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Diocesi di Mondovì. Tribunale dell'Inquisizione

Sede: Mondovì
Date di esistenza: sec. XV - sec. XVIII

Intestazioni:
Diocesi di Mondovì. Tribunale dell'Inquisizione, Mondovì (Cuneo), sec. XV - XVIII

La diocesi di Mondovì fu eretta da Urbano VI l'8 giugno 1388 sotto il titolo di san Donato, scorporandola da Asti, tra i fiumi Tanaro e Stura.
Nel 1515 la diocesi, già suffraganea di Milano, passò sotto Torino, rimanendo questione dubbia se il diritto di elezione del vescovo spettasse al papa, al principe o al capitolo. La chiesa di S.Donato martire, primitiva parrocchia costruita sulla parte più alta di Mondovì Piazza, fu eretta a cattedrale.
Nel 1559, essendo vacante la sede, il duca Emanuele Filiberto approfittò della morte di Paolo IV per nominare vescovo l'abate Allardet, suo precettore. Pio IV non convalidò l'elezione e trasferì a Mondovì il cardinale Michele Ghislieri, il quale, trattenuto a Roma come grande inquisitore, nominò suffraganeo il vescovo Gerolamo Ferragata. Intanto il duca nel 1560 istituì a Mondovì lo Studium generale, mentre i gesuiti aprivano un collegio per l'insegnamento della grammatica, umanità e retorica. Nel 1561 Ghislieri entrò in diocesi e rimase vescovo fino al 1566 quando fu eletto papa col nome di Pio V. Il successore al vescovato fu Vincenzo Lauro (1566-1587), poi nunzio a Torino, il quale nel 1582 divenne cardinale e nel 1587 rinunciò al vescovato. Il XVII secolo fu un periodo di continue guerre, pestilenze e conflitti con il potere ducale. Con il vescovo Isnardi (1697-1731) furono portate a compimento le trasformazioni della Controriforma. A seguito dell'ingresso di Napoleone in Mondovì, nel febbraio 1799 il capitolo, con un forte nucleo di giacobini guidati dal canonico Giorgio Siccardi, si espresse a favore dell'unione con la Francia. Il decreto del 15 agosto 1802 soppresse nove comunità religiose possidenti e quattro degli ordini mendicanti. La soppressione della diocesi fu evitata dal canonico Accusani e dal vescovo Villaret. Mondovì ebbe la diocesi di Fossano, parte di quelle di Alba e Saluzzo(Val Varaita) e le comunità delle valli Bormida e Tanaro.
Nel 1817 fu creata la diocesi di Cuneo, smembrandola in gran parte da quella di Mondovì, che conservò le valli Tanaro e Bormida e la zona di Dogliani e Murazzano, assumendo così l'estensione e la configurazione che ancora oggi conserva.

L'Inquisizione.
Mondovì fu una delle cinque sedi del Sant'Uffizio nella parte italiana dei domini dei Savoia. Il tribunale della fede, prima ospitato in San Domenico, dal 1573 si appoggiò al convento dei frati predicatori di San Giovanni Carassone e nacque, probabilmente, dalla definitiva soppressione dell'ufficio di Savigliano, che nel Seicento divenne un semplice vicariato. I cataloghi degli inquisitori riportano come anno di nascita del tribunale il 1474 ma, fino al 21 luglio 1542 (bolla licet ab inizio), non è possibile distinguere l'ufficio di Mondovì da quelli di Torino e Savigliano. Nel 1559 risulta il primo giudice di fede certo, padre Cristoforo Galliani, la cui azione risulta abbastanza scarsa, considerato che in quel periodo, sotto il dominio di Emanuele Filiberto, l'operato del Sant'Uffizio fu contrastato sia dalle magistrature secolari, sia dall'intraprendenza dei vescovi. Un cambiamento si ebbe con l'avvento del vescovo Michele Ghislieri, inquisitore generale, il quale impresse una svolta nei rapporti tra l'Inquisizione romana e il potere ducale e dotò i nunzi apostolici di ampi poteri giudiziari, facendo pressione perché anche a Mondovì si avviasse una dura persecuzione contro gli eretici. In città, a condurre i processi per incarico del Ghislieri fu soprattutto il vicario diocesano Girolamo Ferragata. A fronte di una presenza debole dei domenicani di Mondovì, sia il vescovo Ghislieri, sia il suo successore, Vincenzo Lauro (dal 1566), affidarono le cause per eresia ai loro vicari diocesani, lasciando quasi in ombra il locale ufficio inquisitoriale. Con la nomina di Alessandro Longo a inquisitore (1572-1590?) l'ufficio di Mondovì acquisì una fisionomia certa e condivise le vicende degli altri uffici inquisitoriali piemontesi, sempre in contrasto con il duca che tendeva ad influenzare le nomine romane con persone di sua fiducia. I successivi inquisitori furono Tiberio Pernigotti, Benedetto Marabotti, Alessandro Travaglio, Gaspare Mainardi, Camillo De Re, Vincenzo Maria Ferrero, Girolamo Fasiani, Alessandro Saletta, Tommaso Giacinto Bernardi. Dal 1694, l'ufficio di Mondovì divenne vicariato dipendente da Torino, conservando la giurisdizione sulle vicarie foranee di Benevagienna, Boves, Cuneo, Chiusa Pesio, Carrù, Frabosa, Robilante, Rocca de' Baldi, Trinità Vico e Villanova Mondovì. L'ufficio fu abolito nel 1799.

Note tratte da:
AA.VV., Le diocesi d'Italia, Edizioni San Paolo, 2008.
A. Prosperi (a cura di), Dizionario storico dell'Inquisizione, Edizioni della Scuola normale superiore di Pisa, 2010.


Condizione giuridica:
enti di culto

Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione della chiesa cattolica

Complessi archivistici prodotti:
Curia vescovile di Mondovì (fondo)


Redazione e revisione:
Caffaratto Daniela, 2013/10/2, prima redazione


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