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Comune di Piombino

Sede: Piombino (Livorno)
Date di esistenza: sec. XII -

Intestazioni:
Comune di Piombino, Piombino (Livorno), sec. XII -, SIUSA

Altre denominazioni:
Comunità di Piombino (Signoria Appiano), 1399 - 1805
Mairie di Piombino, 1805 - 1814
Comunità di Piombino, 1814 - 1865

Posta già alla fine del XII secolo sotto l'influenza della Repubblica pisana, quando, nel 1399, Gherardo Appiani vendette Pisa ai Visconti, Piombino divenne il capoluogo del piccolo stato signorile, entro cui mantenne un duraturo ruolo di supremazia nei confronti dal resto dello stato. Piombino era anche sede di un Vicario che amministrava la giustizia civile e criminale nella città e nel suo distretto. Piombino,in qualità di capoluogo del Principato, era anche sede degli uffici centrali: il Governatore generale con funzioni di controllo sugli apparati locali e di intermediazione tra le comunità ed il Principe, che spesso risiedeva fuori dello stato, ed il Sovrintendente generale dello Stato che, coadiuvato dal computista, sovrintendeva alla gestione delle finanze statali. L'assetto istituzionale appena delineato venne interrotto con la dominazione napoleonica.
Nel 1805 il Principato di Piombino - scorporata ormai l'isola d'Elba - venne assegnato ad Elisa Baciocchi il cui consorte, Felice, provvide a dotare il territorio di nuove strutture modellate su quelle francesi. A Piombino venne pertanto istituita una mairie e venne insediato un giudice di pace. La città mantenne comunque il suo prestigio di capitale e fu pertanto sede del governatore, del suddelegato, del prefetto, nominati dal Principe. Fu altresì sede del tribunale di appello da cui dipendevano tutte le giudicature di pace del Principato.
Alla conclusione della parentesi francese, il congresso di Vienna assegnò il territorio dell'ex Principato alla Toscana. Nell'ambito della nuova organizzazione Piombino tornò ad essere sede di istituzioni locali e periferiche dello Stato, vi fu infatti istituita una comunità e divenne sede di una cancelleria comunitativa posta alle dipendenze dell'Ufficio dei Fossi e con circoscrizione estesa al territorio dell'ex Principato.
In ordine al motuproprio dell'8 febbraio 1816 che stabiliva l'organizzazione giudiziaria dell'ex Principato, Piombino era stata eretta sede di vicariato regio, le cui competenze civili e criminali erano però limitate alla sola comunità, mentre i territori di Scarlino, Buriano e Suvereto furono annessi rispettivamente ai tribunali di Gavorrano, Giuncugnano e Campiglia. Il vicario di Campiglia e quello di Piombino erano, reciprocamente, giudici d'appello nelle cause decise dall'uno e dall'altro tribunale. Il vicariato era compreso agli effetti civili nel circondario della Ruota di Pisa e agli effetti criminali in quello della Ruota di Grosseto. Soppresso il vicariato, con la legge del 9 marzo 1848, Piombino divenne sede di Pretura, con circoscrizione sempre limitata alla sola comunità e con appello al Tribunale di prima istanza di Volterra, e di Delegazione di governo, dipendente dalla sottoprefettura di Volterra. Nel 1825, quando il Granducato venne suddiviso in circondari di acque e strade, retti da un ingegnere incaricato di coadiuvare le amministrazioni locali nell'esecuzione dei lavori pubblici, Piombino venne aggregata al circondario di Campiglia, e, nel 1838, venne scorporata da quest'ultima circoscrizione ed eretta a sede dell'Ingegnere di circondario di Piombino, con competenze limitate al territorio della comunità. Nel 1833 la comunità era stata annessa al compartimento di Grosseto, con la costituzione delle circoscrizioni provinciali essa venne inserita in quella della provincia di Pisa, da cui si distaccò nel 1925 per essere aggregata, come si è detto, alla provincia di Livorno.
Nell'ambito della nuova organizzazione, conclusa la parentesi francese, Piombino tornò ad essere sede di istituzioni locali e periferiche dello Stato. Vi fu infatti istituita una comunità e divenne sede di una cancelleria comunitativa posta alle dipendenze dell'Ufficio dei Fossi e con circoscrizione estesa al territorio dell'ex Principato: nel 1826 tuttavia, vennero scorporati da tale circoscrizione Scarlino, Buriano e Suvereto, cosicchè la cancelleria comunitativa di Piombino finì per comprendere la sola comunità.


Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
preunitario
ente pubblico territoriale

Contesto storico istituzionale di appartenenza:
Principato di Piombino

Profili istituzionali collegati:
Mairie (Impero francese), 1805 - 1814
Comune, 1859 -

Complessi archivistici prodotti:
Comune di Piombino (fondo)
Comunità di Piombino (fondo)
Stato civile del Comune di Piombino (fondo)


Bibliografia:
R. CARDARELLI, Fonti per la storia medievale e moderna dei
porti di Piombino e dell’Elba, «Bollettino Storico Livornese», II, 1938, 339-365
MINISTERO DELL'INTERNO, DIREZIONE GENERALE DELL'AMMINISTRAZIONE CIVILE, UFFICIO CENTRALE ARCHIVI DI STATO, Gli Archivi di Stato al 1952, Roma 1954, 617
Notizie degli archivi storici toscani, I, in "Archivio Storico Italiano", CXIV (1956), fascc. 410-411, 519-520
Notizie degli archivi storici toscani, II, in "Archivio Storico Italiano", CXVIII (1960), fascc. 427-428, 423-424
SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER LA TOSCANA, Gli archivi storici dei comuni della Toscana, a cura di GIULIO PRUNAI, Roma 1963 (Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato, 22), 183-184

Redazione e revisione:
Gelli Simona, 2006/01/28, revisione


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