Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Famiglie » Soggetto produttore - Famiglia

Rosselmini Ricciardi

Luogo: Marciana (Cascina, Pisa), Pisa
sec. IX - 1964

1366, agosto: Ludovico di Lorenzo di Iacopo ottiene il titolo di conte palatino
1754, 23 settembre: Cosimo, Ranieri e Giuseppe vengono ascritti al patriziato di Pisa
1825, 9 settembre: Baldassarre di Cosimo di Baldassarre di Ranieri viene ammesso al patriziato di Firenze
1855, 28 settembre: Luigi di Baldassarre viene autorizzato a riassumere il titolo di conte palatino

Intestazioni:
Rosselmini Ricciardi, Pisa, 1840 - 1964, SIUSA
Rosselmini, Pisa, sec. IX - sec. XV seconda metà, SIUSA
Rosselmini ramo di Ranieri di Adovardo di Niccolo o Rosselmini di via S. Maria, Pisa, sec. XV seconda metà - 1840, SIUSA

Altre denominazioni:
Rosselmini, sec. IX - sec. XV seconda metà
Rosselmini, ramo di Ranieri di Adovardo di Niccolo o Rosselmini di via S. Maria, sec. XV seconda metà - 1840/02/14

La famiglia Rosselmini, originaria di Marciana (Cascina, Pisa), si trasferì a Pisa intorno al IX secolo con Rosselmino che ne è considerato il capostipite. Il primo personaggio di cui si abbia notizia certa è Rosselmino di Uguccione, che fu testimone alla pace stipulata fra Pisa e Lucca il 16 luglio 1181.
Nel corso del XIII secolo i Rosselmini, che risiedevano nella cappella di S. Paolo all'Orto, esercitarono la mercatura con il commercio della seta e dei panni di lana; solo verso la fine del secolo e nei primi decenni del successivo cominciarono ad essere presenti nelle magistrature cittadine. Nel corso del XIV secolo, oltre al commercio dei panni di lana, risulta documentata anche l'attività creditizia, grazie alla quale la famiglia accrebbe le sue proprietà immobiliari.
Verso la metà del XIV secolo Ludovico di Lorenzo di Iacopo, per il particolare talento diplomatico dimostrato nel 1366 nel sedare le discordie esistenti fra gli abitanti di Ripafratta e i loro vicini del territorio lucchese, fu insignito dall'imperatore Carlo IV del titolo di conte palatino con la facoltà di assumere per stemma il leopardo d'oro in campo rosso.
Con Niccolo, figlio di Ludovico di Lorenzo di Iacopo, agli inizi del XV secolo, i Rosselmini estesero il proprio patrimonio fondiario nella campagna circostante la città di Pisa con una serie di livelli perpetui concessi loro dalla Mensa Arcivescovile pisana. Anche nel corso del secolo XV la famiglia risiedeva nella cappella di S. Paolo all'Orto: lo attesta il testamento di Adovardo di Niccolo del 16 ottobre 1477.
Alla fine del Quattrocento i figli di Adovardo, Andrea e Ranieri, dettero vita a due rami distinti della famiglia: il ramo di Andrea, indicato dapprima come i Rosselmini di via S. Martino, dall'ubicazione del palazzo che essi successivamente si costruirono in quella via, e poi come Rosselmini Gualandi, e il ramo di Ranieri, indicato come i Rosselmini di via S. Maria, per le numerose proprietà immobiliari che i Rosselmini ebbero in questa via, e, dopo il 14 febbraio 1840, come Rosselmini Ricciardi.
Ranieri di Adovardo ebbe da Genoveffa Orlandi due figli: Agostino, che nel 1555 ottenne da Cosimo I la cittadinanza fiorentina e continuò a risiedere nella cappella di S. Paolo all'Orto, e Simone, che acquistò da Silvio Quaratesi una casa in via S. Maria che lasciò in eredità al figlio Lorenzo con la clausola che, se egli fosse morto senza lasciare prole, tale casa passasse in eredità ai discendenti del nipote Giovan Battista, figlio di Agostino. Fu proprio Giovan Battista di Agostino il primo Rosselmini ad ottenere l'investitura a cavaliere dell'Ordine di S. Stefano. Giovan Battista sposò Maddalena Malaspina ed ebbe due figli: Pietro (1565-1603) e Cosimo. Pietro sposò Francesca di Iacopo Ricciardi ed ebbe due figli Ferdinando e Francesco, entrambi cavalieri di S. Stefano. Ferdinando fondò nel 1646 la commenda Rosselmini, alla quale si aggiunse per diritto ereditario, nella prima metà del XVIII secolo, la commenda Cevoli. Francesco prese a livello perpetuo dalle monache di S. Anna di Pisa, con la facoltà di riscattare la proprietà, una casa posta in via S. Maria, di fronte al convento di S. Nicola. In questa zona, dove agli inizi del Settecento i Rosselmini trasferirono la loro residenza, furono da loro acquistati altri immobili, che vennero poi, nei secoli successivi, modificati, ampliati e ristrutturati. Francesco sposò Selvaggia Sozzifanti di Pistoia ed ebbe un figlio Giuseppe Gasparo, dal quale nacquero Cosimo, Ranieri, Simeone, l'arciprete Giuseppe e Maria Eleonora. Da Baldassarre di Ranieri nacquero Gherardo, Cosimo Antonio (1726-1789), Ferdinando e l'arciprete Carlo. Cosimo Antonio sposò Maddalena Neri Dragomanni dalla quale ebbe Gertrude, coniugata Giugni, e Baldassarre (1763-1833). Quest'ultimo nel 1780 vestì l'abito di cavaliere stefaniano; fu priore e gonfaloniere, nonché capitano e poi ufficiale del Reggimento Cacciatori a cavallo, del quale venne poi nominato tenente colonnello. Il 26 aprile 1790 Baldassarre sposò Anna di Saladino Dal Borgo e dalla loro unione nacquero Carlo Cosimo (1762-1872), arcidiacono della Primaziale di Pisa, Luigi (1794-1865), ciambellano del granduca Leopoldo II, e Gherardo, nato nel 1801 e morto a 22 anni. Luigi, che con rescritto granducale del 14 febbraio 1840 aggiunse al proprio il cognome Ricciardi, si sposò tre volte. Dalla prima moglie Emilia di Flaminio Dal Borgo ebbe quattro figli: due maschi morirono ancora piccoli; Marianna sposò Giulio Venerosi Pesciolini; Baldassarre (1831-1861) sposò Maddalena del conte Antonio Curini Galletti, dalla quale non ebbe figli maschi e questo ramo del casato si estinse nei Roncioni nel 1883. Dalla seconda moglie, Paolina di Ranieri de Fulger, sposata nel 1838, il conte Luigi non ebbe alcun figlio, mentre dalla terza, Angiola Prini Aulla, sposata nel 1845, nacquero tre maschi: due morirono all'età di un anno; il terzo, Gherardo (1851-1901) fu l'ultimo dei Rosselmini Ricciardi. Egli sposò nel 1888 Emilia di Cesare Marchini dalla quale ebbe due figlie: Berenice, morta nel 1926, e Laura (1889-1964), che convolerà a nozze nel 1921 con Giuseppe Mazzarosa Devincenzi (1888-1949).


