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Comunità ebraica di Vercelli

Sede: Vercelli
Date di esistenza: 1446 -

Intestazioni:
Comunità ebraica di Vercelli, Vercelli, 1446 - 1806; 1815 -, SIUSA

Altre denominazioni:
Consistoire Départemental des Israelites de la Circoscription de Casal (Dipartimento di Marengo), 1806 - 1814
Università israelitica di Vercelli, sec. XIX al 1930
Comunità israelitica di Vercelli, 1930 - 1989

Le prime notizie di ebrei a Vercelli risalgono al XIV secolo si tratta tuttavia di sporadiche presenze, probabilmente dovute all’arrivo in Piemonte di ebrei francesi in seguito all’espulsione del 1394. Presso l’Archivio Storico Comunale di Vercelli (Biblioteca Civica) sono conservate la Convenzione stipulata con l’ebreo Abramo e suo figlio Angelo, datata 18 febbraio 1446, e un documento, datato 10 settembre 1446 (il protocollo del notaio Agostino de Moxo) che riguarda due ebrei residenti a Vercelli trucidati a scopo di rapina.
Risale al 1446 una Convenzione fra il Comune di Vercelli e due ebrei nativi di Venaria, ai quali è concesso di trasferirsi con le loro famiglie in città, di risiedervi per dieci anni, di aprire un banco feneratizio (banco di prestito a interesse) e di avere un cimitero dove seppellire i loro morti.
Si può invece parlare di una vera e propria comunità soltanto a partire dalla fine del XV secolo, quando il nucleo originario aumentò con l’arrivo di numerosi ebrei provenienti dalla Spagna, dopo l’espulsione del 1492: soprattutto a causa delle necessità creditizie della città agli ebrei giunti a Vercelli fu concesso di installare banchi feneratizi e furono accordati alcuni privilegi, per determinati periodi di anni, dietro il pagamento di un censo annuale o recognizione alla città
Nel 1653 si ha notizia di un rabbino della comunità vercellese, Chaim Segre di Casale Monferrato e in un documento del 1681 si cita l’Università israelitica di Vercelli, segno di una comunità già strutturata, con un Consiglio di Amministrazione e finanziata grazie ai riparti delle spese di gestione.
Tra le prime famiglie insediate a Vercelli risultano presenti già i cognomi poi persistenti per tutta la storia della comunità: Segre, Verona, Levi, Foa, Levi-Gattinara, Treves, Pugliese, Sacerdote e Norci (successivamente Norzi). In città le famiglie si insediarono soprattutto in alcune zone, tra le attuali Corso Libertà, via Fratelli Ponti e via fratelli Garrone, dove – dopo le Regie Costituzioni del 1723, che sancivano l’obbligo di istituire un luogo di residenza coatta, chiuso dal tramonto all’alba, per tutti gli ebrei del Regno – fu creato il primo ghetto degli ebrei vercellesi Tuttavia, in seguito alle proteste della cittadinanza e del clero locale, poiché agli ebrei era stato assegnato uno dei siti migliore di Vercelli, in una posizione troppo centrale e dove passavano le processioni religiose, fu rivolta una supplica al re Carlo Emanuele III (nel 1739) per trasferimento del ghetto in un quartiere più isolato
Nel 1740 fu così disposto di destinare al ghetto un’altra parte della città, via degli Orefici, fra le attuali via Foa e via Gioberti Proprietari delle case rimasero i cittadini di Vercelli, che concedevano le abitazioni agli ebrei tramite contratti ai affitto perpetuo, trasmissibile per via ereditaria (ius casachà); ne nacquero liti e dissidi con i padroni di casa, la più grave nel 1783 quando fu raddoppiato il canone d’affitto. In questo caso gli ebrei vercellesi di rivolsero al Re e vinsero la causa .
A Vercelli il ghetto durò ininterrottamente fino al 1798, quando, con l’arrivo dei francesi e con l’annessione del Regno di Sardegna alla Francia, gli israeliti vennero equiparati al resto della popolazione e diventarono cittadini al pari degli altri, sulla base dei principi della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino rivoluzionaria. Nella nuova organizzazione delle comunità ebraiche voluta da Napoleone, sul modello di quella francese, la comunità piemontese fu organizzata in due Concistori dipartimentali (quello del Po, con sede a Torino e quello del Monferrato con sede a Casale) e furono organizzati a Parigi un’assemblea di notabili israeliti (nel 1806) e un Gran Sinedrio (1807): in entrambi i consessi si distinse il rabbino vercellese Salvador Benedetto Segre, rappresentante del Dipartimento della Sesia.
