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Serristori

Luogo: Figline Valdarno (Firenze) - Firenze
sec. XII - sec. XX

1751, 19 luglio: patrizi di Firenze; 1827, 1 giugno: conti

Intestazioni:
Serristori, Firenze, sec. XII - sec. XX, SIUSA

Capostipite di questa illustre famiglia che dette, alla repubblica di Firenze, 12 gonfalonieri di giustizia e 26 priori di libertà e, al principato, quattro senatori e numerosi altri dignitari in tutte le gerarchie, si ritiene Averardo da Figline, vissuto nel XII secolo.
Ser Ristoro, suo discendente, esercitava alla fine del XIII secolo la professione notarile, che si trasmise poi ereditariamente per più generazioni.
Un altro ser Ristoro stabilì definitivamente la famiglia a Firenze, dove rogò nel 1380 l'atto di pace tra la repubblica fiorentina e re Carlo di Napoli e dove ebbe nel 1383 l'ufficio di notaio della Signoria. Egli fu nel 1390 gonfaloniere di compagnia, nel 1392 priore e nel 1396 uno dei dodici buonuomini; morì nel 1400 dopo aver istituito, con suo testamento del 26 ottobre 1399, un ospedale per i poveri in Figline e per questo e per altri atti di signorile munificenza meritò l'onore della sepoltura in Santa Croce. Uno dei suoi figli, messer Giovanni, dottore in legge, nel 1391, fu ambasciatore presso papa Alessandro V e presso Ladislao, re di Napoli.
Da un altro figlio di ser Ristoro, Salvestro, nacque Antonio, grande mercante-banchiere, priore nel 1428, commissario a Pistoia nel 1438 e gonfaloniere di giustizia nel 1443. Dal suo matrimonio con Costanza di Averardo de'Medici nacquero molti figli: Giovanni (1419-1494), Niccolò, Ristoro, Carlo, Silvestro, Averardo, che ricoprirono cariche importanti non solo a Firenze, ma anche ad Arezzo, Prato, Pisa e Volterra. Averardo, nato nel 1428, sposò nel 1462 Alessandra di Antonio Strozzi, dalla quale ebbe Antonio, padre di un altro Averardo, che i Medici nominarono loro ambasciatore presso le corti imperiale e pontificia e, nel 1540, senatore. Da Averardo di Antonio di Averardo nacque Lodovico, che fu senatore nel 1560 e poi commissario a Pisa e Pistoia nel 1561. Da lui nacque Luigi (1573-1635), insignito della dignità senatoria (1622), che fu padre di Tommaso, cavaliere gerosolimitano nel 1624, maestro di campo a Prato nel 1652, governatore di Portoferraio nel 1655 e di Livorno nel 1658, sergente generale e tenente colonnello delle milizie granducali nel 1667, di Lodovico, referendario apostolico nel 1630, inquisitore di Malta, vescovo di Cortona nel 1635, ambasciatore mediceo in Germania nel 1639, di Antonio, cavaliere stefaniano, governatore di Livorno dal 1655 al 1672, coniugato con Cassandra de'Ricci, figlia di Ippolita Machiavelli, ultima discendente di Niccolò, del quale i Serristori ereditarono i beni di S. Andrea in Percussina e, infine, di Averardo, cavaliere di giustizia nell'Ordine di Malta e colonnello delle corazze granducali. Nel 1637 i quattro fratelli suddetti eressero in commenda l'Ospedale Serristori in Figline Valdarno. Da Antonio di Luigi nacque nel 1647 Luigi, cavaliere stefaniano, il cui figlio Averardo sposò nel 1703 Giovanna dei marchesi Bourbon del Monte. Dal loro matrimonio nacque nel 1711 Anton Maria, senatore nel 1761, ciambellano alle corti imperiale e granducale, consigliere di Stato e di Finanze, ministro degli esteri sotto il granduca Pietro Leopoldo e poi capo del Real Consiglio di Reggenza. Anton Maria ottenne, con decreto granducale del 19 luglio 1751, l'ascrizione al patriziato fiorentino per sé e per i suoi figli. Dal suo matrimonio con Maddalena Guadagni nacque nel 1772 il cavaliere e senatore Averardo, ministro plenipotenziario del re d'Etruria a Parigi nel 1801, gran ciambellano della corte di Toscana e consigliere aulico onorario. Averardo sposò la marchesa Maria Lucrezia Pucci, dalla quale ebbe Luigi (1793-1857), che militò dapprima nell'esercito russo, dove raggiunse il grado di colonnello maggiore, poi dal granduca Leopoldo fu nominato governatore di Siena e di Pisa, generale maggiore dell'esercito toscano, ministro della Guerra e degli Esteri, consigliere di Stato, commissario granducale in Toscana nel 1849. Luigi, con decreto granducale del 1 giugno 1827, ottenne il titolo di conte; sposò la contessa Sofia Franceschini, dalla quale ebbe Alfredo, aiutante del generale turco Omer Pascià nella guerra di Crimea, poi addetto alla Legazione Toscana a Parigi, volontario e aiutante di campo del generale Cialdini nelle campagne per l'indipendenza italiana del 1859-1861, ufficiale d'ordinanza del re Vittorio Emanuele II, deputato al parlamento per sei legislature. Alfredo, morendo senza discendenti il 6 aprile 1884, nominò suo erede, nel nome e nell'arma, Umberto, figlio di sua sorella Sofia Luisa e del conte Francesco Tozzoni, appartenente ad un'antica e nobile famiglia originaria di Bologna, poi trasferitasi alla fine del XIV secolo ad Imola. Umberto, senatore del Regno dal 1913, con R.D. 19 marzo 1895 è stato autorizzato ad assumere il cognome e lo stemma dei Serristori.


Per saperne di più:
Ascesa economica e politica della famiglia Serristori

Complessi archivistici prodotti:
Serristori, famiglia (fondo)


Fonti:
ASFi, Deputazione sopra la nobiltà e cittadinanza, VII, 16

Bibliografia:
Spreti Vittorio, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. I-VI, 1-2 (appendici), Milano 1928-1956, 284-287, vol. VI
AGLIETTI Marcella, Le tre nobiltà. La legislazione del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe, Pisa, ETS, 2000, 247
S. TOGNETTI, Da Figline a Firenze. Ascesa economica e politica della famiglia Serristori (secoli XIV-XVI), Fonti e studi di storia locale, 14, Collana diretta da Paolo Pirillo, Firenze, 2003

Redazione e revisione:
Trovato Silvia, 2005/11/26, prima redazione


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