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Tupputi, famiglia

Place: Bisceglie (Barletta-Andria-Trani)
sec. XVIII - sec. XX

Headings:
Tupputi, Bisceglie (Barletta-Andria-Trani), sec. XVIII - sec. XX, SIUSA

Le vicende storiche della famiglia Tupputi sono strettamente connesse alle lotte liberali e risorgimentali tra il 1794 e il 1861. Il marchese Domenico Antonio Tupputi, di origine andriese, proprietario di una vasta tenuta nei territori di Andria e Bisceglie, si trasferì a Bisceglie in seguito al suo matrimonio con la gentildonna Nicoletta Fiori. Aveva studiato a Napoli conseguendo la laurea in medicina, ma appassionandosi anche alle lettere. I Tupputi si trasferirono nel palazzo di famiglia, certamente il più pregevole della città, costruito nel secolo XVI probabilmente dalla famiglia Frisari, acquistato intorno alla metà del Settecento e rimaneggiato e decorato dai nuovi proprietari. Nel 1794 Domenico Antonio Tupputi fu tra i più appassionati sostenitori delle nuove idee liberali e affiancò altri cittadini, come il monaco benedettino Ippolito Berarducci, nei moti che portarono alla nascita della Repubblica Partenopea. Arrestato, fu condannato a quattro anni di carcere che scontò sull'isola di Pantelleria. Scontata la pena, il Tupputi riprese la lotta in Terra di Bari. Insieme al cognato Massimo Fiori, monaco benedettino, e ad altri religiosi, tentò di innalzare la bandiera francese ad Andria. In seguito ai moti e ai disordini conseguenti, e vista anche la violenta reazione dei seguaci dei Borboni si scatenò una violenta repressione che costrinse il Tupputi a fuggire a Napoli, anche per sostenere la vacillante Repubblica, sfuggendo così alla strage del 25 marzo 1799. Alla caduta della Repubblica partenopea Tupputi fu arrestato e condannato a morte. La pena gli fu commutata in 20 anni di esilio e nella confisca di tutti i beni. Tupputi, insieme alla famiglia, seguì il generale Guglielmo Pepe a Marsiglia e si trasferì poi a Parigi, dove studiò Agraria e pubblicò la "Istoria del Regno di Napoli" e le "Reflections", in cui propose una serie di riforme per alleviare le misere condizioni economiche del regno. Queste nuove pubblicazioni valsero a Domenico Antonio Tupputi, che già era membro dell'accademia romana degli Arcadi, l'ingresso in alcuni circoli culturali della capitale francese. Poco dopo partì alla volta della Spagna con le armate napoleoniche, seguito anche da suo figlio Ottavio, guadagnandosi il grado di colonnello. Al termine della campagna iberica tornò a Bisceglie, dove riprese il suo impegno politico venendo nominato Gran Maestro della locale Vendita carbonara e poi capo della setta dei "Greci in Solitudine", alla quale aderirono borghesi, contadini e artigiani. Il 5 luglio del 1820, in seguito ai moti liberali scoppiati nelle guarnigioni militari di Nola e di Avellino e all'insurrezione di Foggia, a Bisceglie ebbe luogo un evento storico. Al pianterreno di palazzo Tupputi (intitolato per l'occasione "Palazzo Nazionale"), infatti, si riunì la "Dieta delle Puglie".

Generated archives:
Tupputi, famiglia (fondo)


Bibliography:
M. COSMAI, 'Bisceglie nella storia e nell'arte. Vita di un comune pugliese', Bari, Levante, 1982.
G. DE NINNO, 'Le Vendite dei Carbonari in Terra di Bari nel 1820-21', in «Rassegna Pugliese», v. XIII.
G. LA NOTTE - M. INGRAVALLE (a cura di), 'Ottavio Tupputi. Avvenimenti politici a Bisceglie dal 1820 all'unità d'Italia', con prefazione di G. Liberati, Molfetta, Mezzina, 2002.
G. C. BERARDUCCI - V. BISCEGLIA, 'Cronache dei fatti del 1799', Bari, Laterza, 1900.
M. A. TERLIZZI, 'Ottavio Tupputi', Trani, Paganelli, 1911.

Editing and review:
Latrofa Pasqua Vita - direzione lavori Carla Palma, 2008/07/15, prima redazione
Mincuzzi Antonella - supervisore Rita Silvestri, 2017/01/04, revisione


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