Con il crollo del regime napoleonico, tornarono in vigore le antiche restrizioni – ribadite nelle Regie Costituzioni sabaude del 1770 – e l’obbligo di risiedere nel ghetto; tuttavia alcune concessioni furono accordate con le Regie Patenti del 1816 e agli ebrei di Vercelli fu permesso di ampliare il ghetto, che aveva raggiunto i 500 abitanti, nel 1823.
Nel 1848 tutti gli ebrei piemontesi ottennero la definitiva emancipazione, con i decreti 29 marzo e 19 giugno emanati da Carlo Alberto; nel corso della seconda metà del secolo le comunità ebraiche, ormai autonome, iniziarono un processo di riorganizzazione e proprio a Vercelli si svolse nel 1856 le prima Assemblea generale delle università israelitiche: nella sala del Collegio dell’Opera Pia Foa ventuno comunità piemontesi discussero su un progetto di legge per regolamentare le università dei Regi Stati, preludio della legge 4 luglio 1857 n. 2325 sull’ordinamento delle università israelitiche, la cosiddetta legge Rattazzi, che si proponeva di uniformare la struttura interna e l’organizzazione amministrativa delle diverse comunità israelitiche presenti nel territorio dello Stato sabaudo, rimasta in vigore fino all’emanazione del Regio decreto 30 ottobre 1930, n.1731 (Legge Falco), che mutòl'assetto giuridico delle università israelitiche uniformandone la denominazione in "Comunità israelitica".
Nel 1859 fu predisposto un regolamento di amministrazione interna della comunità firmato dal Presidente, il professor Giuseppe Raffael Levi.
Nel corso dell’Ottocento Vercelli diventò un vivace centro intellettuale, dove si distinsero alcuni personaggi, tra cui i rabbini Michele Vita Treves e il figlio Sabbato Graziadio, Felice Tedeschi, Giuseppe Raffael Levi e Isacco Giuseppe Cingoli; nel 1853 fu fondato da Giuseppe Levi ed Esdra Pontremoli "L’Educatore Israelitico", il primo e per lungo tempo unico giornale ebraico italiano, che nel 1874 assunse la denominazione di "Vessillo Israelitico" e fu trasferito a Casale Monferrato sotto la direzioni dal rabbino Flaminio Servi.
Centro nodale della comunità era la Sinagoga: nel 1601 esisteva una sala di preghiera, nel 1740 venne costruita una ‘nuova scola’, mentre nel 1863, per ospitare l’ampia comunità, si decise di erigere l’attuale Sinagoga, secondo il progetto dell’architetto Giuseppe Locarni, inaugurata nel 1878. L’organo all’interno del Tempio era considerato il migliore di tutte le Sinagoghe italiane, ma purtroppo asportazioni vandaliche nazifasciste hanno segnato la sua rovina.
Alcuni dati demografici sulla consistenza della comunità: nel 1727 era formata da 24 famiglie; nel 1740 gli abitanti del nuovo ghetto erano 158 persone (distribuiti in 29 famiglie); dal Censimento generale del 1761 – da cui risulta lo “Stato dei Ghetti ed Ebrei stabiliti nelle infrascritte Province al di qua da Monti e Colli” – le famiglie erano 37 per un totale di 229 persone; nel 1823 la popolazione raggiunse il numero di circa 500 persone; nel 1848 si registrano 98 famiglie per un totale di 512 persone; nel 1882 il totale è pari a 580 anime. La comunità diminuì progressivamente negli anni successivi e nel corso della prima metà del Novecento subì un forte declino quantitativo: nel 1902 a Vercelli conta 340 unità, mentre nel 1943 risultano 125 ebrei, 56 uomini 69 donne; durante la seconda guerra mondiale 14 membri dell’Università subirono la deportazione e non fecero più ritorno, incluso l'allora presidente della comunità Giuseppe Leblis.
Ricordiamo infine i seguenti rabbini: Salvador Benedetto Segre e Salomon Michel Jona nel Settecento; Michele Vita Treves (fino al 1810), Felice Tedeschi (1823-1836), Giuseppe Raffael Levi (1837-1880), Isacco Giuseppe Cingoli (1880-1923), Giuseppe Cammeo (1924-1934), Ugo Massiach (1935-1945), Gustavo Calò (1946-1956) e Mirk Cohen (1957-1958).


