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Collegio della Matricola dei mercanti di Crema

Sede: Crema (Cremona)
Date di esistenza: 1454 - 1812

Intestazioni:
Collegio della Matricola dei mercanti di Crema, Crema (Cremona), 1454 - 1800, SIUSA
Camera mercantile di Crema, Crema (Cremona), 1800 - 1802, SIUSA
Camera di commercio di Crema, Crema (Cremona), 1802 - 1812, SIUSA

Altre denominazioni:
Collegio della Matricola dei mercanti di Crema, 1454 - 1800
Camera mercantile di Crema, 1800 - 1802
Camera di commercio di Crema, 1802 - 1812

Il Collegio dei Mercanti (più propriamente, secondo la denominazione più utilizzata sugli atti: "Collegio della Matricola dei Mercanti") ha certamente una lunghissima storia. Già nei primi anni di dominazione della Serenissima è attestata la volontà da parte della comunità cittadina di ottenere proprio l'autorizzazione sovrana per la creazione dell'ente: entro una parte presa il primo di gennaio dell'anno 1451 si legge infatti: "Item prefati de conscilio generali convocati et congregati ut supra providerunt et ordinaverunt quod per comunem et homines terre Creme supplicetur Serenissimo Ducalli Dominio Venetiarum quod fiat collegium unum mercatorum in Crema iuxta et secundum deliberacionem fiendam per prefatum magnificum et clarissimum millitem dominum Iacobum Antonium Marcellum, dignissimum provisorem et potestatem terre Creme et districtus, una cum sapientibus presidentibus ad negotia dicti comunis"(ASCCrema, Registri 40, c. 46). Le cose evidentemente non procedono speditamente, tant'è vero che la concessione giunge solo tre anni più tardi. I cremaschi presentano istanze alla Serenissima in questi termini: "Che desiderosi de ben vivere et amplificare la terra nostra, supplica la dita comunità che la Vostra Illustrissima Signoria se degni de concedere che in quella terra se faza et tenga uno collegio de marchadanti cum l'ordene et modo se fa et observa ne le altre citade de la prelibata Vostra Signoria et maxime a Bressa". Il 13 maggio 1454 il doge Francesco Foscari risponde positivamente: "Quod contentamur quod fiat ut petitur, videlicet pro mercantiis conducendis de Crema Venetias et de Venetiis Cremam equaliter in facto datiorum et aliis per loca nostra sint ad condictionem Brixiensium. Et quod sit in dicta terra Creme unum collegium mercatorum cum modis et ordinibus qui servantur in aliis terris nostris et potissime in Brixia" (ASCCrema, Registri 1, c. 97v, al punto nove della ducale). Ancora una volta dunque, come in molte altre occasioni, ciò che viene concesso a Crema dalla Serenissima è concesso in conseguenza di altra simile prerogativa già concessa ad altre città della Terra Ferma e in particolare a Brescia, da sempre uno dei punti di riferimento e di confronto amministrativo per Crema.
Alcune indicazioni importanti sull'attività dell'ente si possono trarre dalla consultazione di un registro entro il quale sono raccolti i provvedimenti di maggiore importanza del collegio stesso (Archivio del Collegio dei Mercanti - ACM, Registri 5). Il primo e fondamentale elemento da sottolineare è che il primo atto trascritto risale all'anno 1532: singolare, considerato il fatto che Venezia autorizza la creazione del collegio già a metà Quattrocento. D'altra parte anche la Confraternita dei Tessadri dei Panni di Lino, probabilmente esistente già da decenni, va incontro nel 1544 a una sorta di rifondazione: potrebbe trattarsi di una azione complessiva di revisione delle corporazioni locali avviata o stimolata dalla stessa Serenissima. Val la pena in questo senso notare che tale primo atto trascritto è la delibera in base alla quale si abbassa il numero legale dei mercanti necessario alla validità delle sedute di collegio, esplicitamente "quia magna cum difficultate congregari potest numerus matriculatorum debitus ex forma iuris". Da allora in avanti per poter deliberare validamente sarà quindi sufficiente la presenza di 40 mercanti collegiati e le decisioni si prenderanno a maggioranza dei presenti: "ea omnia quae fieri contigerint per maiorem partem dictorum quadraginta congregatorum habeantur ac si per plures duabus partibus ex tribus facta fuissent". Questa frase ci svela pure il fatto che in precedenza le decisioni erano assunte con la maggioranza dei due terzi. La delibera viene votata da 74 mercanti in totale ed approvata a larghissima maggioranza. Il metodo di espressione del voto è analogo a quello usato in consiglio comunale: ogni votante, se favorevole al provvedimento in deliberazione, introduce il proprio voto in un bussolo di colore bianco; se contrario, in un analogo recipiente di colore rosso. Sulle controcopertine del registro sono riportati i nomi dei cancellieri del collegio dal 1532 al 1791 e l'elenco dei ragionati del collegio: il primo di questi ultimi è però eletto nel 1700, evidentemente prima tale figura non era prevista. Le cariche elettive della Matricola dei Mercanti sono: quattro consoli, tre sindici, quattro correttori all'estimo, nove consiglieri che con i sindici formano il "Corpo dei dodici", un massaro e ricevitore, un ragionato, un cancelliere e un bidello (ASCCrema, Documenti cartacei 115). Testimonianza diretta delle funzioni del massaro la fornisce uno dei registri conservati, contenente la contabilità di tale funzionario nel pieno del Settecento (ACM, Registri 1).
I membri del Collegio dei Mercanti di Crema erano decisamente numerosi: l'estimo mercantile del 1770 contiene 192 nominativi, quello successivo 184 (ACM, Registri 3).
La denominazione dell'ente rimane inalterata fino all'anno 1800: da settembre 1800 inizia a comparire la denominazione di "Camera Mercantile", dapprima alternata a "Collegio dei Mercanti" poi fondendosi con essa nell'espressione "Collegio sive Camera di Commercio". Dall'anno 1802 appare ormai stabilizzata come "Camera di Commercio"(ACM, Registri 4).
Tra il 1807 e il 1812 la parabola dell'istituzione in oggetto giunge a conclusione, almeno per quanto concerne la sua esistenza in Crema. Il presidente della Camera di Commercio di Crema dialoga col procuratore presso il Tribunale di Prima Istanza di Lodi e il vice prefetto proprio a proposito della concentrazione della stessa nell'omologa Camera di Commercio di Lodi, con tutto quello che ciò comporta in termini di personale e di trasferimento della documentazione.

Il testo è tratto dall'inventario dell'archivio a cura di Francesca Berardi e Giampiero Carotti, 2007.


Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ordine professionale, associazione di categoria

Profili istituzionali collegati:
Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, 1862 - 1926, 1944 -

Complessi archivistici prodotti:
Collegio della matricola dei mercanti di Crema (fondo)


Redazione e revisione:
Citerio Lucia, 2016/12/05, prima redazione
Menghi Sartorio Barbara, 2017/12/27, supervisione della scheda


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