Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Enti » Soggetto produttore - Ente

Fratelli Piacenza spa

Sede: Pollone (Biella)
Date di esistenza: 1733 -

Intestazioni:
Fratelli Piacenza spa, Pollone (Biella), 1733 -, SIUSA

Altre denominazioni:
Lanificio Fratelli Piacenza

Il primo atto ufficiale conosciuto risale al 1750 quando Pietro Francesco Piacenza (1697-1774) e il figlio Giovanni Francesco ottennero in perpetuo dal comune di Pollone i diritti di sfruttamento dell'acqua del torrente Oremo, dal momento che loro erano "…intenzionati ad introdurre in esso luogo una fabbrica di stoffe di lana… già intrapresa… perché riesca non solo di lor maggior utile ma anco di pubblico vantaggio al predetto luogo di Pollone…". Dunque la lavorazione della lana era già iniziata negli anni precedenti, ma non avendo attestati ufficiali si è scelta una data convenzionale, il 1733, da cui far partire la storia ufficiale del Lanificio Fratelli Piacenza. Si può inoltre ricordare che la famiglia Piacenza era attiva nel commercio di lana già nella prima metà del Seicento, quando, nel censimento voluto da Vittorio Amedeo I, Giovanni Angelo Piacenza è definito "negoziante di balle di lana".
I primi veri fabbricanti di lana della famiglia sono dunque Pietro Francesco ed il figlio Giovanni Francesco Piacenza (1727-1796), il quale diede il primo importante impulso alla manifattura se già nel 1757 egli contava nel proprio stabilimento cento lavoratori. In questi anni i Piacenza, come tutte le manifatture biellesi, erano limitati da un rigido regolamento sabaudo nella produzione di stoffe. A loro, come agli altri fabbricanti della provincia, era impedita la lavorazione di tessuti fini. Al decadimento di questo divieto, 1790, fu permesso ai Piacenza la fabbricazione di tessuti di qualità, ma tale liberalizzazione della produzione si scontrò con nuovi ostacoli storici, in particolare con la dominazione napoleonica che aveva provocato una forte contrazione della produzione tessile locale. Questa fase storica vide alla guida del lanificio il figlio di Giovanni Francesco, Carlo Antonio (1779-1842), il quale ebbe la brillante idea di accentrare in un unico stabilimento le diverse fasi della produzione e di aprire una casa di commercio a Torino, in modo tale di trovare una propria via di distribuzione alle stoffe prodotte a Pollone.
Carlo Antonio guidò il lanificio nei difficili anni napoleonici e in quelli più fortunati della Restaurazione, sino agli anni '30 dell'Ottocento, quando subentrò alla testa della manifattura il figlio Giovanni Francesco (1811-1883), il quale seppe, con decisione, ammodernare la produzione e aggiornare gli aspetti commerciali, guardando come punto di riferimento l'Inghilterra e i nuovi sistemi di fabbricazione che da lì si stavano rapidamente diffondendo in tutta Europa. Egli, in particolare negli anni dei governi di Cavour a cui era particolarmente legato, adottò una visione politica ed economica liberista, convinto com'era che solo dal confronto con i maggiori e più aggiornati produttori europei (inglesi, francesi e belgi in particolare) sarebbe potuto derivare un miglioramento del prodotto Piacenza.
Fu in questa ottica europea che egli rivoluzionò il tessuto prodotto a Pollone, introducendo per primo in Italia il genere fantasia nel 1839, e diede vita ad una nuova forma di distribuzione con la creazione di una rete di agenti di commercio che permise la diffusione dei tessuti Piacenza dapprima in tutto il Regno sabaudo e successivamente in tutta l'Italia riunita, una riunificazione questa da lui fervidamente sostenuta. Tale impegno a fianco di Cavour e dell'empito risorgimentale egli lo mostrò attivamente non solo in campo economico, ma anche nel ruolo di sindaco di Pollone, carica mantenuta non a caso dal 1842 al 1861.
Tutte queste caratteristiche, che fanno di lui la tipica figura di imprenditore moderno, si ritrovano chiare nelle lettere scambiate con i famigliari e le personalità del tempo, da cui emerge il costante desiderio di aggiornarsi sia sui macchinari tessili più aggiornati, provenienti dal Nord Europa, sia sui gusti della moda sia sulla qualità dei filati immessi sul mercato internazionale di Londra, città ove egli si recava 2-3 volte l'anno per commerciare direttamente lane e nuovi telai meccanici.
Grazie all'opera di Giovanni Piacenza lo stabilimento si ingrandì notevolmente sino ad occupare 300 operai, contemporaneamente per moltiplicare le fonti di energia riducendo i costi di produzione egli fece impiantare la turbina idraulica inventata dall'ingegnere francese Girard. In questi anni egli ottenne anche numerosi riconoscimenti pubblici vincendo le medaglie d'argento all'Esposizione di Torino del 1844, ancora d'argento a Genova nel 1846 e d'oro a Torino nel 1854, e venendo citato, nel 1854, da Cavour in una seduta del Parlamento Subalpino quale esempio di imprenditore illuminato. Per tali meriti ottenne nel 1859 la decorazione dei Ss. Maurizio e Lazzaro.
