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Parrocchia della Purificazione di Maria, Venezia

Sede: Castello, VENEZIA
Date di esistenza: sec. XI -

Intestazioni:
Parrocchia della Purificazione di Maria, Venezia, sec. XI? -

Altre denominazioni:
Parrocchia di Santa Maria formosa

La tradizione, così come si rileva dai racconti degli antichi cronisti e storici, vuole la chiesa oggi dedicata alla Purificazione di Maria essere stata fondata nella prima metà del VII secolo da san Magno, vescovo fuggiasco di Altino, per rivelazione della vergine Maria. Tale tradizione, che lega il nome del santo presule altinate pure all'erezione di altre chiese dell'area realtina, sembra stabilizzarsi definitivamente solo nel XIII secolo, quando alcune parrocchie cittadine, tra cui per l'appunto la Purificazione di Maria, rivendicarono a se il titolo di matrice e i connessi privilegi giurisdizionali fondandoli su una presunta primazia spirituale derivante dall'intitolazione alla Madonna. Se la fondazione della chiesa rimane avvolta nella leggenda, altrettanto incerta appare la data della sua erezione a parrocchia, che tuttavia - stante le necessità di culto e vita religiosa in un territorio così frammentato e poco collegabile quale quello lagunare veneziano e l'antichità di popolamento dell'isola in cui la parrocchia sorse - deve potersi collocare giusto a ridosso della stessa fondazione, o, al più tardi, all'XI secolo, periodo in cui la città definisce le proprie strutture amministrative, religiose e civili imperniandole sui confinia - le parrocchie appunto -, officiate da un pievano o da un collegio di sacerdoti (il capitolo). Principale luogo di culto nell'ambito realtino almeno nel primo periodo, la chiesa pare essere stata riedificata verso la metà del IX secolo e ancora, dopo ripetute devastazioni per causa di incendi o calamità naturali, nel 1175; l'ultimo importante rimaneggiamento si pone alla fine del XVI secolo, inizi di quello successivo, a spese della famiglia Cappello. Il XIII secolo vede, come detto, la parrocchia impegnata sul fronte del riconoscimento dei propri diritti di chiesa matrice e in liti giurisdizionali per l'estensione delle prerogative di cura d'anime a scapito delle parrocchie contermini; soprattutto intensa la contesa con la parrocchia di Santa Marina per l'annessione di alcune abitazioni ubicate su terreni di recente bonificazione ai confini tra le due circoscrizioni, lite che si concluderà solo nel 1475 quando un accordo tra i contendenti imporrà la divisione in tre parti delle decime, «cere et pecunie» e altre «utilitates», cui i 2/3 ad appannaggio di Santa Marina e 1/3 della Purificazione di Maria, e la partizione in misure uguali degli «iura funeralia».
Le soppressioni decretate dal napoleonico Regno d'Italia tra il 1807 e il 1810, che ridisegnavano la configurazione delle parrocchie veneziane riducendone il numero da più di 70 a 30, mantennero la Purificazione di Maria quale chiesa parrocchiale, avendo alle sue dipendenze, quali chiese succursali, la chiesa di San Leone IX papa, vulgo San Lio e quella di Santa Marina.

In origine chiesa di giuspatronato laico, come confermato ancora nel 1060 da un documento privato che esprime il forte senso di proprietà rivendicato dalla famiglia Morosin nei confronti della chiesa, rimane per lungo tempo dotata e amministrata dai laici della parrocchia, a cui spetta pure il diritto di nomina del pievano.
Collegiata sino al 1807, la parrocchia era retta da un capitolo - composto da quattro preti, due diaconi, due suddiaconi e quattro chierici -, che originariamente amministrava in maniera collegiale i beni e le rendite del beneficio parrocchiale. Con la ripartizione successiva del patrimonio comune in masse proporzionate ai titoli assunti dai canonici, venuti nel tempo a scemare lo spirito di condivisione, gli obblighi di vita comunitaria e la corresponsabilità nella guida pastorale della parrocchia originari, la cura delle anime e l'amministrazione dei sacramenti venne affidata al solo pievano, assistito talora da un sacrista in particolare nella compilazione dei registri canonici.
Dal 1807 la parrocchia è guidata da un parroco di nomina patriarcale.

Sin dal XIII secolo la chiesa risulta essere matrice: i suoi diritti si estenderanno via via sulle chiese filiali dei Santi XII Apostoli, San Felice, San Giovanni Crisostomo, San Giovanni in Oleo, vulgo San Giovanni novo, San Leone IX papa, vulgo San Lio, Santa Maria Assunta, Santa Marina, San Procolo, vulgo San Provolo e Santa Sofia. Tra i diritti esercitati dalla chiesa matrice va ricordato almeno quello di somministrare il sacramento del battesimo ai parrocchiani delle chiese affiliate, in particolari periodi liturgici.
La parrocchia è oggi afferente al vicariato di Castello, Diocesi di Venezia.



Bibliografia:
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