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Consorzio interprovinciale per la bonifica di Burana

Sede: Modena
Date di esistenza: 1892 - 1987

Intestazioni:
Consorzio interprovinciale per la bonifica di Burana, Mdena, 1892 - 1987, SIUSA

Il Consorzio interprovinciale per la bonifica di Burana fu istituito nel 1892 in base alla «Legge-Convenzione Genala», n. 736 del 30 dicembre 1892, per consentire il completamento delle opere di bonifica iniziate dallo Stato a seguito dei disastrosi danni causati nel 1879 dalla rotta di Borgofranco sul Po. Infatti, dopo l'unificazione d'Italia soltanto la disastrosa rotta di Po del 1879 ebbe l'effetto di richiamare l'attenzione pubblica sui problemi irrisolti del comprensorio di Burana: la «Legge Baccarini», n. 333 del 1881, dispose la realizzazione degli interventi necessari per poter dare una concreta ed efficace risoluzione ai dissesti idraulici di Burana. Il «Progetto Generale dei lavori», alla cui direzione fu preposto l'ingegnere Italo Maganzini del Genio Civile, prevedeva, per l'ultimazione della Botte Napoleonica, la raccolta delle acque modenesi nel canale Diversivo di Burana con scarico a gravità nel Panaro a Santa Bianca; la raccolta delle acque basse modenesi, di parte di quelle ferraresi e mantovane con scarico naturale attraverso la Botte Napoleonica; la conservazione dei deflussi in Po delle acque alte mantovane attraverso le chiaviche di Moglia a Sermide e delle Quattrelle a Stellata presso Bondeno; la raccolta delle acque basse mantovane nei nuovi canali di Felonica, di Roversella e dell'Allacciante di Felonica; lo scolo in Burana, e quindi attraverso la Botte Napoleonica, delle acque basse ferraresi; la costruzione di una chiavica sul Po a Stellata allo scopo di consentire la navigazione del Po di Volano. L'impossibilità di ultimare in breve tempo i lavori, e le successive allagazioni negli anni 1891 e 1892, che devastarono circa 11.500 ettari di terreno, portarono lo Stato ad istituire, attraverso la «Legge-Convenzione Genala», il Consorzio Interprovinciale per la Bonifica di Burana, presieduto da un comitato esecutivo formato dai rappresentanti dei proprietari interessati, con lo scopo di realizzare i progetti che lo Stato non aveva potuto completare: la costruzione del canale Emissario di Burana dal sostegno di Valpagliaro al mare Adriatico e del canale Collettore di Burana dalle Chiaviche Mantovane alla Botte Napoleonica; la costruzione dei canali mantovani; la costruzione del canale di derivazione dal Po. La Botte Napoleonica venne inaugurata ed attivata nel 1899, mentre il Consorzio Interprovinciale progettava e realizzava nuovi canali all'interno del comprensorio ad integrazione del sistema scolante. Con le Leggi n. 3256 del 1923, n. 3134 del 1928 e n. 215 del 1933 al Consorzio Interprovinciale di Burana venne successivamente affidata la gestione dei bacini di scolo precedentemente controllati dai Consorzi idraulici previsti dalla legge n. 2248 del 1865, estendendo capillarmente il proprio operato sulla maggior parte del reticolo idraulico artificiale dell'intero comprensorio, i cui apporti idrici si riversavano nel Collettore di Burana o nel Diversivo di Burana, e vedendo allargate le proprie funzioni anche alle opere di irrigazione, di adduzione di acqua potabile, di costruzione o sistemazione stradale e di miglioramento fondiario. Il concetto della bonifica integrale, espresso in quegli anni dalla «Legge Serpieri», affidava ai consorzi di bonifica il ruolo complessivo ed organico di gestione idraulica per la tutela del territorio, sotto gli aspetti ambientali, economici, sociali, sanitari. Fu a seguito di tale ampliamento che la sede del Consorzio venne trasferita da Ferrara a Modena nel 1924. L'estensione del comprensorio a tutto il reticolo artificiale portò alla progettazione di Baroni, che sviluppò in questo rinnovato contesto il «Progetto di massima per i lavori occorrenti al miglioramento delle condizioni di scolo nelle basse pianure di Burana». Fu allora effettuata la divisione del comprensorio in due bacini, che facevano capo rispettivamente all'impianto di Santa Bianca, progettato per lo scolo meccanico delle acque alte, e al sistema formato dalla Botte Napoleonica e dall'impianto Pilastresi. Quest¿ultimo, originariamente concepito per il sollevamento meccanico della parte in esubero delle acque che la Botte Napoleonica non riusciva a far defluire naturalmente, fu in seguito rivisto anche in funzione della derivazione per provvedere alla provvista idrica della parte orientale della provincia ferrarese. Le opere complementari prevedevano la sistemazione e la costruzione di 850 km di canali, tra cui l¿intera risagomatura del canale Diversivo di Burana, nonché, per alcune zone altimetricamente depresse, la costruzione di impianti sussidiari per il sollevamento meccanico delle acque. In merito all'approvvigionamento idrico, oltre all'impianto Pilastresi, che consentiva anche la derivazione d'acqua necessaria alla navigazione del Po di Volano e per usi plurimi legati all'industria e all'agricoltura della parte orientale della Provincia ferrarese, venne realizzata la derivazione dal fiume Secchia attraverso l'omonima Chiavica a Bomporto, la costruzione dell'impianto sussidiario alla Bozzala in comune di San Prospero e, ultimo solo in ordine di tempo, la derivazione dal fiume Po attraverso l'impianto Sabbioncello a Quingentole (MN), ultimato nel 1958, che consente l'irrigazione di terreni modenesi per un totale di 50.000 ettari. Il Consorzio interprovinciale per la bonifica di Burana fu soppresso nel 1987 a seguito del riordino territoriale dei comprensori di bonifica a norma della Legge Regionale della Regione Emilia Romagna n. 42 del 2 agosto 1984 e successive modifiche ed integrazioni; le sue competenze vennero assunte dal Consorzio della bonifica Burana - Leo - Scoltenna - Panaro, costituito con delibera del Consiglio della Regione Emilia Romagna n. 1663 del 12 novembre 1987.

Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente funzionale territoriale


Soggetti produttori:

Successori:
Consorzio di bonifica Burana - Leo - Scoltenna - Panaro


Profili istituzionali collegati:
Consorzio di bonifica (Emilia Romagna), sec. XVI -

Complessi archivistici prodotti:
Consorzio interprovinciale per la bonifica di Burana (complesso di fondi / superfondo)


Redazione e revisione:
Tarozzi Simona, 2005/10/25, prima redazione


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