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Comune di Serra de' Conti

Sede: Serra de' Conti (Ancona)
Date di esistenza: sec. XIII inizio -

Intestazioni:
Comune di Serra de' Conti, Serra de' Conti (Ancona), sec. XIII inizio -, SIUSA

Il castello medievale, edificato in un territorio abitato in epoca preromana dagli umbri, dai piceni e dai galli senoni, divenne nel secolo XII feudo imperiale, retto da un conte alle dirette dipendenze di Ancona. Il toponimo è un composto di serra, "dorsale collinare", e del termine latino "comes, comitis", inteso come titolo nobiliare. Intorno agli anni '30 del sec. XIII si avviò il fenomeno comunale, presumibilmente per iniziativa di una consorteria della piccola nobiltà rurale. Le vicende storiche del comune si collocano nel quadro del generale scontro tra potere imperiale e Curia romana, nell'ambito del quale i comuni cercavano di trovare i propri spazi e di consolidare le proprie autonomie. In una prima fase Serra tentò di rafforzare la propria struttura anche se soggetto, come altri castelli della zona, alla vicina Jesi, che esercitava in questo periodo l'egemonia sul territorio circostante. Tra il 1250 e il 1260, in seguito all'emergere e all'affermarsi di un ceto medio, vi fu il passaggio dal comune signorile al comune popolare: nel 1254 venne istituita la figura del capitano del popolo e intorno al 1260 il fenomeno era ormai consolidato. Con l'estendersi del territorio comunale, anche a seguito delle sottomissioni delle famiglie signorili, si innescarono una serie di conflitti con le comunità vicine, in materia di confini. In particolare sono attestati scontri con Rocca Contrada (Arcevia) e Jesi. I contrasti sui confini continuarono fino alla fine del sec. XV, collegandosi ai vari conflitti che in questo periodo agitavano la zona. Tra il 1270 e il 1280 Serra de'Conti costituiva una comunità "immediate subjecte" alla Sede apostolica, sotto il governo della Curia provinciale della Marca. Inizialmente la soggezione alla Curia prevedeva il riconoscimento dell'autonomia comunale e la libera elezione delle magistrature, nel quadro delle alleanze promosse in funzione anti-imperiale. Ma già dalla seconda metà del secolo, dopo la sconfitta degli Svevi, Roma cercò di rafforzare la propria egemonia, soprattutto attraverso il controllo sulle nomine delle magistrature. In questo periodo la Marca fu scossa a più riprese da lunghi periodi di guerre, di instabilità politica e di rivolte, con scontri tra fazioni politiche interne alle comunità, e alleanze esterne tra comuni che cercavano di affermare le proprie autonomie contro i poteri centrali. Dalla fine del sec. XIII fino al XIV Serra de' Conti si trovò coinvolta nelle diverse guerre che si alternavano nel territorio, anche perché nuovamente alleata di Jesi e legata alle sue scelte strategiche. Intorno alla metà del sec. XIV tornò in modo stabile sotto il dominio della Chiesa. Nel corso del secolo XIV il comune fu conquistato alternativamente da diverse famiglie signorili, tra cui i Chiavelli, signori di Fabriano e Rocca Contrada, e i conti Buscareto di Senigallia. Dopo questo periodo di scontri la Chiesa promosse una nuova pacificazione: venne inviato nella Marca in qualità di legato pontificio il cardinale Albornoz, il quale procedette ad una riorganizzazione dello Stato. I nuovi podestà vennero inviati dalla Curia provinciale della Marca. Serra riconfermò i patti con Jesi per libera scelta di alleanza. Dal 1375 si aprì un nuovo periodo di crisi e scontri in tutta l'Italia centro settentrionale, legati alle turbolenze di signorie quali i Visconti, i Malatesta, i Montefeltro. Nel 1376 a Serra si instaurò la signoria degli Atti, che durerà fino agli inizi del XV sec. Gli Atti ottennero nel 1390, insieme ai signori di altri comuni, il riconoscimento da parte di Bonifacio IX, con l'incarico di vicari apostolici. Il vicariato degli Atti si estendeva su Serra, Barbara e Sassoferrato. La durata prevista era di 10 anni, con giurisdizione civile e criminale di prima istanza, e la facoltà di riscuotere i tributi spettanti alla Camera apostolica, fatti salvi gli statuti locali e con l'obbligo di partecipare ad eserciti e parlamenti. Il vicariato degli Atti venne rinnovato, ma diviso fra Serra e Sassoferrato, con vicende ed esiti diversi. Il Vicariato di Serra tra il 1404 e il 1406 passò a Pandolfo III Malatesta, ma non si hanno notizie sulle modalità di tale passaggio. Nel 1430, terminata la signoria dei Malatesta sulla Marca meridionale, la Chiesa riprese possesso dei propri territori, compresa Serra de' Conti. Tra il 1433 e il 1435, la Marca venne occupata da Francesco Sforza, inviato dal Visconti, il quale affermò la propria signoria personale, riconosciuta forzatamente dal Papa. Sconfitto lo Sforza nel 1443 da una coalizione legata a Roma, Serra tornò sotto il governo della Curia provinciale intorno al 1445. La Pace di Lodi chiuse una fase tormentata di scontri e guerre e inaugurò il periodo della politica dell'equilibrio. Le signorie più grandi videro riconosciuto il loro potere, mentre nella Marca i comuni più piccoli, persa la loro autonomia, iniziarono una stagione di definizione delle proprie istituzioni nel quadro del consolidato potere della Curia pontificia. Organi del governo comunale erano il consiglio generale, il consiglio di credenza, i priori e il gonfaloniere, il podestà. Durante il Regno d'Italia napoleonico (le Marche furono annesse con decreto 2 aprile 1808) Serra de' Conti era comune di terza classe, compreso nel dipartimento del Musone, la cui prefettura aveva sede a Macerata. Apparteneva al quarto distretto di Fabriano e al cantone di Roccacontrada (Arcevia). Nel 1813 le truppe napoletane di Gioacchino Murat, in accordo con gli Austriaci, entrarono nelle Marche. La regione venne affidata al Regio commissario per i dipartimenti italici meridionali Poerio. Sconfitto Murat a Tolentino, le Marche furono occupate dagli Austriaci e con atto 9 giugno 1815 restituite al pontefice. Con motuproprio 6 luglio 1816 di Pio VII "Sull'organizzazione dell'amministrazione pubblica" si procedette ad una nuova organizzazione amministrativa. Lo Stato venne diviso in 17 delegazioni affidate ad un delegato ecclesiastico, a loro volta suddivise in 3 classi. Tale strutturazione subì nel tempo modificazioni, ma per quanto riguarda Serra de' Conti la situazione restò stabile. Il comune apparteneva alla delegazione di seconda classe di Ancona. Le delegazioni erano divise in governi di primo e secondo ordine. I comuni che non erano sede di governatore potevano nominare un vicegovernatore dipendente dal governatore, in base all'editto Consalvi del 26 novembre 1817. Dal 1827 i vicegovernatori furono sostituiti dai podestà. La podestaria poteva comprendere più comuni, ma già nel 1831 i podestà vennero soppressi. Nel 1816 Serra de' Conti fu sede di governo, ma nel 1817 la sede venne soppressa, passando a Montecarotto. A Serra non venne istituito un vicegoverno e dal 1828 al 1831 operò in essa un priore podestà, fino al 1831. Dopo la riforma del 1816 organi del comune erano il consiglio, composto di 24 membri e la magistratura, composta da un gonfaloniere e due anziani. Con motuproprio 21 dicembre 1827 vennero ridefinite le classi dei comuni e il numero dei consiglieri ridotto a 20, in base al numero degli abitanti. La carica principale non era più il gonfaloniere ma il priore, affiancato da due anziani, in carica rispettivamente 3 e 6 anni. Dopo il 1850, con editto 22 novembre 1850 del cardinale Giacomo Antonelli, le legazioni vennero ristrutturate ed assunsero carattere regionale. La legazione delle Marche fu divisa in 6 province, tra cui quella di Ancona, alla quale faceva e fa tuttora riferimento il territorio di Serra de' Conti.

Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale


Soggetti produttori:

Collegati:
Consorzio stradale Farneto di Montecarotto


Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -
Comunità (Stato della Chiesa), 1815 - 1870
Comunità (Stato della Chiesa), sec. XIV - sec. XVIII

Complessi archivistici prodotti:
Comune di Serra de'Conti (fondo)
Stato civile del Comune di Serra de'Conti (fondo)


Fonti:
Archivio comunale di Serra de'Conti e archivi aggregati. Inventario a cura di V. Zega, 2003

Bibliografia:
D.CECCHI, "Aspetti e problemi dello Stato pontificio nella seconda Restaurazione", in "Studi maceratesi", 8, Macerata, 1974.
D.CECCHI, "L'amministrazione pontificia nella prima Restaurazione, 1800 - 1809", Macerata, Tipografia Maceratese, 1975.
G.COLUCCI, "Delle Antichità Picene Tomo XXIIII", Fermo, 1795
P. COMPAGNONI, "La Reggia Picena overo de' presidi della Marca", Macerata, 1661
V.VILLANI, "Nascita di un Comune. Serra de'Conti nel Comitato di Senigallia (secolo X-XIII)", Serra de' Conti, 1980
V.VILLANI, "Serra de' Conti. Origine ed evoluzione di un'autonomia comunale. Secc. X-XV", Tecnostampa Edizioni, Ostra Vetere, 1995
V.VILLANI, "Serra de'Conti. Ricerche di storia parrocchiale", Serra de' Conti, 1972


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