Albero genealogico:
Un albero genealogico della famiglia Rosselmini e in particolare del ramo di Ranieri di Adovardo di Niccolò (Rosselmini di via S. Maria, poi, dal 1840, Rosselmini Ricciardi) è stato redatto da Daniela Stiaffini e pubblicato in Bollettino Storico Pisano del 1995.

Complessi archivistici prodotti:
Rosselmini Ricciardi, famiglia (complesso di fondi / superfondo)


Fonti:
ASFi, Deputazione sopra la nobiltà e la cittadinanza, n. XXVII, 27-29

Bibliografia:
Spreti Vittorio, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. I-VI, 1-2 (appendici), Milano 1928-1956, 804-805, vol. V
A. PANAJIA e G. VEZZOSI, Memorie di famiglia. Storia, curiosità, aneddoti e cronache di antiche casate pisane, Edizioni ETS, Pisa, 1994, pp. 125-141 (relative alla famiglia Giuli Rosselmini Gualandi) e pp. 157-178 (relative alla famiglia Mazzarosa Devincenzi Prini Aulla)
D. STIAFFINI, Palazzo Rosselmini di Pisa. Le vicende della proprietà immobiliare attraverso alcuni documenti inediti del XVI-XVIII secolo, in Bollettino Storico Pisano, a. 64 (1995), 233-245
A. Panajia, Il Casino dei Nobili. Famiglie illustri, viaggiatori, mondanità a Pisa tra Sette e Ottocento, con la collaborazione di Giovanni Benvenuti, Pisa, ETS, 1996, 107-109
AGLIETTI Marcella, Le tre nobiltà. La legislazione del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe, Pisa, ETS, 2000, 286

Redazione e revisione:
Biagioli Beatrice, 2011/11/24, revisione
Trovato Silvia, 2006/10/10, prima redazione
Trovato Silvia, 2009/09/25, rielaborazione


icona top