Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


immagine

Progetti aderenti al SIUSA

img
icona Ecclesiae Venetae Archivi storici delle chiese venete

img
icona Inquisizione Censimento degli archivi inquisitoriali in Italia

img
icona Archivi di personalitàCensimento dei fondi toscani tra '800 e '900

Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Università israelitica di Carmagnola

Sede: Carmagnola (Torino)
Date di esistenza: 1470 - 1930, estremo remoto dato dalla prima attestazione documentaria accertata

Intestazioni:
Università israelitica di Carmagnola, Carmagnola (Torino), 1470 - 1930, SIUSA

Altre denominazioni:
Comunità israelitica di Torino. Sezione di Carmagnola, 1930 - 1989
Comunità ebraica di Torino. Sezione di Carmagnola, dal 1989

La presenza ebraica a Carmagnola è attestata fin dal 1470 e, a partire dal Cinquecento, il numero degli ebrei nella città aumenta e le autorità cittadine si preoccupano di fissare dei regolamenti per il loro soggiorno
Al principio del Seicento però non esisteva ancora una struttura comunitaria organizzata, la sinagoga si trovava probabilmente nella casa del banchiere Laude e ancora non c'era un cimitero ebraico. Il primo elenco di ebrei residenti a Carmagnola da cui risultano cinque famiglie (Calvo, Foa, Diena, Romelengo, Blanis) è del 1629 e nei documenti dell'epoca non si trova mai citata un'Università Israelitica, ma si parla sempre soltanto di "ebrei di Carmagnola". Dalla metà del Seicento la famiglia ebraica più facoltosa ed influente è quella di Abramo Laude che abitava con il genero Leone Colombo, altra eminente figura era Salvatore Jona, mercante e banchiere; si ha poi notizia di Giuseppe Diena con la madre "Doglia", dei fratelli Creschi di Fossano, di Mattatia Segre e Isacco Levi.
Grazie al censimento del 1706 si sa che a Carmagnola, che per il pagamento delle tasse rientrava in una sorta di circoscrizione facente capo alla comunità di Torino, risiedevano oltre alla famiglia dei Laude, e a due famiglie Jona, tre famiglie Levi, due famiglie Diena e un'ottava famiglia il cui cognome non viene dato: in totale solo 54 persone.

Una ventina di anni dopo, nel 1723-1727, quando venne istituito il ghetto, la struttura dell'insediamento ebraico di Carmagnola non si era apparentemente modificata, ma la popolazione ebraica era andata crescendo e gli ebrei si erano organizzati in vera e propria Comunità: intorno al 1734 le famiglie sono diventate diciotto per un numero complessivo di centodue persone.
L'aumento demografico non derivò dall'immigrazione di nuovi nuclei famigliari, cui si opponevano le autorità, ma dalla crescita della popolazione locale e dall'arrivo di alcuni ebrei da altre zone del Piemonte che si inserivano come garzoni o collaboratori nelle famiglie dei "padroni". L'attività economica più diffusa era quella dell'oreficeria, attività cui si dedicavano ben dieci capofamiglia su diciotto, vi erano poi piccoli mercanti e persisteva l'attività del banchiere Jona. Le possibilità di immigrazione a Carmagnola si aprirono a partire dal 1735 e questo, oltre al suddividersi delle famiglie, rese l'area originariamente prevista per il ghetto insufficiente.
Il censimento del 1761 non riporta informazioni sulle professioni, ma segnala tre famiglie "povere" e ben nove "miserabili". Le attività economiche prevalenti continuano ad essere le stesse del secolo precedente, anche se non si ha più nessuna testimonianza per la seta e per la fabbricazione del sapone introdotta verso la metà del Seicento.
Sul finire del Settecento, alla vigilia della prima emancipazione, la piccola comunità di Carmagnola, nonostante, il ghetto, godeva di una sufficiente tranquillità materiale e spirituale, anche se il suo centinaio di abitanti viveva in condizioni assai modeste.
Per quanto riguarda l'Ottocento e il Novecento manca il resoconto sistematico e completo che Renata Segre ha fornito per i secoli precedenti ed è molto difficile tracciare un quadro di storia generale della presenza ebraica a Carmagnola. E' comunque in questo il periodo nel quale gli ebrei trassero maggior benefici dall'insediamento nella città e la città trasse i maggiori vantaggi dall'insediamento ebraico


Condizione giuridica:
enti di culto
pubblico (sec. XIX - 1930)

Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale (1857 - 1930)
ente e associazione di culto acattolico (1930 - )


Soggetti produttori:

Collegati:
Comunità ebraica di Torino, 1930 -
Opera pia israelitica di misericordia di Carmagnola, - 1930


Profili istituzionali collegati:
Comunità ebraica, sec. XI -

Per saperne di più:
sito del Parco fluviale del Po. Tratto carmagnolese di Torino

Complessi archivistici prodotti:
Università israelitica di Carmagnola (fondo)


Bibliografia:
The Jews in Piedmont / edited with introduction and notes by Renata Segre, Jerusalem, The Israel Academy of Sciences and Humanities, Tel Aviv university, Jerusalem, 1986-1990, 3 voll.
Sacerdoti Annie, Piemonte. Itinerari ebraici: i luoghi, la storia, l'arte, a cura di Annie Sacerdoti e Annamarcella Tedeschi Falco, Venezia, Marsilio; Torino, Regione Piemonte, 1994
Dazzetti Stefania, L'autonomia delle Comunità ebraiche italiane nel Novecento, Torino, Giappichelli, 2008
Sacerdoti Annie, Guida all'Italia ebraica, Genova, Casa editrice Marietti presso Sagep Spa di Genova, 1986, 53-54

Redazione e revisione:
Artom Antonella, 2011/07/22, prima redazione
Caffaratto Daniela, 2015/03/5, supervisione della scheda


icona top