Negli anni '40 dell'Ottocento Giovanni Piacenza diede vita anche al Parco della Burcina a Pollone, parco dotato di specie botaniche rare. Furono messi a dimora faggi, pini, abeti, cedri, wellingtonie, opera queste proseguita dal figlio Felice, il quale fu l'ideatore e l'esecutore della celebre valle dei rododendri.
Fu proprio il figlio secondogenito Felice Piacenza (1843-1938) a portare avanti l'attività industriale, continuando quell'opera di aggiornamento europeo della produzione già intrapresa dal padre. A lui si deve una nuova organizzazione del lavoro, un incremento della produzione, un costante aggiornamento dei tessuti, sia per quanto riguarda il disegno e la moda, sia per i materiali utilizzati. Grazie all'incremento della produzione i Piacenza aprirono nel 1911 un nuovo stabilimento a Torino. Felice fu tra i fondatori ed il primo presidente della Filatura di Tollegno. Par dare maggiore energia allo stabilimento di Pollone egli fece costruire la prima centrale idroelettrica del Biellese nella valle di Oropa, centrale progettata dal fisico Galileo Ferraris.
Ugualmente importante fu il ruolo pubblico assunto da Felice, egli, in un'epoca di forti contrasti tra capitale e lavoro, diede vita alla prima Lega Industriale Biellese, la quale diverrà poi l'Unione Industriale Biellese, al capo della quale cercò di trovare una conciliazione tra le idee più intransigenti degli industriali e degli operai. Egli fu membro del Consiglio Superiore della Banca d'Italia, del Consiglio Superiore dell'Ordine dei Cavalieri del Lavoro, del cui titolo fu insignito nella prima tornata di nomine nel 1902, fu membro del Consiglio Provinciale di Novara, nominato Commendatore della Corona d'Italia nel 1907. Inoltre egli, consapevole che la manodopera dovesse essere istruita non solo in un'ottica teorica ma anche pratica, diede vita, nel 1911, al Lanificio Scuola, dove gli allievi della scuola professionale potevano fare pratica delle varie fasi produttive.
I figli di Felice, Guido e Mario, diedero valide prove in campo alpinistico, aeronautico ed esplorativo, mentre l'ultimogenito Enzo Piacenza (1892-1968) continuò l'attività industriale, riportando il lanificio agli antichi fasti dopo la grave crisi del 1929. La carta vincente di Enzo fu però la scelta di concentrare la produzione nel tessuto per l'alta moda, che gli permise di entrare nel mondo della sartoria e dare al marchio notorietà e successo internazionale, Francia e Stati Uniti in testa. Per far conoscere, nel modo più capillare possibile, i propri prodotti Enzo si avvalse del lavoro dei grossisti e dei carnettisti, i quali portavano i tessuti Piacenza nei maggiori atelier sartoriali e nei centri, più qualificati, di confezione di alta moda.
Alla fine della Seconda guerra mondiale Enzo Piacenza, insieme ai figli Giovanni e Riccardo, comprese che il mondo della produzione e della vendita dei tessuti stava rapidamente cambiando. Per questo i due fratelli, per alcuni anni assieme alla sorella Emilia e al fratello Guido, diedero vita negli anni '50 e '60 del Novecento alla 'Paroir', società destinata alla vendita al dettaglio dei tessuti Piacenza, saltando il passaggio intermedio dei grossisti e dei carnettisti, divenendo in questo modo loro stessi agenti dei prodotti fabbricati nello stabilimento di Pollone.
Negli anni '60 e '70 la vendita al dettaglio andava diminuendo e stava crescendo il mondo "dell'abito pronto da indossare". La clientela cambia radicalmente. Non più commercianti, negozianti o sartorie, ma confezionisti. Da questo momento non si producono più pezze di tessuto di piccole quantità che i grossisti e i carnettisti avrebbero mostrato ai possibili clienti in giro per l'Italia, ma al contrario vengono fabbricate grandi tirature di tessuti d'alta qualità destinati direttamente ai confezionisti industriali.
A questo passaggio ne succede un altro, anche questo intuito negli anni opportuni da Giovanni e Riccardo, farsi essi stessi confezionisti, intuizione che li porta a far nascere la I.M.D., Industria Mantelli Doubleface, specializzata nella produzione di cappotti doubleface. Questa particolare lavorazione comportava dei passaggi che dovevano essere eseguiti in parte a mano, cosa pressoché impossibile per un grosso confezionista. Così la I.M.D. produceva già i modelli veri e propri seguendo le esigenze dei grandi confezionisti. Grazie a questo cambiamento di produzione il Lanificio F.lli Piacenza ha potuto incrementare il proprio giro di affari, sino a riuscire a costruire una nuova fabbrica a Pollone, inaugurata nei primi anni '70.
È in questo stabilimento che ancora oggi i Piacenza, giunti alla quindicesima generazione, continuano la produzione di tessuti di alta qualità, nello spirito di quella tradizione iniziata quasi trecento anni prima da Pietro Francesco.


Condizione giuridica:
privato

Tipologia del soggetto produttore:
ente economico/impresa


Soggetti produttori:

Collegati:
Piacenza


Per saperne di più:
Fratelli Piacenza spa

Complessi archivistici prodotti:
Fratelli Piacenza spa (fondo)
Fratelli Piacenza spa (fondo)


Redazione e revisione:
Bonzanino Paola, 2012/12/29, prima redazione
Caffaratto Daniela, 2013/03/28, supervisione della scheda


icona top