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Parrocchia di San Bartolomeo, Venezia

(Archivi storici della Chiesa di Venezia)

Sede: San Marco, VENEZIA
Date di esistenza: 0840 - 1810

Intestazioni:
Parrocchia di San Bartolomeo, Venezia, 840? - 1810

Altre denominazioni:
Parrocchia di San Demetrio martire

La tradizione vuole che la chiesa di San Bartolomeo, originariamente intitolata a San Demetrio, fosse fondata nell'840 e che sin da tale data ottenesse il titolo di parrocchialità. In realtà sembra che il processo di acquisizione dei diritti di cura d'anime e di amministrazione dei sacramenti non si sia realizzato pienamente che verso la metà del Duecento, pur godendo la chiesa di ampie e certificate prerogative in campo matrimoniale sin dalla fine del XII secolo. Negli stessi anni la chiesa risulta essere impegnata in aspre contese di carattere giurisdizionale e di confine con la limitrofa canonica riformata di San Salvador, contrasti momentaneamente sanati - per intervento di papa Lucio III - con la concessione della pieve di San Bartolomeo agli stessi canonici riformati di San Salvador. Solo qualche anno dopo, tuttavia, per autorità di Innocenzo III, la chiesa fu sciolta da tale unione e restituita al governo del clero secolare. Le liti per la definizione delle rispettive giurisdizioni si conclusero invero solo nel 1299, con l'accordo finalmente raggiunto tra le due parrocchie sui confini e sulla partizione delle decime (l'accordo rimetteva ai Procuratori di San Marco l'incetta delle decime e la divisione delle stesse tra le due parrocchie). Nel 1342 la parrocchia fu incardinata, per intervento di papa Giovanni XXII, nel patriarcato di Grado, e affiliata alla chiesa matrice di San Silvestro I papa, sede veneziana del patriarca. Il patriarca gradense otteneva pure il diritto di investitura canonica del pievano di San Bartolomeo, prerogativa in precedenza esercitata dagli stessi parrocchiani. Soppresso nel 1451, con la bolla «Regis aeterni», il patriarcato di Grado, i titoli, le giurisdizioni e le proprietà di quest'ultimo furono annesse al neo-istituito patriarcato di Venezia, compresa la giurisdizione e il diritto di elezione del pievano della chiesa collegiata di San Bartolomeo.
Con la caduta della Repubblica di Venezia e con i successivi provvedimenti napoleonici di soppressione e razionalizzazione della geografia delle parrocchie urbane, la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo fu soppressa e unita a quella del Santissimo Salvatore, vulgo San Salvador quale sua chiesa sussidiaria.

La chiesa, collegiata sino al 1807, era retta da un capitolo - composto da quattro preti titolati, due diaconi, due suddiaconi e quattro accoliti - che originariamente amministrava in maniera collegiale i beni e le rendite del beneficio parrocchiale. Con la ripartizione successiva del patrimonio comune in masse proporzionate ai titoli assunti dai canonici, vennero pure meno lo spirito di condivisione, gli obblighi di vita comunitaria e la corresponsabilità nella guida pastorale della parrocchia; la cura delle anime e l'amministrazione dei sacramenti venne affidata al solo pievano o parroco, assistito talora da un sacrista.

Dal 1342, e sino alla soppressione della parrocchia nel 1810, spettava direttamente al patriarca - prima di Grado quindi, dal 1451, di Venezia - la nomina e l'investitura canonica del parroco.
La parrocchia era affiliata alla chiesa matrice di San Silvestro I papa, con obbligo, da parte del rettore, di confluire il sabato di Pasqua presso tale chiesa «pro ipso baptismo et cereo ac novo igne benedicendis»; alla stessa spettava pure la corresponsione di tributi di varia natura stabiliti dalle antiche consuetudini.


Complessi archivistici prodotti:
Parrocchia di San Bartolomeo di Venezia (fondo)


Bibliografia:
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F. CORNER, Ecclesiae Venetae antiquis documentis nunc etiam primus editis illustratae ac in decades distributae, Venetiis 1749, vol. I, pp. 315 e segg
D.SCHIAPPOLI, P.G. CARON, Parrocchia, in Novissimo Digesto Italiano, Roma 1965, vol. XII, pp. 449-464
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A. Vitale, Parrocchie e parroci, in Enciclopedia giuridica, Roma 1990, vol. XXII
A. FABRIS, Esperienze di vita comunitaria: i canonici regolari, in La Chiesa di Venezia nei secoli XI¿XIII, a cura di F. TONON, Venezia 1988 (Contributi alla storia della Chiesa di Venezia, 2), 80-84
F. CORNER, Notizie storiche delle chiese e dei monasteri di Venezia e di Torcello, Padova 1758 (rist. anastatica Bologna 1990), 232-235
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G.B. GALLICCIOLLI, Delle memorie venete antiche, profane ed ecclesiastiche, Venezia 1795, III, pp. 7, 14, 161-164, IV, p. 45, 259
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