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Soresina Vidoni

Luogo: Cremona
sec. XIV - 1895

Marchesi di San Giovanni in Croce, titolo riconosciuto a Francesco Soresina Vidoni il 13 maggio 1675. Il 12 luglio 1817, Giuseppe Antonio Soresina Vidoni fu creato principe dell'Impero da Francesco I d'Austria.

Intestazioni:
Soresina Vidoni, Cremona, sec. XIV - 1895

Altre denominazioni:
Soresina, sec. XIV - 1681
Garavaglia de' Soresina, 1878-1895

I Soresina erano una antica famiglia milanese trasferitasi a Cremona dopo la vittoria del partito visconteo a Milano. I primi nomi ricordati in città sono quelli di Tommaso "capitaneus populi" nel 1303 e di Giovanni che nel 1358 si iscrisse all'albo dei "cusidici", che praticavano la professione di notai e avvocati. Giorgio di Giorgio Soresina (1559-1617), nel 1579 acquistò a Cremona la torre medievale dei fratelli Alessandro e Carlo Schinchinelli, il figlio Niccolò (+ 1627), sposo di Fulvia del Pesce, nel 1613 acquistò il palazzo di città, e il nipote Giorgio (n. 1612) sposò Margherita di Cesare Vidoni, ultima della sua famiglia.
Margherita era la sorella di Pietro Vidoni (1610-1681), nunzio apostolico in Polonia dal 1652 al 1660, prima di essere creato cardinale da Alessandro VII nel 1661. Fu lui a lasciare al nipote Francesco, figlio di Margherita e di Giorgio Soresina, il feudo di San Giovanni in Croce, acquistato dal fratello Cesare nel 1622, il palazzo romano e il cognome dei Vidoni, la famiglia giunta a Cremona dalle Fiandre nel corso del XV secolo e che lì aveva fatto fortuna, da aggiungere al proprio. Francesco, gentiluomo di camera di Vittorio Amedeo II duca di Savoia e cavaliere di corte di Giovanni II di Polonia, il 13 maggio 1675 fu ufficialmente investito da Carlo II re di Spagna, che già lo aveva decorato del Toson d'oro, del marchesato del feudo di San Giovanni in Croce. Egli, nel 1676, sposava Bianca Schinchinelli e il figlio della coppia, Giuseppe Antonio, fu nominato erede universale dello zio Giulio Schinchinelli (+ 1711). L'omonimo nipote Giuseppe Antonio (1760-1822), figlio di Cesare Francesco e di Dorotea Pallavicini, ebbe il titolo riconfermato dall'imperatore d'Austria Francesco I che nel 1817 lo elevò al grado di principe dell'Impero. Egli sposò Carlotta Khevenhüller-Metsch (1763-1858) ed ebbe due figli. Il primogenito Giovanni (1788-1836) che sposò Elena Boutourlin e il secondogenito, Bartolomeo, che nel 1859 aveva adottato Paolo Garavaglia, cavaliere di Malta: questi, alla morte di Bartolomeo del 1878, ne ereditò parte dei beni e aggiunse al proprio il nome dei Soresina.
Maria Carolina (1835-1895), figlia del primogenito Giovanni, trasmise invece la parte dei beni del padre, comprendenti San Giovanni in Croce e Cavallara (che gli proveniva dagli Schinchinelli), al marito Tommaso Francesco Mocenigo Soranzo e alla figlia Maria Concetta, che nel 1863 sposava il toscano Giuseppe Giuntini.

Arme: Soresina: "Fasciato d'oro e di nero". Vidoni: "D'argento, alla torre di rosso merlata di quattro pezzi alla ghibellina, aperta e finestrata del campo, fondata sulla pianura erbosa, ed alla vite di verse, , fruttifera di bianco al naturale; alla porta della torre, ed accollante, detta vite entrando ed uscendo per le finestre della torre, di cui corona la cima".

Complessi archivistici prodotti:
Soresina Vidoni, famiglia (fondo)


Bibliografia:
Lidia Azzolini, Palazzi e case nobiliari dell'Ottocento a Cremona, Cremona 2001, 178-181
Lidia Azzolini, Palazzi del Cinquecento a Cremona, Cremona, Turris, 1996, 69-78, 160-163
Maria Gemma Paviolo, I testamenti dei cardinali. Pietro Vidoni (1610-1681), edito in proprio, 2015
Benedetta Dubini, Il castello della dama con l'ermellino. La Rocca di San Giovanni in Croce (Cremona), Milano, 2004, 37-51

Redazione e revisione:
Insabato Elisabetta, 2015/11/16, supervisione della scheda
Romanelli Rita, 2015/11/15, prima redazione


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