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Cavoli Alfio

Manciano 1927 ago. 22 - Roma 2008 set. 30

Intestazioni:
Cavoli, Alfio, pubblicista, politico, storico, (Manciano 1927 - Roma 2008)

Alfio Cavoli è nato a Manciano il 22 agosto 1927 da una famiglia operaia di origini contadine. Ha insegnato per circa quarant'anni nella scuola media di Manciano e in altre della provincia, ricoprendo anche incarichi direttivi. E' stato consigliere comunale dal 1965 al 1975, assessore ai Lavori pubblici e urbanistica nel 1970, assessore alla Cultura, alla pubblica istruzione e al turismo dal 1976 al 1990. Come assessore alla Cultura ha contribuito a istituire il museo archeologico di Manciano (inaugurato nel 1985) e la pinacoteca dedicata a Pietro Aldi e Paride Pascucci.
Tra i numerosi incarichi ricoperti segnaliamo: membro della Comunità montana delle Colline del Fiora, componente del Comitato per la programmazione comunale (1969), membro del Distretto scolastico di Manciano, ispettore onorario per l'archeologia, presidente dell'Associazione archeologica mancianese (1978), presidente della Biblioteca comunale (dal 1980 al 1990). Giornalista pubblicista, ha collaborato a numerosi quotidiani e periodici con contributi per la maggior parte dedicati alla tutela dell'ambiente, al recupero e alla salvaguardia del patrimonio culturale e alla memoria storica maremmana.
Tra i quotidiani e i periodici nei quali Alfio Cavoli ha scritto citiamo: "Il Telegrafo" (dove per molti anni ha curato le rubriche "Nel mondo dell'arte" e "Oggi in libreria"), "Paese Sera", "Il Tirreno", "Il Tempo", "Confronti", "Panorama Etrusco", "Bollettino della Società Storica Maremmana", "Toscana Qui", "Eco d'Arte Moderna", "Archeologia Viva", "Quaderni di Cultura Contadina", "Stazione di Posta", "Tuscia", "Maremma e Dintorni", "Nero su Bianco - Corriere della Maremma", "Antiche Dogane". Dagli anni '60 si è dedicato alla storia della Maremma sotto vari aspetti, pubblicando poco meno di quaranta volumi. Nella veste di ricercatore e divulgatore Alfio Cavoli ha riservato un posto di primo piano al fenomeno del brigantaggio maremmano, pubblicando, tra i vari titoli, "Briganti in Maremma" (1970), "Il giustiziere di Cellere. Storia di omicidi di Domenico Tiburzi" (1975), "Briganti in maremma. Storia e leggenda" (1983), "La Maremma dei briganti" (1990), "Lo sparviere della Maremma. Il brigante Stoppa" (1990), "Tiburzi, l'ultima notte. Verità di vita e di morte nella Maremma dei guitti e dei briganti" (1994), "Tiburzi, la leggenda della Maremma" (1996). Sempre su questo tema Alfio Cavoli è stato consulente e autore del testo del documentario di Sergio Rossi "Banditi della Maremma tosco-laziale dell'800", prodotto nel 1986 per il Dipartimento Scuola Educazione della Radio televisione italiana, e nel 1996, del film "Tiburzi" di Paolo Benvenuti.
Sempre come studioso, importanti sono i contributi che Alfio Cavoli ha dedicato ai pittori mancianesi Paride Pascucci e Pietro Aldi. Su questo tema nel 1978 pubblica il volume "Paride Pascucci. Testimonianze inedite per una biografia dell'artista maremmano" e nel 1980, insieme a Bianca Saletti Asor Rosa e Lilio Niccolai, "Paride Pascucci (catalogo della mostra tenuta a Manciano nel 1979)"; invece, nel 1981, insieme a Piero Bargellini, Bruno Santi e Lilio Niccolai, pubblica il volume "Pietro Aldi". Tra il 1987 e il 1988, Alfio Cavoli ha contribuito alla realizzazione dei cataloghi Mazzotta sempre su Paride Pascucci e Pietro Aldi, a cura di Giovanni Marziali e con l'introduzione di Enrico Crispolti. Nel 1993 Cavoli ha ricevuto il "Grifone d'oro" della città di Grosseto. E' morto il 30 settembre 2008.


Complessi archivistici prodotti:
Cavoli Alfio (fondo)


Bibliografia:
A. CAVOLI, "Un amore chiamato Maremma", in "Il Venerdì di Repubblica" (supplemento del quotidiano "La Repubblica"), n. 254, 8 gennaio 1993

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Laurito Marco, prima redazione
Lenzi Marco, revisione


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