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Parrocchia di Santa Croce di Casamassima

Seat: Casamassima (Bari)
Date of live: sec. XII -

Headings:
Parrocchia di Santa Croce di Casamassima, Casamassima (Bari), sec. XII -, SIUSA

La dipendenza della chiesa di Casamassima dall'arcidiocesi di Bari è attestata già nel secolo XII, sia nel decreto dell'arcivescovo Rainaldo che richiedeva l'omaggio annuale dei capitoli e del clero, sia nel diploma del papa Alessandro III del 29 giugno 1171.
La chiesa maggiore, che si presume sia stata edificata nel 1321, risulta nel 1376 intitolata a Santa Maria e nel 1539 a Santa Maria della Croce. Anteriormente a tale data l'antica chiesa parrocchiale si ritiene fosse quella di Santo Stefano.
Fin dalle origini è definita "collegiata insigne" ed ha goduto di particolari prerogative che l'hanno resa in parte esente dalla giurisdizione degli arcivescovi di Bari, dai quali comunque dipendeva. All'arciprete che ne è a capo è riconosciuta la cura delle anime.
Nel sec. XVIII la chiesa è officiata "ad instar cathedralium" da un numero variante di sacerdoti partecipanti viventi per massa comune. In occasione della richiesta di reintegra dell'istituto canonicale fatta alla Santa Sede dal capitolo nel 1739, lo stesso capitolo stabilisce che la chiesa divenga ricettizia, cioè riservata al clero locale. Con la pubblicazione del Concordato del 1818 e l'emanazione della bolla "De utiliori" di Pio VII che abolisce tutte le prelature e i relativi privilegi, la chiesa di Casamassima segue la sorte delle prelature minori divenendo semplice chiesa ricettizia.
Nel 1839 la Santa Sede restituisce alla chiesa il primitivo stato di collegiata "quoad honores tantum", riconosciuto con regio assenso del 27 febbraio che ne approva gli statuti formulati dall'arcivescovo di Bari e riconosce nei componenti del capitolo il possesso delle insegne ecclesiastiche.
Con la liquidazione dell'asse ecclesiastico i beni del capitolo sono devoluti al demanio dello Stato, eccetto i titoli non implicanti il possesso materiale di beni (censi ed altri proventi) ed i beni stabili con valore corrispondente alla quota spettante all'arciprete curato a titolo di beneficio parrocchiale. Ai partecipanti del capitolo, invece, è assegnata dal Fondo per il culto, un assegnamento annuo, vita durante, corrispondente alla rendita netta della dotazione ordinaria della chiesa. Per effetto della legge 4 giugno 1899, n. 191, "il comune ottiene, a decorrere dal 1 luglio 1900, l'anticipata consegna delle rendite della soppressa chiesa ricettizia di Santa Croce, in lire 14.658 annue". " Questa devoluzione, per disposizione della stessa legge, è gravata dall'obbligo di provvedere alla dotazione necessaria per la manutenzione e officiatura della chiesa parrocchiale e per il rifornimento dei sacri arredi".
(R. SILVESTRI)


Legal position:
enti di culto (sec. XII - )

Type of creator:
ente e associazione della chiesa cattolica (sec. XII - )

Historical and administrative context:
Diocesi, sec. XI -

Connected institutional profiles:
Parrocchia, sec. XII -

Generated archives:
Parrocchia di Santa Croce di Casamassima (fondo)


Bibliography:
M. GARRUBA, 'Serie critica de' sacri pastori baresi', Bari, Tip. Cannone, 1844.
S. PALESE, "La parrocchia a Bari tra metà Ottocento e metà Novecento", in "Problemi di storia della Chiesa", Roma, 1988.
S. MONTANARO, "Casamassima nella storia dei tempi", vol. I, Bari, Levante, 1994.
G. PETRONI, "Della storia di Bari dagli antichi tempi sino all'anno 1856", Napoli, 1857-1858.
"Altre fonti edite e inedite, conservate a Bari e altrove", in "Le fonti archivistiche. Per la storia della Chiesa di Bari", a cura di S. PALESE, Bari, 1985.
N. MILANO, "Le chiese della diocesi di Bari", Bari, 1982.

Editing and review:
Bernardi Francesco Antonio - direzione lavori Rita Silvestri, 2005/06/16, prima redazione
Latrofa Pasqua Vita - direzione lavori Rita Silvestri, 2008/04/17, revisione
Mincuzzi Antonella - supervisore Rita Silvestri, 2015/10/23, supervisione della scheda


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