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Comunità ebraica di Parma

Sede: Parma
Date di esistenza: 1865 -

Intestazioni:
Comunità ebraica di Parma, Parma, 1865 -, SIUSA
Libera società israelitica, Parma, 1865 - 1930, SIUSA

Altre denominazioni:
Libera società israelitica, 1865 - 1930
Comunità israelitica di Parma, 1930 - 1987
Comunità ebraica di Parma, 1987 -

Le prime tracce di presenze ebraiche a Parma risalgono alla fine del secolo XIII e all'inizio del XIV. Nei decenni seguenti gli ebrei godettero di relativa tranquillità sotto la protezione dei Visconti e degli Sforza ed ebbero l'opportunità di esercitare l'arte medica, il commercio e il prestito. La nascita, verso la fine del '400, dei Monti di Pietà e l'istituzione dei ghetti nei territori pontifici dopo la bolla di papa Paolo IV (1555) costrinsero gli ebrei ad abbandonare Parma e, poco dopo, anche Piacenza. Nel 1562 il duca Ottavio Farnese concesse loro di stabilirsi esclusivamente in sedici località del Ducato, nel 1574 abbassate a sette (Borgo San Donnino -odierna Fidenza-, Busseto, Colorno, Cortemaggiore, Fiorenzuola d'Arda, Monticelli d'Ongina e Soragna,) e di condurre in ognuna di esse un solo banco di prestito. In questi centri, tra Seicento e Settecento, prosperarono raggiungendo il monopolio economico e qui mantennero significative presenze fino al progressivo spopolamento completato negli ultimi decenni del Novecento a favore di Parma e delle grandi città del nord. L'editto emanato nel 1803 da Moreau de Saint-Méry, amministratore francese degli Stati di Parma, Piacenza e Guastalla, sancì la parificazione tra gli ebrei delle province parmensi e gli altri cittadini della Repubblica e diede loro completa libertà di movimento, ma il pieno godimento dei diritti civili e politici giunse con l'estensione dello Statuto Albertino (1848) dopo il plebiscito e l'annessione di Parma allo Stato Sardo (1859-1860). Per la causa risorgimentale si distinsero i garibaldini Eugenio Ravà ed Enrico Guastalla; Tobia Levi di Soragna cadde sul campo nella guerra del 1859.
Nel 1865 si costituì la "Libera Società israelitica", con lo scopo "di sopperire alle spese dell'oratorio, degli esercizi religiosi, della cura delle anime, della conservazione del cimitero e del soccorso ai bisognosi correligionari" (art. 2 dello statuto), nonostante la Legge Rattazzi, che suscitava ampi dissensi e dibattiti, soprattutto sull'obbligatorietà dell'adesione e l'ingerenza dello Stato, lo Statuto adottato prevedeva infatti assoluta libertà nella scelta di partecipazione e l'ammissione doveva essere sottoposta ai soci riuniti in assemblea.
Le persecuzioni razziali della seconda guerra mondiale e le emigrazioni di diversi membri hanno oggi ridotto notevolmente il numero degli iscritti della Comunità di Parma -una ventina in tutto- configurandola come una delle più piccole in Italia.

Condizione giuridica:
privato
enti di culto

Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione di culto acattolico

Profili istituzionali collegati:
Comunità ebraica, sec. XI -

Complessi archivistici prodotti:
Comunità ebraica di Parma (fondo)


Redazione e revisione:
MenghiSartorio Barbara, 2014/07/07, prima redazione


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