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Comunità ebraica di Bologna

Sede: Bologna
Date di esistenza: sec. XVI fine -

Intestazioni:
Comunità ebraica di Bologna, Bologna, sec. XVI fine -, SIUSA
Associazione volontaria israelitica, Bologna, 1864 - 1928, SIUSA

Altre denominazioni:
Associazione volontaria israelitica, 1864 - 1928
Università israelitica di Bologna, 1928 - 1930
Comunità israelitica di Bologna, 1930 - 1989
Comunità ebraica di Bologna, sec. XVI fine -

La presenza ebraica a Bologna è documentata fin dal IV secolo d.C., anche se fino ai secoli XV e XVI, "epoca d'oro" dell'ebraismo bolognese, le notizie sono rade e confuse. Sotto le signorie dei Pepoli e dei Bentivoglio una vasta corrente migratoria proveniente da Roma e più in generale dall'Italia centrale creò a Bologna un nucleo ebraico che fu fiorente non soltanto sul piano economico e commerciale, ma anche su quello culturale e religioso.
Il passaggio di Bologna sotto il dominio della Santa Sede portò progressivamente all'"epilogo di una convivenza": a seguito della bolla di Paolo IV fu individuato come ghetto lo spazio tra le attuali Vie de' Giudei, del Carro, dell'Inferno, Valdonica e Canonica, ove vi furono rinchiusi dal 1566; a seguito della bolla di Pio V del 26 febbraio 1569 furono espulsi una prima volta dalla città; riammessi in applicazione della bolla di Sisto V del 22 ottobre 1586, furono espulsi una seconda volta in seguito dell'applicazione della bolla di Clemente VIII del 1593, dopo la quale Bologna rimase priva di una presenza ebraica stabile fino di fatto alla prima emancipazione di età rivoluzionaria e napoleonica, quando tornarono a insediarsi in città nuclei familiari provenienti per lo più dalle vicine città già di dominio estense (Cento, Modena e Reggio).
Questa presenza rimase anche negli anni dell'ultima restaurazione pontificia, di nuovo ridotta in condizioni di soggezione fino alla nuova emancipazione, intervenuta fin dal 1859 e compiuta con l'Unità d'Italia, e alla piena integrazione dell'ebraismo italiano nella vita politica e culturale della nazione.
La ridotta consistenza numerica degli ebrei bolognesi, e la tendenza all'assimilazione, fecero sì che a Bologna non si giungesse subito alla costituzione di una Comunità ebraica nei termini previsti dalla "Legge Rattazzi". Ma nel 1864 si istituì una "Associazione volontaria israelitica" partecipata a titolo privato dai "condomini" che acquisirono gli spazi di Via de' Gombruti in cui nel 1877 fu eretto il primo locale a uso di Tempio. Successivamente, per meglio gestire e concentrare le funzioni di culto, di istruzione e di assistenza, fu creata l'"Opera del Tempio Israelitico in Bologna", eretta in ente morale legalmente riconosciuto con R.D. del 22 ottobre 1911 e avente lo scopo di "conservare ed eventualmente ampliare il Tempio destinato a detto culto [...] mettendolo a disposizione della locale Associazione volontaria israelitica (cui spetta l'officiatura)". Si venne così a creare una sorta di "diarchia" istituzionale tra Associazione volontaria e Opera del Tempio, destinata peraltro a persistere anche dopo il 6 settembre 1928 allorché si giunse alla trasformazione dell'Associazione in "Università Israelitica" ai sensi dell' ancora vigente Legge Rattazzi; pochi anni dopo ai sensi del R.D. del 30 ottobre 1930, n. 1731, fu eretta in "Comunità israelitica" intesa come corpo morale che provvede "al soddisfacimento dei bisogni religiosi degli israeliti secondo la legge e le tradizioni ebraiche".
Il 14 dicembre 1938 il Consiglio della Comunità bolognese si dimise e con D.M. dell'11 febbraio 1939 Gino Terenzi, ragioniere capo della Prefettura di Bologna, fu nominato commissario governativo per la temporanea gestione della Comunità, carica che conservò fino alla Liberazione. Il 10 febbraio 1946 si svolsero le prime elezioni per il rinnovo del Consiglio della Comunità a Bologna, mentre la conclusione simbolica del percorso di ricostruzione materiale si ebbe nel 1954 con l'inaugurazione dell'attuale Tempio, progettato da Guido Muggia, figlio di Attilio Muggia, assai noto architetto ed esponente di rilievo della stessa Comunità. Con l'entrata in vigore della L. 8 marzo 1989, n. 101, Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Unione delle Comunità ebraiche italiane, l'Opera del Tempio Israelitico in Bologna è stata soppressa e il suo patrimonio trasferito alla Comunità ebraica di Bologna. (art. 23).


Condizione giuridica:
privato
enti di culto

Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione di culto acattolico

Profili istituzionali collegati:
Comunità ebraica, sec. XI -

Complessi archivistici prodotti:
Comunità ebraica di Bologna (complesso di fondi / superfondo)


Bibliografia:
E. ANGIOLINI, La comunità ebraica di Bologna e il suo archivio, in MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER L'EMILIA-ROMAGNA, Genizot dell'Emilia-Romagna. Gli archivi delle Comunità ebraiche e il loro patrimonio di storie, a cura di G. CANIATTI, Bologna, Studio Costa, 2010, pp. 5-11 (Genizot dell'Emilia-Romagna on line)

Redazione e revisione:
MenghiSartorio Barbara, 2013/12/01, prima redazione


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