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Parrocchia di Santa Marina

Sede: Castello - Venezia
Date di esistenza: sec. XI - 1807

Intestazioni:
Parrocchia di Santa Marina, Castello - Venezia, sec. XI - 1807

Altre denominazioni:
Parrocchia dei santi Liberale vescovo e martire e Sant'Alessio

Rimangono del tutto oscuri i tempi e le circostanze in cui sorse la chiesa; secondo il Cicogna essa fu edificata nel 1030 per volontà della nobile famiglia Balbi e consacrata il primo luglio dello stesso anno. Tuttavia, appare certo dalla documentazione in nostro possesso, che la chiesa godette delle prerogative parrocchiali sin da antica data. L'attuale dedicazione della parrocchia al nome di Santa Marina si colloca nei primi decenni del XII secolo, in seguito alla traslazione del corpo della santa dall'oriente ad opera di Giovanni di Bora e il suo ricovero nella chiesa allora intitolata ai Santi Liberale e Alessio.
Soppressa nel 1807 con i decreti "eversivi" emanati dal napoleonico Regno d'Italia, la chiesa fu dapprima incardinata, quale sua succursale, nella parrocchia di San Leone papa, vulgo San Lio, quindi nel 1810, con la soppressione anche di San Leone papa, nella parrocchia conservata della Purificazione di Maria, vulgo Santa Maria formosa. Chiusa al culto nel 1818, l'edificio fu ridotto ad osteria e definitivamente abbattuto nel 1820.

Collegiata sino al 1807, la parrocchia era retta da un capitolo 'composto da due preti titolati, un diacono ed un suddiacono', che originariamente amministrava in maniera collegiale i beni e le rendite del beneficio parrocchiale. Con la ripartizione successiva del patrimonio comune in masse proporzionate ai titoli assunti dai canonici, venuti nel tempo a scemare lo spirito di condivisione, gli obblighi di vita comunitaria e la corresponsabilità nella guida pastorale della parrocchia originari, la cura delle anime e l'amministrazione dei sacramenti venne affidata al solo pievano, assistito talora da un sacrista in particolare nella compilazione dei registri canonici.

La parrocchia era affiliata in antico alla chiesa matrice della Purificazione di Maria, vulgo Santa Maria formosa: gli obblighi legati al rapporto di filiazione imponevano al pievano e ai titolati della chiesa di Santa Marina, tra gli altri, di assistere il sabato santo alla benedizione del fonte battesimale nella chiesa matrice, ricevendone l'acqua benedetta per il battistero della propria parrocchia, oltre a cespiti di vario genere fissati dalla consuetudine..


Complessi archivistici prodotti:
Parrocchia di Santa Marina di Venezia (fondo)


Bibliografia:
F. CORNER, Ecclesiae Venetae antiquis documentis nunc etiam primus editis illustratae ac in decades distributae, Venetiis 1749, vol. III, pp. 251 e segg.
G. CAPPELLETTI, Storia della Chiesa di Venezia dalla sua fondazione sino ai nostri giorni, Venezia 1851, 398
E. BASSI, Tracce di chiese veneziane distrutte. Ricostruzioni dai disegni di Antonio Visentini, Venezia 1997, 72-79
E.A. CICOGNA, Delle iscrizioni veneziane raccolte ed illustrate, Venezia 1824 (rist. anastatica Bologna 1892), vol. I, pp. 331 e segg.
F. CORNER, Notizie storiche delle chiese e dei monasteri di Venezia e di Torcello, Padova 1758 (rist. anastatica Bologna 1990), 45-46
G. TASSINI, Curiosità veneziane, Venezia 1915, 396-398
G.B. GALLICCIOLLI, Delle memorie venete antiche, profane ed ecclesiastiche, Venezia 1795, vol. III, p. 7, 16
S. Maria Formosa, a cura di M. ROSADA, Venezia 1972, XXXIV-XXXV


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