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26ª brigata Garibaldi Enzo Bagnoli

Sede: Villa Minozzo
Date di esistenza: 1944 set. - 1945 giu.

Intestazioni:
26ª brigata Garibaldi Enzo Bagnoli, Villa Minozzo, (settembre 1944 - giugno 1945)

La costituzione della 26ª brigata Garibaldi viene comunemente fissata intorno alla metà del mese di settembre 1944, a seguito della riorganizzazione su nuove basi dei piccoli gruppi partigiani operanti nel territorio compreso tra i comuni di Villa Minozzo e di Toano usciti indenni dal rastrellamento dei precedenti mesi di luglio e di agosto.
Quale comandante della formazione, intitolata al partigiano Enzo Bagnoli, fu nominato Pio Montermini (alias Luigi), già a capo del cosiddetto "gruppo di Cervarolo", attivo sull'Appennino reggiano fin dal settembre 1943, con commissario politico Vitaliano Francia (alias Carlo).
La 26ª brigata, forte di ben undici distaccamenti, operò nel corso dell'autunno-inverno lungo la fascia montana e collinare compresa tra il fiume Secchia e il monte Cusna, senza tuttavia risparmiare incursioni anche lungo la strada del Cerreto, compiendo azioni di disturbo e di sabotaggio delle forze nazi-fasciste.
Il 24 febbraio 1945, con il distacco di tre battaglioni dalla 26ª brigata, fu costituita la nuova 145ª brigata Garibaldi Franco Casoli che da allora operò principalmente nel territorio del comune di Ligonchio.
Proprio queste due brigate furono impegnate, nei giorni compresi tra il 10 e il 14 aprile 1945, in aspri combattimenti contro le forze armate tedesche per la difesa della centrale idroelettrica di Ligonchio.
Alla vigilia della liberazione la 26ª brigata, insieme alla 144ª e alla 145ª, fu inquadrata dal Comando unico zona di Reggio Emilia nel raggruppamento delle brigate Garibaldi, successivamente trasformato in 1ª divisione Garibaldi posta sotto il comando dello stesso Montermini; alla guida della 26ª brigata fu allora nominato Emore Silingardi (alias Mario), con Giovanni Farri (alias Gianni) come vicecomandante, Leopoldo Bassi (alias Iskra) come commissario politico e Franco Cigarini (alias Alfeo) come vicecommissario.
Nel corso delle operazioni che precedettero l'arrivo degli alleati nel reggiano, la 26ª brigata fu impegnata sia in collina, nel presidio della linea Felina-Carpineti-Valestra, sia in pianura: alcuni suoi distaccamenti furono difatti protagonisti della liberazione di Reggio Emilia avvenuta il 24 aprile 1945.
Come tutte le altre formazioni volontarie della provincia, la 26ª brigata fu smobilitata il successivo 3 maggio nel corso di una solenne cerimonia svolta in piazza della Vittoria; il Comando cessò invece le proprie attività alla metà del mese di giugno delegando la risoluzione degli affari ancora pendenti ad un apposito ufficio stralcio.


Condizione giuridica:
privato (1944 set. - 1945 giu.)

Complessi archivistici prodotti:
Corpo volontari della libertà - CVL di Reggio Emilia (complesso di fondi / superfondo)


Bibliografia:
26ª brigata "Enzo Bagnoli". Attività operativa dall'ottobre 1943 al 3 maggio 1945, in «Il nuovo risorgimento. Il volontario della libertà», 19, 26 gennaio, 2, 16, 23 febbraio, 9, 16, 23, 30 marzo, 13, 20 aprile, 4, 11, 18, 25 maggio, 1, 8 giugno, 6, 13, 20, 27 luglio, 3, 10, 24, 31 agosto, 7 settembre 1947
F. CIPRIANI, Guerra partigiana. Operazioni nelle provincie di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Parma, STEP, 1947
G. FRANZINI, Storia della Resistenza reggiana, introduzione di G. DEGANI, prefazione di P. SECCHIA, Reggio Emilia, ANPI, 1970

Redazione e revisione:
Alongi Salvatore, 2017/07/18, prima redazione
Caniatti Giovanna, 2018/02/04, supervisione della scheda


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