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Tolomei

Luogo: Siena - Firenze - Grosseto
sec. XII -

Privilegio e diploma dell'imperatore Leopoldo I del 1700 conferiva ai Tolomei il titolo di conti; furono ascritti al patriziato senese per decreti del 10 giugno e 16 luglio 1753.

Intestazioni:
Tolomei, Siena, sec. XII -, SIUSA

Come accade per molte delle più illustri famiglie, anche per i Tolomei si è voluta dai genealogisti ricercare un'origine favolosa, facendoli discendere dai sovrani d'Egitto; in realtà sembra che la famiglia sia invece venuta in Italia al seguito degli eserciti di Carlo Magno al tempo della conquista del regno longobardo. La genealogia dei Tolomei è antichissima, ma limitandoci a quella documentata storicamente troviamo per primo un Baldistricca, ricordato in un documento del 1121. Stabilitisi nel territorio senese, i Tolomei acquistarono presto ingenti ricchezze e furono fra le prime famiglie di banchieri, che in Siena esercitarono l'arte del cambio. Oltre a numerose terre e castelli nel territorio senese, i Tolomei ebbero case e torri in Siena dove erano ascritti all'Ordine dei Grandi e al Monte del Gentiluomo. Era di loro patronato l'antichissima chiesa di San Cristoforo, nella quale si radunavano i consoli del nascente comune senese già dal XII sec. ed erano signori di Poggio S. Cecilia, Civitella, Campagnatico, Prata, Porrona, S. Giovan d'Asso, Argiano e Castel della Selva. Più tardi ebbero la baronia siciliana di Terra Bianca e il marchesato di Montepescali, che però rivendettero ai Corsi non molto tempo dopo che il granduca Ferdinando II, nel 1631, ne aveva loro concesso il diritto. I Tolomei si ramificarono abbondantemente, annoverandosi un tempo fino a settanta distinte famiglie di questo nome, legate dal vincolo della Consorteria, che serviva in Siena a mantenere collegate le varie discendenza di una stessa stirpe. Parteciparono vivamente alla vita pubblica senese, trovandosi così coinvolti nelle continue lotte di partito. Ebbero costante inimicizia con la rivale famiglia dei Salimbeni. Per questo molti membri della famiglia dovettero di volta in volta andare in esilio e, anche se per la maggior parte di essi si trattò di esilio temporaneo, alcuni si stabilirono definitivamente fuori di Siena. Così sembrano derivare da quelli di Siena i Tolomei di Pistoia. I Tolomei dettero ben venti beati alla chiesa e numerosi prelati, ricoprirono le più alte cariche pubbliche in Siena, ebbero incarichi onorifici dai granduchi e appartennero ai due ordini cavallereschi di Malta e S. Stefano.
Dei numerosi rami in cui era divisa la famiglia due soli sopravvissero in Siena alla metà del sec. XVIII, dove furono ascritti al patriziato senese per decreti del 10 giugno e 16 luglio 1753. Un ramo della famiglia si è trasferito in Maremma.

Albero genealogico:
Una Genealogia della famiglia Tolomei elaborata da Giuseppe Luti su incarico di Germanico Tolomei negli anni 1758-1761 è conservata a Siena nell'Archivio Chigi Saracini (Archivio Chigi Saracini, n. 4847).

Complessi archivistici prodotti:
Tolomei, famiglia (fondo)
Tolomei, famiglia (fondo)


Fonti:
ASFi, Deputazione sopra la nobiltà e la cittadinanza, n. XXIV, 38 e 39

Bibliografia:
Spreti Vittorio, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. I-VI, 1-2 (appendici), Milano 1928-1956, 618-623, vol. VI

Redazione e revisione:
Trovato Silvia, 2005/06/27, prima redazione


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