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Ardinghi Giuseppe

fondo

Altre denominazioni:
Dono Fondazione Cassa di risparmio di Lucca

Estremi cronologici: 1912 - 2001

Consistenza: Unità 5: bb. 5

Storia archivistica: La documentazione appartenuta a Giuseppe Ardinghi è stata donata all'Archivio di Stato nel 2016 dalla Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, che ne ha effettuato l'acquisto sul mercato antiquario. La donazione comprende anche una busta contenente le carte appartenute alla moglie la pittrice Marianna Di Vecchio ed un fascicolo in cui sono conservate alcune carte di Arrigo Benedetti e di Mario Tobino

Descrizione: Il nucleo più significativo del fondo pertinente a Giuseppe Ardinghi è rappresentato dalla documentazione epistolare costituita da oltre 1.000 tra lettere, cartoline postali, cartoline illustrate e minute ed organizzata in "Lettere a lui dirette" (B.2), "Lettere varie ed aggiunte" (B.3), "Lettere di Mari Di Vecchio" (B.5) e raccolta in parte anche nelle buste contenenti scritti , materiale di studio, carte d'amministrazione e documentazione fotografica (BB.1 e 6).
Tra i corrispondenti si segnalano Arrigo Benedetti, nel cui fascicolo, oltre a ca.70 lettere (1937 - 1963), sono presenti planimetrie e bozzetti di decorazione della casa di Camaiore realizzata con la consulenza dell'amico pittore, il poeta Carlo Betocchi, di cui sono presenti oltre 40 lettere (1956-1975), Felice Del Beccaro e la moglie Margherita, con i quali Ardinghi resta in contatto negli anni in cui risiedono a Lilla (Francia), ca. 120 lettere in parte indirizzate a Mari Di Vecchio (1952-1970), Guglielmo Petroni, confidenzialmente "Memo", che invia al pittore ed alla moglie oltre 50 missive di grande interesse ed alcuni componimenti poetici (1947-1989) ed il poeta Antonio Rinaldi, nel cui fascicolo oltre a quasi 70 lettere sono presenti anche alcune poesie manoscritte ed a stampa con dedica (1950-1981). E ancora lettere e biglietti di Walter Binni, Emilio Cecchi, Antonio Cederna, Italo Cremona, Ian Greenlees, Krimer, Bruno Rosai e Mario Tobino, una lettera di Ettore Gian Ferrari relativa all'acquisto di un dipinto (1941), una comunicazione confidenziale di Antonio Maraini inerente la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1942 ed alcune lettere di Bruno Vangelisti in merito all'esposizione del 1966 alla Galleria "Piramide". In buona parte destinate alla moglie e spesso accompagnate da componimenti poetici sono invece le ca.30 lettere dello scrittore lucchese Romeo Giovannini (1950-1953) e le lettere di Giuseppe Raimondi redatte tra il 1949 ed il 1963 (BB. 2,3 e 6).
Il carteggio con la moglie Marianna è invece costituito da oltre 350 lettere ricevute a partire dal 1928 fino ai primi anni '50 che appartengono per la maggior parte agli anni precedenti il matrimonio, ai periodi in cui Ardinghi è lontano da Le Focette di Pietrasanta ed alla permanenza a Messina durante il periodo bellico; il loro contenuto riguarda essenzialmente la sfera affettiva e privata ma in molti casi costituisce anche testimonianza dell'ambiente artistico che caratterizza la vita e le frequentazioni di entrambi (B.5). Accanto alla corrispondenza ricevuta, oltre alle minute, sono presenti anche molte lettere inviate dal pittore lucchese alla moglie ed una serie consistente di missive e biglietti dello stesso Ardinghi destinati ai genitori e datati a partire dal 1912 fino ai primi anni '80, inseriti nel fondo al momento della vendita da parte degli eredi (B.1). Si segnalano, sempre in ambito familiare, le oltre 40 lettere, cartoline e biglietti dei genitori Assunta e Corrado, ca. 70 tra lettere e cartoline di parenti ed amici ricevute tra il 1918 e la fine degli anni '40 e quelle del figlio Antonio, assieme alle quali sono stati raccolti ca.70 biglietti d'invito a matrimoni, celebrazioni e condoglianze (anni '50-'70) e a ca. 30 lettere e comunicazioni legate all'attività di insegnante e studioso d'arte (anni '80-'90) (BB.3 e 6). Il fondo è inoltre costituito da un fascicolo contenente documentazione e materiale fotografico relativo all'intervento effettuato nella zona presbiteriale della Cattedrale di San Martino di Lucca nel 1987, fortemente osteggiato dal pittore e studioso lucchese, ed altra documentazione di studio, bozze di articoli e testi, appunti di lavoro inerenti la realizzazione delle vetrate istoriate di San Martino e carte di amministrazione (B.1) e da una consistente documentazione fotografica personale rappresentata da un centinaio di immagini d'ambito familiare a partire dal 1912 fino agli anni '50 e da circa 30 fotografie dagli anni '20 al 1987 in cui Ardinghi compare accanto ai compagni di corso all'Accademia di Belle Arti di Firenze, ad Emilio Cecchi, Felice Del Beccaro, lo scrittore Enrico Pea e Salvatore Quasimodo e riceve una serie di riconoscimenti e premi (B.6).


Ordinamento: Ordinamento parziale. La documentazione si presenta accorpata in modo approssimativo secondo criteri tipologici o cronologici ad esclusione della corrispondenza non familiare che è raccolta in fascicoli alfabetici per mittente ma non ordinata cronologicamente

Documentazione collegata:
Di Vecchio MariannaConservata presso: Archivio di Stato di Lucca

La documentazione è stata prodotta da:
Ardinghi Giuseppe

La documentazione è conservata da:
Archivio di Stato di Lucca


Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, 2017/10, supervisione della scheda
Macchi Laura, 2017/10, prima redazione
Morotti Laura, 2017/10, revisione

Modalità di consultazione:
La documentazione è accessibile su richiesta motivata presentata al direttore dell'Archivio di Stato, nell'orario di apertura dell'Istituto, ad esclusione del carteggio tra Giuseppe Ardinghi e la moglie Marianna Di Vecchio e delle carte familiari, non consultabili ove ricorrano i casi previsti dalla normativa sulla tutela dei dati sensibili


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