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Stamento militare del Regno di Sardegna

Sede: Cagliari
Date di esistenza: 1355 - 1847

Intestazioni:
Stamento militare del Regno di Sardegna, Cagliari, 1355 - 1847, SIUSA

Nel Regno di Sardegna gli stamenti rappresentavano i tre bracci, organi del Parlamento locale. Il gesuita Francesco Gemelli, autore del "Rifiorimento della Sardegna proposto nel miglioramento di sua agricoltura", nel 1776 così definì il termine stamento: "in lingua castigliana dicesi estamento, e in catalano estament, estat o bras (braccio) significa non solo la giunta o le corti del Regno ma eziandio ciascuno de' tre corpi componenti la giunta (il Parlamento): ciò il militare comprendente i feudatari, il regio abbracciante i deputati della città e de' luoghi di regia giurisdizione, e l'ecclesiastico composto dagli arcivescovi, vescovi, ...". Infatti, i bracci del Parlamento generale del Regno di Sardegna, che si ispiravano al modello delle Corts catalane, erano tre: l'ecclesiastico che comprendeva le dignità e gli enti ecclesiastici o i loro procuratori; il militare, di cui facevano parte non solo i militari, ma tutti i nobili e i cavalieri; il reale, che comprendeva i rappresentanti delle sette città regie (Cagliari, Sassari, Alghero, Oristano, Iglesias, Bosa, Castello Aragonese). Il Parlamento sardo svolgeva le seguenti funzioni: concessione del donativo, ripartizione dei tributi, partecipazione all'esercizio del potere normativo attraverso la sotttomissione di proposte legislative all'approvazione del re, le verifiche relative alla rituale formalità della convocazione ed ai poteri degli intervenuti. Era fondato su una concezione contrattualistica dei rapporti tra sudditi e sovrano: i "capitoli di corte" erano vere e proprie leggi pazionate, giacchè il "do" dell'istituzione che approvava il donativo al re era sottoposto alla condizione di un "des" rappresentato dall'approvazione sovrana delle proposte che gli stamenti inoltravano alla Corona. I lavori parlamentari si svolgevano nei giorni e nelle sedi stabilite dal re e nella lettera di convocazione era indicato un sommario ordine del giorno. Il primo giorno dell'apertura e quello della chiusura erano detti giorni di "soglio" perchè gli stamenti si riunivano in forma solenne nella sede convenuta (nel duomo se a Cagliari), presente il re o vicerè che sedeva sul trono o soglio. Nei giorni seguenti gli stamenti si riunivano separatamente (l'ecclesiastico presso l'arcivescovado o nella sacrestia del duomo; il militare nella chiesetta della Speranza in Castello; ed il reale in una delle sale del municipio) e trattavano fra loro o col vicerè per mezzo di ambasciate di uno o più dei propri membri. Al termine dei lavori i "bracci" singolarmente o congiuntamente presentavano le proprie richieste al sovrano e versavano all'erario regio il donativo, un particolare sussidio in denaro. Prima della solenne chiusura erano previste le concessioni di gratifiche e privilegi. Approvate dal re, le richieste assumevano il valore di capitoli di corte. Il primo parlamento del Regno di Sardegna fu aperto a Castel di Cagliari da Pietro IV il Cerimonioso, il 15 febbraio 1355. Seguirono altre riunioni fino all'ultima del 1698 - 1699 dal momento che sotto il governo sabaudo nei secc. XVIII - XIX gli stamenti non furono più convocati. L'istituto parlamentare rimase in vigore fino al 29 novembre 1847 quando, con la "fusione perfetta con gli stati di terraferma" la Sardegna adottò le leggi e gli ordinamenti piemontesi rinunciando all'assetto istituzionale e normativo vigente fin dal sec. XIV

Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
preunitario


Soggetti produttori:

Collegati:
Aymerich
Aymerich Ignazio


Per saperne di più:
Associazione araldica genealogica nobiliare della Sardegna

Complessi archivistici prodotti:
Carte dello Stamento militare (fondo)


Redazione e revisione:
Castellino Anna, 2012, revisione
Mura Simonetta, 2009/10/02, prima redazione


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