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Parrocchia del Santissimo Salvatore, Venezia

(Archivi storici della Chiesa di Venezia)

Sede: San Marco, VENEZIA
Date di esistenza: sec. XII -

Intestazioni:
Parrocchia del Santissimo Salvatore, Venezia, ante sec. XII -

Altre denominazioni:
Parrocchia di San Salvador

La fondazione della chiesa del Santissimo Salvatore ' pur sospesa tra la cronaca e la leggenda ' si fa risalire alla metà del VII secolo; la tradizione assegna infatti a san Magno, vescovo di Oderzo, con il concorso e il sostegno delle famiglie Carosio e Gattaloso, l'erezione attorno al 638 della chiesa, divenuta ben presto parrocchiale. Le prime testimonianze scritte della parrocchia risalgono, tuttavia, al pieno XII secolo, e si inseriscono in un contesto di accentuato rinnovamento spirituale, di affermazione dei propri diritti giurisdizionali e di riconosciuta capacità di presa sul consenso pubblico e privato. Risale infatti al 1141, per iniziativa del pievano Bonfilio Zusto, la trasformazione della parrocchia in chiesa collegiata riformata, votata alla regola di sant'Agostino, secondo gli ideali di vita apostolica e di impegno verso il ministero parrocchiale e l'azione pastorale propri dei canonici regolari. Superate le opposizioni del vescovo di Castello, sotto la cui giurisdizione si trovava la chiesa, e dei 'vicini' che rivendicavano i propri diritti di patronato sulla stessa, la canonica ottenne ben presto il pieno riconoscimento papale ' Innocenzo II concedeva nello stesso anno alla comunità la protezione apostolica, il diritto di eleggersi il priore e la conferma delle decime già spettanti alla parrocchia ' e il favore dei parrocchiani. Sono inoltre di questi stessi anni i tentativi della parrocchia di espandere i propri confini e l'esercizio della cura d'anime verso le circoscrizioni parrocchiali contigue, in particolare verso quella di San Bartolomeo: tale liti per la definizione delle rispettive giurisdizioni si placheranno solo nel 1299, con l'accordo finalmente raggiunto tra le due parrocchie sui confini e sulla partizione delle decime. I secoli XIV e XV videro l'affievolirsi della spinta riformistica e la progressiva decadenza spirituale e materiale della comunità; uno stato di abbandono da cui fu risollevata nel 1441 per iniziativa di Gabriele Condulmer, futuro papa con il nome di Eugenio IV, che dopo aver ottenuto la chiesa e il monastero in commenda, vi innestò i canonici regolari di san Salvatore.
Con la caduta della Repubblica di Venezia e con i successivi provvedimenti napoleonici di soppressione degli ordini religiosi e di razionalizzazione della geografia delle parrocchie urbane, la congregazione dei canonici fu soppressa, i suoi beni indemaniati e il monastero trasformato in caserma; la chiesa tornò nel 1807 sotto la piena giurisdizione patriarcale, affidata alla cura pastorale dei preti secolari. Con la concentrazione delle parrocchie veneziane messa in atto nel 1810, il Santissimo Salvatore ottenne la giurisdizione, quale sua chiesa sussidiaria, dell'ex chiesa parrocchiale di San Bartolomeo.

Sin dal 1141 la parrocchia partecipa, come detto, dell'esperienza di vita riformata dei canonici regolari, sotto la regola di sant'Agostino; da tale data, e sino all'esaurimento dell'esperienza alla metà circa del XIV secolo, la comunità, costituita in canonica, si dedicava collegialmente alla cura pastorale delle anime della parrocchia, ossia all'amministrazione dei sacramenti, la predicazione, l'educazione religiosa e l'assistenza caritatevole ai poveri e ai sofferenti. Con l'innesto nel 1441 dei canonici regolari di san Salvatore, la «cura animarum» venne invece affidata ad un cappellano, che poteva essere un prete diocesano o un canonico dello stesso monastero, pur mantenendosi disponibile la comunità monastica per la predicazione e le confessioni dei fedeli. Dal 1807 la parrocchia è amministrata da un parroco nominato direttamente dalla Curia patriarcale di Venezia.

Già parrocchia affiliata alla chiesa matrice di San Silvestro I papa, venne incardinata in età austriaca nella decania di San Marco; è attualmente afferente al vicariato di San Marco, Diocesi di Venezia.


Complessi archivistici prodotti:
Parrocchia di Santissimo Salvatore di Venezia (fondo)


Bibliografia:
A. FABRIS, Esperienze di vita comunitaria: i canonici regolari, in La Chiesa di Venezia nei secoli XI¿XIII, a cura di F. TONON, Venezia 1988 (Contributi alla storia della Chiesa di Venezia, 2), 80-82
A. Vitale, Parrocchie e parroci, in Enciclopedia giuridica, Roma 1990, vol. XXII
Chiesa di San salvador. Arte e devozione, testi di B. BERTOLI, G. ROMANELLI, Venezia 1997
D. RANDO, Una Chiesa di frontiera. Le istituzioni ecclesiastiche veneziane nei secoli VI-XII, Bologna 1994, 177¿180, 201¿202
D.SCHIAPPOLI, P.G. CARON, Parrocchia, in Novissimo Digesto Italiano, Roma 1965, vol. XII, pp. 449¿464
F. CORNER, Ecclesiae Venetae antiquis documentis nunc etiam primus editis illustratae ac in decades distributae, Venetiis 1749, vol. II, pp. 243 e segg.
G. CAPPELLETTI, Storia della Chiesa di Venezia dalla sua fondazione sino ai nostri giorni, Venezia 1851, II, pp. 232¿233, 401
G.B. GALLICCIOLLI, Delle memorie venete antiche, profane ed ecclesiastiche, Venezia 1795, III, pp. 14, 161¿164, 165, IV, p. 260
Il Patriarcato di Venezia. Situazione al 15 ottobre 1974, a cura di G. BORTOLAN, Venezia 1974, 383
S. TRAMONTIN, La diocesi nelle relazioni dei patriarchi alla Santa sede, in La Chiesa di Venezia nel Seicento, a cura di B. BERTOLI, Venezia 1992 (Contributi alla storia della Chiesa di Venezia, 5), 59¿60
«Rivista diocesana del Patriarcato di Venezia ufficiale per gli atti di Curia», 1 (gennaio 1998), 24¿25, 64


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