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Capitolo della cattedrale di San Michele Arcangelo di Terlizzi

Sede: Terlizzi (Bari)
Date di esistenza: sec. XI -

Intestazioni:
Capitolo della cattedrale di San Michele Arcangelo di Terlizzi, Terlizzi (Bari), 1752 -, SIUSA

Altre denominazioni:
Capitolo della chiesa collegiale di San Michele Arcangelo di Terlizzi, Sec. XI - 1752

Il Capitolo sorse probabilmente dopo il 1073, quando il vescovo di Giovinazzo Giacinto confermò ai presbiteri e al clero locali i privilegi concessi dal suo predecessore Grimoaldo, cioè la libera e autonoma gestione della chiesa madre dedicata a San Michele Arcangelo (1). Le fonti relative ai primi secoli dell'esistenza del Capitolo non sono esaustive: nel 1158 è testimoniata la presenza di un priore; nel 1208 sono citate le figure del primicerio e del sacrista; nel 1366 si ha notizia della presenza di un procuratore e nel 1388 appaiono per la prima volta menzionati i due cantori. La sua organizzazione emerge solo da testimonianze successive: presieduto dall'arciprete, esso rappresentava il punto di riferimento principale per la religiosità cittadina. Il suo assetto organizzativo favorì la formazione di una vera e propria "signoria feudale ecclesiastica". Ciò provocò il sorgere di un clima conflittuale con i vescovi di Giovinazzo, che rivendicheranno spesso la diretta e totale dipendenza del clero di Terlizzi. L'arciprete fino al 1475 era eletto dal collegio dei canonici; dopo quella data la nomina divenne prerogativa della Santa Sede. Gli arcipreti poterono così fregiarsi delle insegne pontificali e si sentirono autorizzati a considerare la Chiesa locale una vera e propria "prelatura nullius". Notevole importanza assunse il primicerio, prima dignità del Capitolo, che soprintendeva al coro ed alle solennità ecclesiastiche, e che distribuiva i pesi perpetui delle messe tra i capitolari. I canonici furono trenta fino al 1635: dall'anno successivo il loro numero fu ridotto a ventidue. Il conferimento dei canonicati spettava agli arcipreti, che non potevano nominare né forestieri, né loro familiari. Gli ufficiali coordinavano l'organizzazione della collegiata. Eletti annualmente dall'assemblea dei canonici (che si teneva il 15 agosto), prendevano possesso della carica il 1 settembre. Tra di essi figuravano anche i due "archivisti". Il Capitolo collegiale fu considerato dipendente dagli arcipreti "nullius" di Terlizzi, sia pure con un ampio margine di autonomia garantito dai propri statuti, e nonostante le frequenti dispute giurisdizionali con i vescovi di Giovinazzo, per tutto il XVII secolo. Queste controversie si conclusero il 26 novembre 1749, con l'emanazione della bolla "Unigenitus Dei Filius" di papa Benedetto XIV, che assegnava alla Chiesa di Terlizzi la dignità di Cattedrale. Il 24 aprile 1752, poi, l'arcipretura e la relativa collegiata furono soppresse con un decreto concistoriale, che decretò anche l'unione "aeque principaliter" alla diocesi di Giovinazzo. In questa occasione fu eretto il Capitolo cattedrale, le cui tre dignità più importanti erano:
-Arcidiacono, capo del Capitolo;
-Arciprete: divenne la seconda dignità. Gli fu affidata la cura d'anime;
-Primicerio: la sua carica decadde da prima a terza dignità;
Questa configurazione giuridica restò immutata fino al Concordato di Terracina, in seguito al quale le diocesi di Terlizzi e Giovinazzo furono soppresse e unite alla diocesi di Molfetta. Queste disposizioni provocarono un lungo periodo di tensione che si risolse con l'emanazione della bolla "Aeterni Dei Patris" di Gregorio XVI, con cui le diocesi di Giovinazzo e Terlizzi furono ripristinate ed unite "aeque principaliter" a Molfetta. Nel 1928 si ebbe una significativa contrazione numerica dell'organico del Capitolo, che fu costituito da quattordici canonici (comprese le cinque dignità), sei partecipanti titolari e un numero di partecipanti aggregati variabile a seconda dei bisogni del servizio del Coro. Il 30 settembre 1986 la Congregazione dei vescovi sancì la piena unificazione delle diocesi di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi (alle quali si aggiunse Ruvo nel 1982). Molfetta fu eletta sede del Capitolo cattedrale, mentre il Capitolo di Terlizzi (così come quelli di Ruvo e Giovinazzo) assunse lo "status" di Capitolo concattedrale.


(1) Le presenti note storiche sono tratte da A. D'AMBROSIO, "Linee di storia isituzionale della Chiesa di Terlizzi", in <<L'Archivio Diocesano di Terlizzi. Vol.I Inventario del fondo cartaceo>>, a cura di D. PORCARO MASSAFRA, Mezzina, Molfetta 1994, pp.33-44.


Condizione giuridica:
enti di culto

Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione della chiesa cattolica

Contesto storico istituzionale di appartenenza:
Diocesi, sec. XI -

Profili istituzionali collegati:
Capitolo cattedrale, sec. IX -

Complessi archivistici prodotti:
Capitolo collegiale poi cattedrale (fondo)
Diocesi di Molfetta - Ruvo - Giovinazzo - Terlizzi. Archivio diocesano di Terlizzi (complesso di fondi / superfondo)


Redazione e revisione:
Bernardi Francesco Antonio - direzione lavori Domenica Porcaro Massafra, 2005/05/17, prima redazione
Mincuzzi Antonella - supervisore Rita Silvestri, 2017, revisione


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