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Parrocchia dei Santi Simone e Taddeo di Borca di Cadore

Sede: Borca di Cadore (Belluno)
Date di esistenza: sec. XIV -

Intestazioni:
Parrocchia dei Santi Simone e Taddeo di Borca di Cadore, Borca di Cadore (Belluno), sec. XIV -, SIUSA

Le prime notizie di una chiesa a Borca dedicata a San Simone e Giuda Taddeo risalgono al 1331; dipendeva, con le chiese di Cancìa, Vodo, Peaio e Vinigo, dalla chiesa plebanale di S. Vito. La chiesa era ubicata nella villa di Sala, come risulta dalle mappe e dai disegni pervenuti, sotto la strada règia, all'interno del triangolo formato con la via che attraversava il torrente Boite e portava alle frazioni di Taulen e Marceana. Nel 1688 la chiesa fu interessata ad un oneroso intervento di ristrutturazione ed ampliamento affidato a Lorenzo Tabacco, che aggiunse due navate laterali con volte sorrette da tre archi e colonne. L'emancipazione dalla pieve di San Vito fu sancita dalle autorità ecclesiasiche soltanto nel 1694, nonostante le reiterate suppliche della popolazione al patriarca di Aquileia risalenti ancora al 1440, che evidenziavano il disagio derivante dalla lontananza tra Borca e S. Vito, la non soddisfacente cura d'anime e, per contro, la solerte attenzione verso i sacri edifici e il cospicuo patrimonio fondiario della chiesa di Borca. Con l'elevazione a curazia, la popolazione poteva disporre di un sacerdote residente e la chiesa di S. Simone estese la sua giurisdizione sulle quattro vicìnie, ovvero Borca, Sala, Taulèn, Marceana e parte di Cancìa. Il 7 luglio 1737 una frana staccatasi dal monte Antelao travolse la chiesa di S. Cancìano e l'intera frazione di Sala, distruggendo la chiesa di Borca, il campanile, la canonica e molte abitazioni. Il progetto per la nuova chiesa fu immediatamente affidato all'architetto Domenico Schiavi e, l'anno successivo, iniziò la costruzione in località Fusineles, dove tuttora si trova. Nel 1742 l'edificio era terminato, ma fu consacrato soltanto nel 1745 dal cardinale Daniele Delfino, patriarca di Aquileia, in occasione della visita pastorale. La spesa complessiva superò i 40.000 ducati e, per farvi fronte, fu creata una sinergia tra la Regola di Chiesa e la Regola Grande di Borca. Per estinguere parte del debito si decise di tagliare 12.000 piante che furono trasportate a valle in tre anni, ma da un verbale della seduta regoliera del 3 giugno 1774 emerge come il valore dei boschi della Regola di Borca non fosse sufficiente nemmeno a pagare un quinto dei debiti contratti. Nel 1791 la parrocchiale fu dotata di un organo commissionato al celebre Gaetano Callido, lo stesso che nel 1776 fu incaricato del restauro dei tre organi della Basilica di San Marco a Venezia. La cantoria e la cassa dell'organo, invece, progettate dal celebre architetto Antonio Selva di Venezia, furono realizzate da Bortolo Bianchi da Cibiana. La chiesa di San Simon, come viene comunemente chiamata, conserva anche un dipinto di Antonio Balestra, un'opera attribuita a Gregorio Lazzarini e dipinti realizzati da P. A. Novelli

[le informazioni sono tratte dal saggio storico sulle chiese di Borca di Cadore di Vittorio Bolcato, per il quale si rimanda alla bibliografia citata e al sito web istituzionale del Comune di Borca qui collegato]

Condizione giuridica:
enti di culto

Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione della chiesa cattolica

Profili istituzionali collegati:
Parrocchia, sec. XII -

Per saperne di più:
Parrocchia dei Santi Simone e Taddeo di Borca di Cadore

Complessi archivistici prodotti:
Parrocchia dei Santi Simone e Taddeo di Borca di Cadore (fondo)


Bibliografia:
V. BOLCATO, Le chiese di Borca di Cadore, Belluno, Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali, 1997

Redazione e revisione:
Pavan Laura, 2015/03/19, prima redazione


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