Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Soggetti produttori

Soggetti conservatori

Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Enti » Soggetto produttore - Ente

Parrocchia di Sant'Agostino, Venezia

(Archivi storici della Chiesa di Venezia)

Sede: San Polo - Santa Croce, VENEZIA
Date di esistenza: sec. X - 1807

Intestazioni:
Parrocchia di Sant'Agostino, Venezia, sec. X - 1807

La chiesa di Sant'Agostino fu edificata nel 969 da Pietro Marturio, vescovo di Castello, il quale, per testamento, la volle soggetta in perpetuo alla giurisdizione dell'episcopato castellano. Incerta appare la data della sua erezione a parrocchia, che tuttavia sembra potersi collocare giusto a ridosso della sua stessa fondazione. Distrutta da un incendio dopo la grande peste del 1630 la chiesa fu ricostruita su disegno di Francesco Contin. I decreti 'eversivi' emessi dal napoleonico Regno d'Italia nel 1807, che ridisegnavano la configurazione e la geografia delle parrocchie veneziane, portarono pure alla soppressione della parrocchia di Sant'Agostino, la cui circoscrizione venne inglobata nella conservata parrocchia di Santo Stefano confessore, vulgo San Stin. Da allora chiusa al culto, la chiesa fu dapprima riconvertita per usi molitori, quindi divenne deposito di materiali di risulta e di legname; fu demolita nel 1873, per liberare un'area destinata all'edificazione di case popolari.

Collegiata sino al 1807, la parrocchia era retta da un capitolo - composto da 2 preti titolati, un diacono e un suddiacono - che in origine amministrava solidarmente i beni patrimoniali del beneficio, condividendo gli impegni della cura d'anime e la cura pastorale per i poveri e gli infermi esercitati dal pievano. Con il tempo, tuttavia, scemati progressivamente lo spirito di condivisone e gli obblighi di vita comunitaria del capitolo, ripartito lo stesso patrimonio comune in masse proporzionate ai titoli assunti dai canonici, il peso della cura delle anime e dell'amministrazione dei sacramenti rimase affidata al solo pievano o parroco, assistito talora da un sacrista, cui spetterà in seguito di collaborare con il parroco nella regolare tenuta dei registri canonici e delle messe officiate. Trattandosi di parrocchia di giurisdizione vescovile, la nomina e l'elezione del pievano spettavano di diritto al presule di Castello (dal 1451 patriarca di Venezia); tuttavia le fonti riportano, soprattutto per il secolo XII, echi di forti contrasti tra il vescovo castellano e i parrocchiani per l'elezione del pievano, che fanno propendere per un diritto di nomina esercitato sì dal vescovo, ma sulla base della volontà dei vicini.

La parrocchia era affiliata in antico alla chiesa matrice di San Silvestro I papa, con obbligo, da parte del rettore, di confluire il sabato di Pasqua presso tale chiesa «pro ipso baptismo et cereo ac novo igne benedicendis»; allo stesso spettavano pure le corresponsioni di tributi di varia natura stabiliti dalle antiche consuetudini.


Complessi archivistici prodotti:
Parrocchia di Sant'Agostin di Venezia (fondo)


Bibliografia:
F. CORNER, Notizie storiche delle chiese e dei monasteri di Venezia e di Torcello, Padova 1758 (rist. anastatica Bologna 1990), 347-348
D. RANDO, Aspetti dell'organizzazione della cura d'anime a Venezia nel secoli XI-XII, in La Chiesa di Venezia nei secoli XI-XIII, a cura di F. Tonon, Venezia 1988 (Contributi alla storia della Chiesa di Venezia, 2), 63
F. CORNER, Ecclesiae Venetae antiquis documentis nunc etiam primus editis illustratae ac in decades distributae, Venetiis 1749, vol. II, pp. 379 e segg.
G. TASSINI, Curiosità veneziane, Venezia 1915, 7-8
G.B. GALLICCIOLLI, Delle memorie venete antiche, profane ed ecclesiastiche, Venezia 1795, vol. III, pp. 15, 17, 22
D. RANDO, Una Chiesa di frontiera. Le istituzioni ecclesiastiche veneziane nei secoli VI-XII, Bologna 1994, 236-237
G. CAPPELLETTI, Storia della Chiesa di Venezia dalla sua fondazione sino ai nostri giorni, Venezia 1851, vol. II, p. 404
E. BASSI, Tracce di chiese veneziane distrutte. Ricostruzioni dai disegni di Antonio Visentini, Venezia 1997, 63-65


icona top