcuni autografi di cui Iacometti aveva segnalato l'assenza, tra le carte personali di Bacci (vedi scheda del fondo conservato a Siena). Si segnala in ultimo come in occasione della mostra "Garibaldi eroe di fatto. Immagine e storia di Garibaldi nelle raccolte della Biblioteca comunale degli Intronati" (Siena, salone storico della Biblioteca comunale, 5 novembre 2011-7 gennaio 2012) siano stati esposti alcuni documenti della collezione Bacci.

Descrizione: Complessivamente la raccolta di autografi consta di 2624 documenti; ognuno degli inserti e dei fascicoli in cui sono raccolti - insieme ad opuscoli, ritagli di giornale, ritratti a stampa, fotografie etc. - è dedicato a una personalità di età napoleonica o risorgimentale. Per quanto numericamente inferiori non mancano testimonianze esterne a questo quadro storico, come le lettere inviate da varie personalità al cardinale Enea Silvio Piccolomini (1709-1768) o come quelle indirizzate allo stesso Pèleo Bacci dalla fine dell'Ottocento a tutta la prima metà del Novecento. Ci limitiamo a far seguire qualche indicazione di massima, rimandando per una descrizione più dettagliata al già citato catalogo di Gino Garosi (v. Garosi 1990).
- Raccolta di autografi: per quanto siano ben rappresentate figure di spicco della politica e della cultura italiana dell'Ottocento, come Aleardo Aleardi, Ugo Bassi, Francesco Domenico Guerrazzi, Giuseppe Mazzini o Ippolito Nievo, caratterizzano probabilmente la collezione le lettere e i documenti di personalità di patrioti pistoiesi come Silvestro Bongiovanni, Didaco Macciò, Giovanni Marradi, Niccolò Puccini o Atto Vannucci. Sono poi da segnalare le lettere inviate a Bacci da varie personalità, inserite nella collezione per il rilievo del corrispondente o perché riguardanti temi di storia risorgimentale, come potrebbe essere il caso di quelle dello storico antifascista Nello Rosselli (1900-1937), relative ad alcuni documenti di Giuseppe Montanelli presenti nella collezione (v. Autografi Bacci 1.16.1-9 e 22.14.1-2). Tra i corrispondenti di Bacci ci limitiamo a segnalare Michele Barbi, Bernard Berenson, Camillo Boito, Francesco Buonamici, Robert Davidsohn, Adolfo De Carolis, Salvatore Di Giacomo, Giovanni Fattori, Arturo Graf, Robert Langton Douglas, Eugenia Levi, Llewelyn Lloyd, Paolo Mantegazza, Ada Negri, Ugo Ojetti, Corrado Ricci, Adolfo Venturi. Bisogna poi sottolineare come sia certamente riconducibile alla raccolta di autografi un consistente nucleo di documenti presente nell'archivio personale di Pèleo Bacci (v. scheda del fondo conservato a Siena), dove si segnalano in particolare: un fascicolo contrassegnato dal n.° d'inventario 37222 e dal timbro "Collezione Pèleo Bacci", con le stesure manoscritte e le bozze di stampa dell'opuscolo "Per Giovanni Procacci. 18 maggio 1888", Tip. Cino dei fratelli Bracali, Pistoia 1888; 3 lettere scritte a Napoleone Bonaparte da Pietro Teuliè (2 lett., 1804-1805) e da [Marzio Mastrilli] marchese di Gallo (1809), di cui il bibliotecario Fabio Iacometti aveva sottolineato la mancanza all'indomani dell'acquisto della collezione (v. AS.XX.51/IV); 1 biglietto di Maximilien de Robespierre (1790); 3 biglietti e 1 lettera di Napoleone Bonaparte (1808); lettere e componimenti del garibaldino Luigi Spinelli (1866).
- Atti e documenti: si segnala un certificato di frequenza alle lezioni nella scuola medico-chirurgica dell'arcispedale di Santa Maria Nuova, rilasciato dal prof. Maurizio Bufalini al dott. Francesco Bacci, padre di Pèleo (Firenze, 31 mar. 1859; Autografi Bacci 3.1.1).
- Manoscritti: Tra i manoscritti presenti ci limitiamo alla segnalazione di uno scritto di Bacci, intitolato "Dumas padre e i fondi segreti del Governo italiano", cc. 7 (Autografi Bacci 21.38.21), e di un nucleo di 7 manoscritti di Piero Cironi (1819-1862) (Autografi Bacci 9.1.1-7): "Del viaggiare nel secolo scorso e ai nostri tempi"; "Caterina de Sangiorgio. Scena calabrese"; "Letteratura dei nostri"; "Italia" etc.
- Materiale grafico e iconografico: tralasciando le fotografie, le cartoline e le numerose incisioni, raffiguranti per lo più personaggi dell'epopea risorgimentale, ci limitiamo a segnalare i disegni di Piero Cironi (Autografi Bacci 9.1.8), Eligio Pintore (Autografi Bacci 15.27.1-5), Carlo Neukirchner e Tancredi Arcellazzi (Autografi Bacci 21.14.10-11) - questi ultimi fatti per l'album di Luigi Capecchi.


Ordinamento: La collezione di autografi e documenti risorgimentali, al di là degli elenchi di consistenza redatti al momento della sua acquisizione (v. AS.XX.51/IV), è dotata di un catalogo compilato da Gino Garosi, "Lettere e documenti dell'età del Risorgimento. La raccolta Pèleo Bacci della Biblioteca Comunale degli Intronati" (Siena 1990), dov'è riportata l'edizione di molti documenti; è quindi consultabile. Un discorso diverso va fatto invece per i pochi documenti ora richiamati conservati nell'archivio personale di Bacci: in assenza di un ordinamento rigoroso e di adeguati strumenti di corredo la loro consultazione è limitata e la Biblioteca si riserva di stabilirne di volta in volta i tempi e le modalità. Sono al momento del tutto esclusi dalla consultazione gli autografi risorgimentali incorniciati con ritratti a stampa e altri cimeli: indicati solo sommariamente negli elenchi di consistenza prodotti al momento della loro acquisizione (v. AS.XX.51/IV), non hanno ancora trovato collocazione nel catalogo della Biblioteca.

Strumenti di ricerca:
Gino Garosi, G. Garosi, Lettere e documenti dell'età del Risorgimento. La raccolta Pèleo Bacci della Biblioteca comunale degli Intronati, con un saggio introduttivo di G. Savino, Siena 1990

La documentazione è stata prodotta da:
Bacci Pèleo

La documentazione è conservata da:
Comune di Siena. Biblioteca comunale degli Intronati


Bibliografia:
B. Croce, "Un prelato e una cantante del secolo decimottavo. Enea Silvio Piccolomini e Vittoria Tesi. Lettere d’amore", Bari 1946 (con recensione di M. Verdone, BSSP, LI-LIV, 1944-1947)
F. Iacometti-G. Garosi, "Raccolta di autografi, delibere, inventari, lettere, Siena 1941-1950", Biblioteca Comunale degli Intronati, ms. AS.XX.51
G. Garosi, "Lettere e documenti dell’età del Risorgimento. La raccolta Pèleo Bacci della Biblioteca comunale degli Intronati", con un saggio introduttivo di G. Savino, Siena 1990 (con recensione di A. Cardini, BSSP, XCVIII, 1991, pp. 400-402)

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Francioni Mirko, 2015/06/28, prima redazione
Morotti Laura, 2015/06/28, revisione

Modalità di consultazione:
Accessibile nei giorni e durante gli orari di apertura della Biblioteca


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