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Comune di Sava

Sede: Sava (Taranto)
Date di esistenza: 1806 -

Intestazioni:
Comune di Sava, Sava (Taranto), 1806 -, SIUSA

La prima testimonianza scritta dell'esistenza di un casale denominato Sava è contenuta in un documento redatto nel 1417 dalla regina di Napoli Giovanna II, dove sono enumerate tutte le terre annesse al principato di Taranto infeudato agli Orsini Del Balzo. L'insediamento sorse probabilmente a seguito della parziale distruzione nel 1378 dei vicini casali di Aliano, Pasano e S. Maria di Bagnolo, devastati da continue scorrerie durante le guerre di successione tra Angioini e Aragonesi; numerosi abitanti dei casali si rifugiarono nella più sicura contrada detta "i castelli", da cui sarebbe sorta Sava verso la fine del XIV sec. (cfr. F. A. Primaldo Coco, "Cenni storici di Sava" [Lecce, Stab. Tip. Giurdignano, 1915], rist. anast. Manduria, A. Marzo, 1984). A causa di nuove incursioni anche il recente insediamento fu abbandonato tra il 1450 circa e il 1460, quando fu ripopolato dall'immigrazione di albanesi giunti al seguito del condottiero Giorgio Castriota Skanderbeg. Tra il 1520 e il 1630 il feudo di Sava, insieme ai suffeudi di Aliano e Pasano, furono acquistati dai baroni leccesi Prato. Con la morte dell'ultima discendente diretta, Ippolita Prato, che aveva assegnato alla Compagnia di Gesù parte dei propri beni, si aprì nel 1631 un lungo contenzioso per il possesso del feudo tra gli eredi della baronessa e i gesuiti; nel 1743 la secolare lite si risolse, per transazione e con il regio assenso di Carlo di Borbone, a favore dei gesuiti, che in realtà avevano continuato nel frattempo a reggere il feudo. La baronia di Sava con i suffeudi di Pasano e Aliano, soppressa nel 1767 la Compagnia di Gesù, divenne terra regia e la sua amministrazione fu affidata a un commissario. Nel 1798 subentrò per pochi anni l'ultimo feudatario, Giuseppe De Sinno; la legge del Regno di Napoli 2 agosto 1806 n. 130 abolì definitivamente la feudalità e tutte le sue attribuzioni.
La legge 8 agosto 1806 n. 132, emanata da Giuseppe Napoleone, suddivise il Regno di Napoli in tredici province ripartite in distretti, nell'ambito dei quali furono collocate le università. La legge delineava contestualmente le competenze istituzionali del nascente comune, termine introdotto nella normativa ancora in alternanza con la denominazione "università": il nuovo ente divenne il punto terminale di una struttura amministrativa gerarchica e centralizzata, sottoposto al controllo degli intendenti provinciali, dipendenti a loro volta dal ministro dell'Interno. L'amministrazione del comune di Sava fu affidata a un sindaco titolare del potere esecutivo, a un "primo eletto" responsabile della polizia amministrativa, a un "secondo eletto" che assisteva il sindaco nelle sue funzioni, e al decurionato, organo in cui risiedeva la rappresentanza comunale e che era incaricato della nomina del sindaco, degli eletti e di ogni agente o impiegato municipale.
Ai sensi del decreto 4 maggio 1811 n. 922, disposto da Giuseppe Napoleone per fissare la nuova circoscrizione delle province del Regno, il comune di Sava, che comprendeva le frazioni di Torricella e Monacizzo, divenne sede di circondario e fu incluso nel distretto di Taranto, all'interno della provincia di Terra d'Otranto. Nel successivo decreto del Regno delle due Sicilie 1 maggio 1816 n. 360 il comune era annoverato con la stessa circoscrizione amministrativa e contava 2143 abitanti, mentre la popolazione residente nelle due frazioni ammontava a 637 abitanti. In qualità di capoluogo di circondario, presso il comune di Sava avevano sede l'ufficio del Giudice regio e le carceri circondariali. L'operato degli organi amministrativi del comune fu sottoposto allo stretto controllo dell'intendente della provincia di Terra d'Otranto sotto gli ordini del ministro dell'Interno; con poteri più circoscritti, l'attività di vigilanza era esercitata anche dal sottointendente del distretto di Taranto.
Con la legge comunale e provinciale 20 marzo 1865 n. 2248 all. A il Regno d'Italia fu ripartito in province, circondari (già distretti), mandamenti (già circondari) e comuni, per cui il distretto di Taranto divenne circondario; presso ogni comune furono istituiti, quali organi rappresentativi e deliberativi sostitutivi del decurionato, un consiglio comunale e una giunta municipale, che affiancarono il sindaco nell'amministrazione cittadina. La nomina dei consiglieri comunali avveniva tramite il sistema elettivo, mentre gli assessori erano eletti in seno al consiglio comunale. Il sindaco era scelto tra i consiglieri e la sua nomina avveniva per decreto reale; dopo l'approvazione del regio decreto 4 maggio 1898 n. 164, la sua elezione fu demandata al consiglio comunale. La vigilanza sull'operato degli organi del comune di Sava fu demandata al sottoprefetto del circondario di Taranto sotto la direzione del prefetto della provincia di Terra d'Otranto, a sua volta dipendente dal ministro dell'Interno. Ai sensi del regio decreto 18 dicembre 1869 n. 5425 le frazioni di Torricella e Monacizzo furono aggregate al comune di Lizzano. Con decreto del Regno d'Italia 2 settembre 1923 n. 1911 fu istituita la provincia di Taranto cui furono annessi tutti i comuni fino ad allora inclusi nell'omonimo circondario, tra i quali il comune di Sava.
In seguito all'adozione dell'ordinamento comunale fascista disposta, per i comuni con popolazione fino a 5000 abitanti, con legge 4 febbraio 1926 n. 237, estesa a tutti i comuni con legge 3 settembre 1926 n. 1910, il comune di Sava fu amministrato da un podestà di nomina regia che ereditò le competenze esercitate dal consiglio, dalla giunta e dal sindaco. Con il crollo del fascismo e l'emanazione del regio decreto legge 4 aprile 1944 n. 111, presso il comune di Sava furono ripristinati gli organi del sindaco e della giunta riservandone la nomina al prefetto della provincia di Taranto; ai sensi del decreto legislativo luogotenenziale 7 gennaio 1946 n. 1 si insediò anche il consiglio comunale e fu ristabilito il sistema elettivo e di nomina dei tre organi vigente prima del 1926.
Nel 1991 la popolazione residente nel comune di Sava ammontava a 16579 abitanti (censimento 1991).


Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale

Contesto storico istituzionale di appartenenza:
Regno di Napoli: ordinamento territoriale, 1806 - 1815

Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -
Comune (Regno delle due Sicilie), 1816 - 1860
Comune (Regno di Napoli), 1806 - 1815

Complessi archivistici prodotti:
Comune di Sava (fondo)
Stato civile del Comune di Sava (fondo)


Bibliografia:
A. P. COCO, "Cenni storici di Sava", [Lecce, Stab. Tip. Giurdignano, 1915], rist. anast. Manduria, A. Marzo, 1984.
M. PASTORE, "Scritture delle università e feudi (poi comuni) in Terra d'Otranto", estratto da "Archivio Storico Pugliese", a. XXIV (1971), fasc. III-IV, Bari, Tipografia del Sud, pp. 241-311.
G. CARACCIO, "Sava: cronistoria della cittadina jonica per i suoi seicento anni", Fasano, Schena, 1987.
L. GIUSTINIANI, "Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli" [Napoli, Vincenzo Manfredi, poi Stamperia di Giovanni de Bonis, 1797-1816], rist. anast. Bologna, Forni, 1969-1971, 13 voll.
F. ASSANTE, 'Città e campagne nella Puglia del secolo XIX', in 'Quaderni Internazionali di Storia Economica e Sociale', Genève, Librairie Droz, 1975., 342
"Guida dell'Archivio di Stato di Lecce", a cura di G. DIBENEDETTO, Bari, Editrice tipografica, 1989.
G. LO MARTIRE, "Sava nella storia", Taranto, Grafiche Cressati, 1972.

Redazione e revisione:
Lucchi Laura Annalisa - direzione lavori Giuseppe Gentile, 2005/06/17, prima redazione
Mincuzzi Antonella - supervisore Rita Silvestri, 2015/09/15, supervisione della scheda


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