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Parrocchia di San Giovanni Elimosinario, Venezia

Sede: San Polo, VENEZIA
Date di esistenza: sec. XI - 1807

Intestazioni:
Parrocchia di San Giovanni Elimosinario, Venezia, sec. XI ? - 1807

Altre denominazioni:
Parrocchia di San Zuane di Rialto

Rimane incerta la data di erezione della chiesa, edificata nel cuore di Rialto, secondo le cronache antiche, con il concorso della famiglia Trevisan. Sappiamo tuttavia essere sicuamente anteriore al 1071, anno in cui si fa risalire il crollo dell'adiacente campanile. Dubbia risulta pure la data della sua erezione a parrocchia, che tuttavia sembra potersi collocare al più tardi all'XI secolo, periodo in cui la città vide la definizione di strutture amministrative, religiose e civili imperniate sui confinia, ovvero parrocchie, officiate da un pievano o da un collegio di sacerdoti. Caduta in commenda nel 1391, la parrocchia fu successivamente dichiarata di giurisdizione del capitolo della cattedrale di San Pietro di Castello: un privilegio papale del 1440, infatti, assegnava il beneficio parrocchiale al neo istituito Collegio dei dodici poveri di Cristo, creato dal vescovo castellano per sostenere l'attività di un maestro di grammatica e uno di canto. La distrazione delle rendite della parrocchia a favore del Collegio fu tuttavia tenacemente osteggiata dagli stessi parrocchiani: intervenuto nella controversia il potere pubblico, questi sancì, nel successivo 1487, l'assoggettamento del beneficio parrocchiale alla giurisdizione dogale, atto ratificato l'anno seguente con privilegio pontificio di papa Innocenzo III. Con tale concessione, riconfermata nel 1546, la chiesa veniva subordinata alla giursdizione del primicerio di San Marco e stabilita nelle stesse prerogative della basilica marciana. Distrutta da un incendio nel 1513, la chiesa fu interamente rifabbricata su disegno di Antonio Abbondi, detto lo Scarpagnino, e consacrata da Daniele Vocazio, vescovo dalmata, nel 1572. Con i decreti 'eversivi' emanati dal napoleonico Regno d'Italia nel 1807, la parrocchia di San Giovanni Elimosinario fu soppressa e il suo territorio inglobato nella conservata parrocchia di San Silvestro I papa. La chiesa, mantenuta al culto, fu dichiarata succursale di San Silvestro papa nel successivo 1808.

Collegiata sino al 1807, era retta da un capitolo - composto da 3 preti titolati, un diacono, un suddiacono e due accoliti - che in origine amministrava solidarmente i beni patrimoniali del beneficio, condividendo gli impegni della cura d'anime e la cura pastorale per i poveri e gli infermi esercitati dal pievano. Con il tempo, tuttavia, scemati progressivamente lo spirito di condivisone e gli obblighi di vita comunitaria del capitolo, ripartito lo stesso patrimonio comune in masse proporzionate ai titoli assunti dai canonici (in particolare, con privilegio pontificio di papa Alessandro VI del 1493, mag. 4), il peso della cura delle anime e dell'amministrazione dei sacramenti rimase affidata al solo pievano o parroco, assistito talora da un sacrista, cui spetterà in seguito di collaborare con il parroco nella regolare tenuta dei registri canonici e delle messe officiate.

La parrocchia era affiliata alla cattedrale di San Pietro apostolo: gli obblighi legati al rapporto di filiazione imponevano al pievano e ai titolati della chiesa di San Giovanni Elimosinario, tra gli altri, di assistere il sabato santo alla benedizione del fonte battesimale nella chiesa matrice, ricevendone l'acqua benedetta per il battistero della propria parrocchia, oltre a cespiti di vario genere fissati dalla consuetudine.


Complessi archivistici prodotti:
Parrocchia di San Giovanni Elemosinario di Venezia (fondo)


Bibliografia:
F. CORNER, Notizie storiche delle chiese e dei monasteri di Venezia e di Torcello, Padova 1758 (rist. anastatica Bologna 1990), 359-361
Il Patriarcato di Venezia. Situazione al 15 ottobre 1974, a cura di G. BORTOLAN, Venezia 1974, 481
B. BETTO, La chiesa ducale, in La Chiesa di Venezia nel Seicento, a cura di B. BERTOLI, Venezia 1992 (Contributi alla storia della Chiesa di Venezia, 5), 12
F. CORNER, Ecclesiae Venetae antiquis documentis nunc etiam primus editis illustratae ac in decades distributae, Venetiis 1749, vol. III, pp. 181 e segg.
G. TASSINI, Curiosità veneziane, Venezia 1915, 293-294
G. CAPPELLETTI, Storia della Chiesa di Venezia dalla sua fondazione sino ai nostri giorni, Venezia 1851, vol. II, pp. 88, 405


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