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Tommasi Aliotti

Luogo: Cortona
sec. XV - 1998

Il patriziato di Cortona è stato concesso al cavalier Annibale e fratelli, figli di Niccolò Tommasi, il 31 luglio 1758.

Intestazioni:
Tommasi Aliotti, Cortona (Arezzo), sec. XV - 1998, SIUSA

Francesco di Angiolo, priore nel 1484 e marito di Paola Boni, fu padre di Niccolò e di Sebastiano che dettero vita ad altre due linee della famiglia. Quella di Niccolò fu poi ascritta al patriziato di Cortona il 31 luglio 1758 nelle persone dei fratelli Francesco e Girolamo di Enea, quella di Sebastiano era destinata a ereditare beni e nome degli Aliotti di Arezzo. Luca di Sebastiano Tommasi acquistò dai fratelli Giovanni Paolo e Ridolfo Baglioni un palazzo nel centro di Cortona, poi residenza principale della famiglia fino al Novecento. Il nipote di Luca, un altro Luca (1591-1663), fu canonico e arcidiacono di Cortona. Il fratello Annibale (1594-1672) nel 1659 fu gran priore dell'ordine di S. Stefano. Niccolò (1644-1711) di Annibale sposò Bandina Mancini ed ebbe molti figli, fra cui Pompeo (1677-1752) Cavaliere di S. Stefano che combatté contro i turchi; Bartolomeo (1688-1757), cavaliere di Malta che combatté in Algeria; Sebastiano (1697-1757) e Luca Filippo, entrambi cavalieri di Malta, mentre Alessandro (1695-1738) si fece frate cappuccino e fu missionario in Congo; Annibale (1696-1760) partecipò all'assedio di Corfù, sposò Maria Teresa Mancini ed ebbe ventuno figli. Fra questi si ricordano Niccolò (1722-1802) che, dopo la carriera militare, si fece sacerdote, diventò proposto della cattedrale di Cortona e fece costruire la cappella di S. Giovanni Evangelista alla villa di Metelliano; Rutilio (1723-1806), comandante della Rocca e del porto di Livorno; Giovanni Battista (1731-1805) dell'ordine di Malta, dopo l'arrivo dei napoleonici, dal 1803 fu gran maestro a Messina, poi a Catania, nel palazzo Paternò Castello di Carcaci. Il figlio di Annibale che garantì continuità alla famiglia fu Luigi (1746-1819) che sposò Cassandra da Filicaja nel 1774, fu gentiluomo di Camera a Parma dal 1791 e poi gran ciambellano ducale. Suo figlio Annibale (1775-1845) si fece sacerdote, canonico della cattedrale di Firenze nel 1799, vicario della diocesi di Fiesole, vescovo di Borgo S. Sepolcro nel 1820, prelato domestico dal 1833. L'altro figlio Luca (1781-1855) fu paggio e cameriere maggiore dello zio Giovanni Battista, tornò a Cortona nel 1807 e fu nominato mairie e membro del corpo legislativo a Parigi. Sposò Luisa di Girolamo Aliotti, sorella di Francesco, ultimo della casata, il cui patrimonio passò ai nipoti Tommasi che in seguito assunsero il cognome Tommasi Aliotti. La coppia ebbe i figli Luigi, Carlo e Francesco. Luigi Tommasi Aliotti (1827-1903) fu sindaco di Cortona e fondò la locale Cassa di Risparmio, sposò Antonietta Magnani ed ebbe, fra gli altri figli, Luca, Giovanni, Lorenzo e Annibale. Luca (+ 1946) ed ebbe Luigi, Luisa, Carlo, Clementina, Pia, Francesco e Margherita. Luigi sposò Enrichetta Crocioni ed ebbe Gianluca (+ 1955), Franca, andata in sposa a Francesco Franceschi nel 1947, e Guido (+ 1998), ultimo rappresentante della sua famiglia.
Arme: "Partito: nel 1 fasciato di sei pezzi d'oro e di rosso, nel 2 di rosso, alla fascia contromerlata, d'oro".

Albero genealogico:
La famiglia Del Boscia è documentata a Cortona dall'inizio del Duecento. Guido Del Boscia fu testimone (1230) dell'alleanza tra Cortona e Perugia; Raniero di Guido notaio pubblico, tra 1280 e 1320 fu sindaco di Cortona. La base economica della famiglia era la proprietà terriera, i redditi provenivano da attività commerciali e notarili.
Nel Quattrocento, un ramo della famiglia prese il patronimico Tommasi da Tommaso di Francesco di Raniero. Nel 1411, Antonio di Tommaso fu uno dei 4 sindaci incaricati di imporre la sottomissione alla Repubblica di Firenze, ma morì avvelenato nel 1430 dai fiorentini, sospettato di sollecitare i cortonesi a riconquistare l'indipendenza. La famiglia si avvicinò nuovamente a Firenze quando Marsilio di Francesco di Angiolo fu oratore (dal 1549) presso Cosimo I che, nel 1555, gli conferì la cittadinanza fiorentina e ammise molti membri della famiglia nell'ordine di S. Stefano da lui fondato.
I figli di Angiolo, priore nel 1457, e della moglie Giovanna Ghibertini, Francesco, Domenico e Marsilio, avevano dato vita ai tre rami della famiglia, poi suddivisi in ulteriori ramificazioni.

Complessi archivistici prodotti:
Tommasi Aliotti, famiglia (fondo)


Fonti:
ASFi, Deputazione sopra la nobiltà e cittadinanza, n. XLVI, 13
ASFi, Raccolta Sebregondi, n. 5225

Bibliografia:
Un cortonese 72 Gran Maestro dell'ordine di Malta. 9 febbraio 1803 - 9 febbraio 2003, secondo centenario dell'incoronazione di Giovanbattista Tommasi, a cura di Edoardo Mori
AGLIETTI Marcella, Le tre nobiltà. La legislazione del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe, Pisa, ETS, 2000, 321
Spreti Vittorio, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. I-VI, 1-2 (appendici), Milano 1928-1956, 635, vol. VI
Scarabelli G., Archivi privati o familiari per la storia dell'Ordine di S. Stefano, in Quaderni Stefaniani, anno XXI (supplemento), Pisa, 2002, pp. 109-114
Tommasi Aliotti Guido, Il Gran Maestro Tommasi e l'Ordine di Malta a Cortona, catalogo della mostra (Castello di Magione, 8-10 settembre), Perugia 1995

Redazione e revisione:
Bettio Elisabetta, 2005/08/17, prima redazione
Romanelli Rita, 2008/01/12, rielaborazione


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