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Albizi

Place: Firenze
sec. XII - 1925

L'8 ottobre 1639, al senatore Luca Antonio di Girolamo degli Albizi viene conferito il titolo di marchese di Castelnuovo Val di Cecina da parte di Ferdinando II de' Medici, con diritto di successione in perpetuo (titolo abolito nel 1776); il 24 maggio 1751, il priore Luca Antonio ottiene l'ascrizione al patriziato fiorentino.

Headings:
Albizi, Firenze, sec. XII - 1925, SIUSA

Other names:
Albizzi

La famiglia Albizi, benché facesse parte da tempo dell'oligarchia guelfa fiorentina, si assestò al potere dopo il tumulto dei Ciompi. L'attività principale dei suoi rappresentanti fu quella di banchieri, che gli permise di coprire importanti cariche politiche. Rinaldo degli Albizi, nel 1433, fu fautore della cacciata di Cosimo il Vecchio de' Medici da Firenze, mentre il fratello Luca si schierò al fianco di quest'ultimo al suo ritorno in città. Per riconscenza, Cosimo il Vecchio gli affidò importanti incarichi politico-diplomatici. Dei quattro figli di Luca, Maso (1426-1491) sposò in prime nozze Albiera dei Medici e in seconde nozze Caterina Soderini. Un nipote di lui, Girolamo (1485-1556) svolse importanti incarichi militari per il graduca Cosimo I; fu dapprima commissario a Pistoia (1534), più tardi commissario generale delle bande e, dopo la presa di Piombino nel 1548, fu nominato governatore della città, dove rimase fino allo scoppio della guerra contro Siena. A questo stesso ramo appartenne anche Luca di Girolamo, che fu nominato senatore nel 1617 e più tardi ricoprì la carica di soprassindaco dei Nove conservatori della giurisdizione e del dominio fiorentino. A lui fu attribuito, nel 1639, il titolo marchionale con i diritti feudali sul castello di Castelnuovo Val di Cecina. Ultimo del suo ramo, il 28 novembre 1651, egli fondò una commenda nell'Ordine di S. Stefano, sotto il titolo del Priorato di Roma, in favore del pronipote Luca di Cammillo, appartenente al ramo di un altro figlio di Luca, Francesco. Questo Luca ereditò il titolo di marchese di Castelnuovo nel 1671 dal fratello maggiore Girlamo, che ne era stato investito nel 1657.
Un nipote del vecchio Francesco di Luca, Antonio di Bernardo (1515-1567), era stato commissario di Montepulciano nel 1554, durante la guerra contro Siena e, più tardi (1561-1562), inviato a Venezia come ambasciatore. Alla morte di Lucantonio di Giovan Luca (1708-1758), privo di eredi diretti, il titolo di marchese e il priorato passarono al fratello minore Lorenzo Casimiro (1709-1786). A sua volta, titolo e beni furono ereditati da un altro ramo della linea di Luca, stabilitosi a Pisa all'inizio del Seicento. Filippo di Luca (1724-1789) fu chiamato all'eredità, divenne VII marchese di Castelnuovo e priore di Roma, e riportò il suo domicilio a Firenze. Dal matrimonio di Filippo con Elisabetta Gondi nacquero due figli, Luca (1775-1813) e Amerigo (1776-1842), entrambi morti senza discendenza diretta. Pertanto Amerigo chiamò alla sua eredità un membro di un ramo Albizi trapiantato in Francia dall'inizio del Cinquecento e precisamente Alessandro Pietro (1799-1855) VIII marchese di Castelnuovo che nel 1842 rientrò a Firenze. Alessandro Pietro ebbe due figli: Vittorio, che si dedicò a studi ed esperimenti di enologia nella tenuta di Nipozzano, e Leonia, andata in sposa al cav. Angelo di Matteo Frescobaldi. Quest'ultima ereditò i beni del fratello, passando poi ai propri figli patrimonio e archivio Albizi [Relazione Insabato, Todros, Zaccaria, 1898].
Arme: "Di nero a due circoli l'uno nell'altro d'oro".


Family tree:
http://sardimpex.com/degli%20Albizi/htm

Fin da epoca remota (sec. XIII) gli Albizi si dividono in numerose linee (tanto che da un figlio del capostipite Orlando, Maso, deriva la famiglia fiorentina degli Alessandri). La linea principale è quella di Luca di Filippo di Orlando, padre di Maso che ebbe grande parte nella vita politica fiorentina degli ultimi decenni del Trecento, a sua volta padre di Rinaldo che nello scontro con la fazione medicea dovette prendere nel 1434 la via dell'esilio, dove proseguì la sua discendenza. La linea fiorentina è proseguita con la discendenza del fratello di Rinaldo, Luca, che invece aveva optato per il partito mediceo, e dai suoi quattro figli, Maso, Antonio, Francesco e Girolamo.
L'ultima della famiglia, Leonia degli Albizi, erede universale del fratello Piero (1838-1877), sposò Angelo di Matteo Frescobaldi e nel 1925, anno della morte della madre, il figlio Ferdinando Frescobaldi ereditò il patrimonio della famiglia materna.


Creators:

Connected:
Frescobaldi


Generated archives:
Albizi ramo dei marchesi di Castelnuovo, famiglia (fondo)
Albizi, famiglia (fondo)


Sources:
ASFi, Deputazione sopra la nobiltà e la cittadinanza, n. XII, 1

Bibliography:
CACIAGLI Giuseppe, I feudi medicei, Pisa, Pacini editore, 1980, 154-155
Spreti Vittorio, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. I-VI, 1-2 (appendici), Milano 1928-1956, 344-347, vol. I
Fabbri Lorenzo, "'Opus novarum gualcheriarum': gli Albizzi e le origini delle Gualchiere di Remole", "Archivio Storico Italiano" anno CLXII (2004), n. 3 lug.-set., pp. 507-560
AGLIETTI Marcella, Le tre nobiltà. La legislazione del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe, Pisa, ETS, 2000, 213

Editing and review:
Insabato Elisabetta, 2006/01/18, revisione
Romanelli Rita, 2005/09/03, prima redazione


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