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Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Belluno

Sede: Belluno
Date di esistenza: 1811 -

Intestazioni:
Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Belluno, Belluno, 1811 -, SIUSA

Altre denominazioni:
Camera di commercio e industria di Belluno, 1910 - 1924
Camera di commercio ed arti di Belluno, 1868 - 1910
Camera di commercio e d'industria di Belluno, 1848 - 1866
Camera di commercio della provincia di Belluno, 1815 - 1848
Camera di commercio, arti e manifatture di Belluno, 1811 - 1815

Nella Camera di commercio regionale di Venezia, istituita con decreto vicereale del 5 febbraio 1806, con competenza su tutto il Veneto, sedeva anche un rappresentante del Bellunese. La Camera di commercio, arti e manifatture di Belluno sorse, con le altre provinciali, per effetto del decreto napoleonico del 27 giugno 1811, che ne affidò la presidenza al Prefetto. Dopo la Restaurazione, con provvedimento del 7 aprile 1815, la denominazione fu trasformata in Camera di commercio della provincia di Belluno, la cui presidenza spettava di diritto all'imperial regio delegato. L'istituzione continuò a essere regolata dalle leggi napoleoniche fino all'emanazione delle leggi imperiali austriache del 3 ottobre 1848 e del 18 marzo 1850, che stabilirono anche nel Lombardo-Veneto le Camere di commercio e d'industria con competenza territoriale sulla delegazione provinciale.
Dopo il passaggio del Veneto al Regno d'Italia, nel 1866, la Camera di Belluno venne ricostituita con regio decreto 1 marzo 1868, n. 4273, che estese al Veneto la legge organica del 6 luglio 1862 dello Stato Sabaudo sulle camere di commercio e arti. Alla presidenza del nuovo ente fu chiamato Domenico Bossiner; primo segretario fu l'avvocato Riccardo Volpe. L'ente si diede un regolamento interno volto a disciplinare gli uffici e i servizi e finanziò l'elaborazione e la pubblicazione di alcune opere di carattere statistico ed economico che fornirono un quadro esatto e puntuale della situazione bellunese. Una delle più efficaci iniziative patrocinate dalla Camera di commercio e d'arti in quegli anni fu l'Esposizione provinciale, promossa nella seduta camerale del 1 dicembre 1869. L'ente istituì un comitato, presieduto dal senatore Costantini, che organizzò, soprattutto col finanziamento della Camera, la più celebre rassegna dell'economia bellunese, vetrina completa dei prodotti del suolo, dell'artigianato, dell'industria, dei laboratori artistici. Nel 1874 fu istituita un'apposita commissione che studiò il progetto del nuovo Codice di Commercio e propose le eventuali modifiche da apportare al testo predisposto. Quando l'iscrizione all'anagrafe camerale divenne obbligatoria e i commercianti parteciparono alle elezioni presidenziali, l'ente pubblicò per la prima volta l'elenco generale degli elettori commerciali (1888). Nei primi anni del XX secolo va segnalata l'istituzione della Cattedra ambulante di Agricoltura, che doveva in seguito trasformarsi in Ispettorato Provinciale per l'Agricoltura. Nel frattempo, con legge 20 marzo 1910, la denominazione dell'istituzione era mutata in Camera di Commercio e Industria; nello stesso anno nasceva il Bollettino della Camera di commercio e industria della provincia di Belluno, pubblicazione mensile. Negli anni 1911-1913 fu notevole l'azione svolta per sollecitare la costruzione della linea ferroviaria Belluno-Cadore, mentre negli anni immediatamente successivi la Camera sostenne, in particolare, l'istruzione professionale, destinando alla scuola oltre il 48% delle somme a propria disposizione. Nel 1912, per deliberazione del Consiglio, il Bollettino camerale iniziava la pubblicazione di relazioni mensili sulle industrie della provincia (le più significative: Fabbrica di calce idraulica De Lago - Sois di Belluno, Vinanti per la lavorazione meccanica del legno - Belluno, Cartonificio Protti - Longarone, Fabbrica ricami a macchina - Feltre, Lavorazione dei cementi - Feltre, Birra Pra Baldi - Longarone, Fornaci venete riunite - Belluno, Pastificio Buzzatti - Bribano di Sedico, Birra Pedavena Luciani - Pedavena, Occhialeria Cargnel - Calalzo).
