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Confraternita del Santissimo Sacramento in S. Germano di Camerano

Sede: Camerano (Ancona)
Date di esistenza: sec. XVII - 2004

Intestazioni:
Confraternita del Santissimo Sacramento in S. Germano, Camerano (Ancona), sec. XVII circa - 2004, SIUSA

La Confraternita del Santissimo Sacramento in San Germano di Camerano ha conseguito personalità giuridica civile con R.D. del 18/02/1935. ed è stata estinta con decreto del Ministero dell'Interno n. 422, in data 31/12/2004.
Non si conosce l’epoca di istituzione della Confraternita, eretta nella chiesa parrocchiale di San Germano. In origine era composta di soli Schiavoni, abitanti nel distretto di Camerano, solo in seguito venne aperta ai cameranesi, che restavano esclusi dagli incarichi. Con la progressiva diminuzione del numero delle famiglie illiriche perché estinte, o emigrate altrove, vennero ammessi agli uffici anche i confratelli di Camerano. Tale decisione venne assunta dalla Compagnia il 18 gennaio 1638 e nel 1648 fu nominato, per la 1^ volta, governatore un nativo di Camerano, Domenico Salta. Ai fini dell’acquisizione delle indulgenze, la Confraternita, su decisioni consiliari del 28 dicembre 1615 e del 9 aprile 1617, ottenne di essere aggregata all’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, eretta nella chiesa parrocchiale di S. Giacomo Scossacavalli di Roma, diploma in data 12/08/1617 ed approvazione della curia episcopale di Ancona in data 26/01/1618.
La Confraternita era così strutturata: un governatore, due priori, un depositario, due montisti ed un cancelliere.
Il governatore presiedeva alla Compagnia, alle sue sedute in cui avanzava le proposte, si preoccupava di garantire il rispetto del regolamento, i buoni costumi dei fratelli. Veniva estratto a sorte da un apposito bussolo e durava in carica un anno.
I due priori assistevano il governatore e lo sostituivano in sua assenza. Venivano estratti a sorte e duravano in carica due mesi ciascuno.
Il depositario, detto fino al 1599 camerlengo, era responsabile dell’amministrazione della Confraternita. Durava in carica un anno, doveva esibire idonea sicurtà che andava approvata in consiglio e, al termine del mandato, rendeva conto della sua gestione al governatore e priori e alla presenza del parroco e cancelliere.
Due erano i montisti, incaricati di distribuire e riscuotere il grano del Monte frumentario: erano estratti a sorte la 1^ domenica di dicembre, non ricevevano alcun compenso.
Il cancelliere doveva registrare fedelmente i pareri consiliari, scrivere e sottoscrivere tutte le ricevute, registrare tutte le entrate e le uscite, annotare le polizze del Monte frumentario, registrare in un altro apposito libro tutte le puntature. Riceveva un compenso.
I fratelli erano divisi in esercenti e composti: gli esercenti intervenivano alle sedute con diritto di parola e di voto, potevano accedere alle cariche, godevano della partecipazione alle indulgenze, questo era l’unico diritto esercitato dai composti.
La Confraternita godeva di vari privilegi: ius-patronato sulla chiesa parrocchiale di S. Germano, nomina del parroco pro tempore, approvata dall’autorità superiore, aggregazione all’Arciconfraternita del SS. Sacramento di Roma. Gli obblighi riguardavano, alcuni, il buon servizio, il regolamento della Confraternita, il mantenimento dei suoi diritti e privilegi, l’osservanza delle costituzioni, la soddisfazione di legati pii di messe (ogni anno doveva far celebrare, nel 2° lunedì di gennaio, un ufficio di 11 messe compresa la cantata in suffragio delle anime dei fratelli e sorelle e dei benefattori defunti), altri, invece, riguardavano il mantenimento del parroco inamovibile. La Confraternita, infatti, gli forniva la casa parrocchiale presso la chiesa e provvedeva alla sua manutenzione e riparazione. Somministrava al pievano pane, vino ed altri viveri per il suo sostentamento, somministrazioni interrotte quando venne concesso al parroco un orto davanti alla chiesa e due pezzi di terra in contrada Bagnolo. Gli forniva anche due metri di olio ogni anno per mantenere acceso il lume davanti al SS. Sacramento.
La Confraternita disponeva di 4 appezzamenti di terreno, dati in enfiteusi perpetua a Francesco Rossi di Ancona (istrumento rogato dal notaio Silvestrini il 20 gennaio 1763) e di una casetta in cattivo stato in contrada “Vasto”.
Altre entrate le derivavano dalla tassa funeraria, dalle offerte di grano, granoturco e mosto. La Confraternita era solita mandare nelle case per otto mesi, esclusi quelli della raccolta, due deputati per chiedere qualche elemosina in denaro, in pane o in altro. La questua era interrotta nei periodi di carestia.


Condizione giuridica:
privato

Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione della chiesa cattolica


Soggetti produttori:

Subordinati:
Monte frumentario della Confraternita del Santissimo Sacramento in S. Germano di Camerano


Profili istituzionali collegati:
Confraternita, sec. XII -

Complessi archivistici prodotti:
Confraternita del Santissimo Sacramento in S. Germano di Camerano (complesso di fondi / superfondo)


Bibliografia:
F. TOCCACELI, "San Germano una chiesa di Schiavoni", Cassa rurale ed artigiana 'S. Giuseppe', Camerano

Redazione e revisione:
Palma Maria, 2010, supervisione della scheda
Papi Tatiana, 2009/11/30, prima redazione


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