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Collegio della Mercanzia di Perugia

Sede: Perugia
Date di esistenza: 1218 -

Intestazioni:
Collegio della Mercanzia di Perugia, Perugia, 1218 -, SIUSA
Nobile Collegio della Mercanzia di Perugia, Perugia, 1218 -, SIUSA

Altre denominazioni:
Nobile Collegio della Mercanzia di Perugia, 1218 -

Il Collegio della Mercanzia e il Collegio del Cambio avevano, all'interno del Comune di Perugia, un ruolo di assoluta preminenza: erano, infatti, luoghi di aggregazione ed espressione della classe dirigente e trampolini per l'accesso ai primi uffici civili e per l'amministrazione dell'economia.
La prima menzione della Mercanzia risale al 1218.
Il Collegio raccoglieva i "mercatores", i commercianti che effettivamente esercitavano la mercatura, li organizzava autonomamente con l'elezione, nel suo seno, di quattro consoli e quarantaquattro rettori, ne disciplinava l'attività e ne rappresentava gli interessi negli organi del libero Comune.
Secondo gli statuti cittadini del 1279, la Mercanzia designava, infatti, due dei dieci priori, le altre arti, uno soltanto; come alle altre arti, gli era riconosciuta l'autonomia giurdizionale. Per gli associati stabiliva il divieto di contrarre società con forestieri per l'importazione di certi prodotti, regolava la mediazione, i pesi, le misure, le modalità di esposizione e vendita, la certificazione delle scritture, la liquidazione del patrimonio, il fallimento.
Il primo statuto pervenuto è del 1323, il secondo del 1356.
Nel 1390, il Collegio, a compensazione dei 1400 fiorini dati in prestito al Comune per i periodi di carestia, prese il possesso dei locali al piano terreno del Palazzo dei priori, dove vennero poi avviati i lavori per predisporre e realizzare la prestigiosa sede dell'udienza.
Oltre alle proprietà terriere nel contado, la Mercanzia disponeva di un complesso edilizio lungo la via regale del Rione di Porta Sant'Angelo, il cui edificio principale era adibito, almeno fin dal 1315, ad "hospitale mercatorum". Era, inoltre, titolare dell'amministrazione di alcuni enti e servizi e presso di sé tratteneva la documentazione occorrente all'esercizio delle varie funzioni; in particolare per il Comune di Perugia, i consoli della Mercanzia gestivano l'ufficio dell'annona. I consoli erano anche amministratori del Collegio della Sapienza Nuova o Casa di San Girolamo e del Monte pio Consolino, un istituto di beneficenza sorto nel 1594, per il quale i notai della Mercanzia svolgevano anche tale funzione. Altro ente su cui la Mercanzia esercitava la propria giurisdizione era il Monte Spinello, fondato nel 1578 e preposto alla dotazione di ragazze povere.
Intorno al Quattrocento si avviò un processo di acquisizione dell'istituzione da parte del nuovo ceto magnatizio, formato da nobili imborghesiti, da mercanti nobilitati che dal commercio passavano alla rendita e da nobili immigrati. Nel 1416 Braccio Fortebraccio, istituendo a Perugia la propria signoria, per far partecipare agli uffici civici i suoi seguaci nobili, già fuoriusciti, li fece registrare nei vari collegi, in particolare la Mercanzia e il Cambio, anche se non esercitavano la mercatura.
Con la sconfitta di Braccio del 1424 ad opera delle truppe di Martino V e il ristabilimento dell'autorità temporale pontificia a Perugia, il Collegio perdette l'autogoverno della mercatura. Gli statuti non furono più sostanzialmente rinnovati e l'ultimo, quello del 1599, non venne più interamente sostituito, analogamente a quanto succedeva per il Collegio del Cambio e per il Comune di Perugia.
Il Collegio finì per modificare ragione e finalità e, tra il secolo XVI e il XVII, abbandonò lapropria caratteristica di corporazione selettiva in base all'attività e, verso il corpo chiuso della nobiltà, selettiva in base alla nascita. Una modifica statutaria del 1670, ratificata nel 1774 dal breve di Clemente XIV e seguita poi anche dal Collegio del Cambio, impose per l'ammissione rigorose prove di nobiltà, cioè almeno duecento anni di discendenza paterna, ed escluse l'accesso ai non nobili. A rinforzare la posizione dell'oligarchia, ci fu successivamente un ulteriore restrizione dei requisiti, introducendo la prova della nobiltà anche per via paterna femminile, il possesso di stato nobiliare per le altre ascendenze femminili e una rendita annua minima di 1200 scudi per vivere nobilmente.
Nel 1798 il governo cittadino della Repubblica romana soppresse il Collegio, poi ricostituito nel 1799; solo nel 1802 la sala dell'udienza venne restituita alla Mercanzia.
Nel 1809 ci fu una nuova soppressione, e una nuova ricostituzione avvenne nel 1814.
La sua attività proseguì anche nel nuovo Stato unitario e l'ente è tuttora in funzione.


Condizione giuridica:
privato

Tipologia del soggetto produttore:
ordine professionale, associazione di categoria


Soggetti produttori:

Collegati:
Collegio della Sapienza Nuova di Perugia, 1431 - 1806
Collegio Pio della Sapienza di Perugia, 1825 -


Complessi archivistici prodotti:
Collegio della Mercanzia di Perugia (fondo)


Bibliografia:
Statuti e matricole del Collegio della Mercanzia di Perugia, a cura di C. CARDINALI, A. MAIARELLI, S. MERLI con A. BARTOLI LANGELI, saggi introduttivi di E. IRACE, G. SEVERINI, con un contributo di M. SANTANICCHIA, Perugia, Nobile Collegio della Mercanzia - Deputazione di storia patria per l'Umbria, 2000, vol. I (Fonti per la storia dell'Umbria, 23), XV-LXV; CXXXIII-CXLVIII

Redazione e revisione:
Lonzini Silvia, 2007/01/22, prima redazione
Santolamazza Rossella, 2010/09/14, revisione


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