Durante la prima guerra mondiale, nell'ambito della Camera fu istituito il Consorzio provinciale granario, per il rifornimento e la distribuzione di generi alimentari alla popolazione della provincia, Consorzio che continuò l'attività anche dopo la guerra, aggiungendo la distribuzione di prodotti d'abbigliamento; cessò nel 1920, distribuendo l'attivo della liquidazione (lire 900.000) in parte all'Ospedale civile di Belluno, in parte all'Ospedale civile di Feltre. Il 6 novembre 1917, dopo la ritirata di Caporetto, la sede camerale venne abbandonata e l'ente trasferì provvisoriamente la propria sede a Roma, presso l'Unione delle Camere di commercio italiane. Nel 1923 la Camera ampliò la propria circoscrizione ai distretti di Ampezzo e Livinallongo, già appartenenti alla provincia di Bolzano. Nel 1924 la Camera di commercio fu praticamente soppressa per lasciar posto ad un ente, il Consiglio provinciale dell'economia, in linea con la nuova organizzazione corporativa voluta dal regime fascista. Fino al 1924 la sede era ubicata in alcune stanze di palazzo Calbo-Crotta, edificio della Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno, poi era passata in piazza Castello, nello stabile che fu successivamente alla Banca di Novara. Nel 1932 il Consiglio provinciale dell'economia acquistò e adattò il seicentesco palazzo Pagani-Cesa, completamente restaurato nel 1933-1934 ad opera dell'architetto Alberto Alpago Novello. Scoppiata la seconda guerra mondiale, all'ente fu assegnato il compito della distribuzione in provincia di Belluno delle materie prime e dei prodotti industriali tesserati o contingentati, nonché quello della disciplina dei loro prezzi. In quel periodo (1937-1940) si svolse il censimento generale dell'industria e del commercio, la cui direzione in provincia venne affidata alla Camera di commercio. Da maggio a settembre 1945 la Commissione economica provinciale prese in mano le redini della situazione camerale; il decreto prefettizio 17 settembre 1945 costituì la Giunta della Camera, rinata, come le consorelle italiane, a seguito del decreto legge luogotenenziale 21 settembre 1944. La Giunta camerale si insediava il 22 settembre 1945 sotto la presidenza dell'onorevole Francesco Giorgio Bettiol. Le prime delibere del dopoguerra hanno avuto per oggetto il riatto della viabilità, il vettovagliamento e l'equa ripartizione dei viveri, la disoccupazione nei vari settori. Nel giugno 1946 riprendeva la pubblicazione del Bollettino mensile e, negli anni successivi, degli studi statistici e dei saggi sull'economia sul territorio. Nel 1953 l'ente inaugurò un caseggiato per i propri dipendenti (disegnato dall'architetto Mario Sanzovo) e intervenne decisamente sul problema dell'utilizzazione dei sovracanoni idroelettrici; erogò fondi cospicui per la preparazione dell'Olimpiade Bianca, per la celebrazione del cinquantenario di costruzione della grande strada delle Dolomiti, per l'attività del Consorzio provinciale per l'istruzione tecnica. Nel proseguio della propria attività, collaborò finanziariamente alla costruzione del rifugio "Brigata Cadore" sul Col Visentin, alla costruzione dell'aereoporto internazionale "Marco Polo" di Venezia, alla costruzione del nuovo Ospedale civile di Belluno. Collaborò, inoltre, all'erezione della Stalla sociale di Costa di San Nicolò di Cadore, alla costruzione della Latteria sociale di San Vito di Cadore e della Latteria cooperativa della Vallata Feltrina (Busche), alla manutenzione della Latteria didattica di Mas di Sedico, alla costituzione del Consorzio Serramenti Cadore. Nella seconda metà degli anni Cinquanta del Novecento, su progetto dell'ingegner Vincenzo Barcelloni Cort, la sede della Camera di commercio di Belluno fu ampliata con la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica su piazza Santo Stefano, contiguo allo storico palazzo Pagani-Cesa.


Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente funzionale territoriale

Profili istituzionali collegati:
Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, 1862 - 1926, 1944 -

Complessi archivistici prodotti:
Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Belluno (fondo)


Bibliografia:
La Camera di commercio di Belluno. Due secoli di storia e attività, a cura di A. AMANTIA, Belluno, Istituto storico bellunese della Resistenza e dell'età contemporanea, [2006]
UNIONE ITALIANA DELLE CAMERE DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA, Guida agli archivi storici delle Camere di commercio italiane, a cura di E. BIDISCHINI e L. MUSCI, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1996. (Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Strumenti, CXXVII), 15 (Guida agli archivi storici delle Camere di commercio)
F. ZANGRANDO - V. BARCELLONI CORTE, Camera di commercio, industria e agricoltura di Belluno. Note storiche ed ampliamento della sede, Belluno, Tipografia Vescovile, [1959?]
CAMERA DI COMMERCIO E INDUSTRIA DI BELLUNO, Cenni sulla struttura economica della Provincia (Risposta alla Circolare n. 105 del 20 aprile 1924 del Ministero della Economia Nazionale), Belluno, Officina grafica Benetta & Faloppi, 1924, 3-4

Redazione e revisione:
Pavan Laura, 2014/10/03, prima redazione


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