Condizione giuridica:
enti di culto
pubblico ( - 1989)
privato (1989 - )

Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale (1857 - 1930)
ente e associazione di culto acattolico (1930 - )


Soggetti produttori:

Collegati:
Asilo infantile israelitico Levi di Vercelli
Collegio israelitico Foa di Vercelli
Colombo Rodolfo
Compagnia israelitica del cimitero di Vercelli
Confraternita di Misericordia israelitica di Trino
Confraternita israelitica Etz Chaim di Vercelli
Confraternita israelitica Meor di Vercelli
Confraternita israelitica Mishmereth ah-Kodesch di Vercelli
Opera pia Compagnia della misericordia israelitica di Vercelli
Opera pia israelitica Foa di Vercelli
Università generale del Monferrato, 1806 - 1814
Università israelitica di Biella
Università israelitica di Trino


Per saperne di più:
Sito per Comunità ebraica di Vercelli

Complessi archivistici prodotti:
Asilo Infantile Levi di Vercelli (fondo)
Compagnia Karkan o del cimitero di Vercelli (fondo)
Comunità ebraica di Vercelli (complesso di fondi / superfondo)
Comunità israelitica di Vercelli (fondo)
Confraternita Etz Chaim di Vercelli (fondo)
Confraternita Meor di Vercelli (fondo)
Confraternita Uishmereth ahkodesch di Vercelli (fondo)
Opera pia Compagnia della misericordia israelitica di Vercelli (fondo)
Opera pia Foa di Vercelli (fondo)
Società della Beneficenza Israelitica di Vercelli (fondo)


Bibliografia:
Apice Patrizi, Gli ebrei a Vercelli negli anni dell’emancipazione, Università degli Studi del Piemonte orientale “Amedeo Avogadro”, Facoltà di Lettere e Filosofia, 1998-1999
Arian Levi Giorgina, Disegni Giulio, Fuori dal ghetto. Il 1848 degli ebrei, Roma, Editori Riuniti, 1998, p. 27
Bertola Celso, Notizie storico illustrative. Guida bibliografica, in Mostra didattica itinerante “Vita e Cultura Ebraica”. Documentazione fotografica sulla presenza ebraica in Piemonte nei secoli XVIII e XIX a cura di Giorgio Avidgor, Archivio delle tradizioni e del costume Ebraici “Benvenuto e Alessandro Terracini”, Torino, 1983, p. 25
Bottini Treves Rossella (a cura di), Vercelli 1856-2006. Dalla prima assemblea generale delle Università israelitiche dei regi stati alla legge Rattazzi, Comunità ebraica di Vercelli, Vercelli, 2006
Bottini Treves Rossella, Il tempio israelitico di Vercelli. Storia di un progetto, estratto dal “Bollettino Storico Vercellese”, n. 2, 1995
Bottini Treves Rossella, Storie del ghetto di Vercelli, Comunità ebraica di Vercelli, 2008
Catalan Tullia, L’organizzazione delle comunità ebraiche italiane dall’Unità alla prima guerra mondiale, in Corrado Vivanti (a cura di), Storia d’Italia. Annali 11. Gli Ebrei in Italia, vol. II, Dall’emancipazione ad oggi, Torino, Einaudi, 1997, Vol. II, p. 1246
Colli Mariacristina, De Benedetti Claudia, Nei ghetti del Piemonte, Torino, Comunità ebraica di Torino, 2001, s.v. Vercelli
Colombo Dino, Alcuni appunti sul ghetto di Vercelli, estratto dalla «Rassegna mensile di Israel», Perugia, Luglio-Agosto 1976
Dazzetti Stefania, L'autonomia delle Comunità ebraiche italiane nel Novecento, Torino, Giappichelli, 2008
Disegni Giulio, Le vetrate del Tempio di Vercelli, in Ha Keillah, n. 5, anno XXIX, dicembre 2004, p. 15
Disegni Giulio, Vercelli 1856-2006. La prima Assemblea dell'ebraismo piemontese 150 anni fa, in Ha Keillah, n. 1, anno XXXI, febbraio 2006, p. 19
Luzzatto Voghera Gadi, Il prezzo dell’eguaglianza. Il dibattito sull’emancipazione degli ebrei in Italia (1781-1848), Milano, Franco Angeli, 1998, pp. 120-121
Merlo Cristina, Ebrei e persecuzioni razziali nel Vercellese, tesi di laurea, Università degli Studi di Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia, sede di Vercelli, 1996-97
Sacerdoti Annie, Piemonte. Itinerari ebraici: i luoghi, la storia, l'arte, a cura di Annie Sacerdoti e Annamarcella Tedeschi Falco, Venezia, Marsilio; Torino, Regione Piemonte, 1994
Sarasso Terenzio, Storia degli Ebrei di Vercelli, Comunità Israelitica di Vercelli, Vercelli, 1974
Storia di Vercelli in età moderna e contemporanea, a cura di Edoardo Tortarolo, saggi di Giusi Baldissone ... et al., Torino, Utet, 2011, 2 volumi
The Jews in Piedmont / edited with introduction and notes by Renata Segre, Jerusalem, The Israel Academy of Sciences and Humanities, Tel Aviv university, Jerusalem, 1986-1990, 3 voll.
Vercelli 1856-2006: dalla prima assemblea generale delle Università israelitiche dei regi stati alla legge Rattazzi: con alcuni scritti su Il futuro del culto e le ragioni per indire un congresso rabbinico, a cura di Rossella Bottini Treves, Comunità ebraica di Vercelli, Novara, Alterstudio, 2006

Redazione e revisione:
Artom Antonella, 2011/07/28, prima redazione


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