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Dello Sbarba Arnaldo

Volterra (Pisa) 1873 ago. 12 - Pisa 1958 gen. 28

Giurista
Politico

Intestazioni:
Dello Sbarba Arnaldo, giurista, politico, (Volterra, 1873-Pisa, 1958)

Arnaldo Dello Sbarba, nato a Volterra il 12 agosto 1873 da Cherubino e da Ida Veroli, dopo aver conseguito la maturità classica nella città natale, compì gli studi universitari a Pisa e si laureò nel 1895.
Nel gennaio 1897 si iscrisse all'Albo degli Avvocati e Procuratori di Pisa e aprì uno studio legale a Volterra. Noto, sin dal 1894, alle autorità come "uno dei più attivi propagandisti delle idee socialiste", Dello Sbarba fu redattore capo de «Il Martello», battagliero organo di stampa dei socialisti volterrani, e collaborò al settimanale pisano «Il Lavoratore» (successivamente, nel 1910, sarebbe divenuto proprietario del settimanale «La Rinascita» ).
Nel novembre 1908 fu eletto consigliere provinciale del mandamento di Piombino. L'anno successivo fu candidato socialista alla Camera dei deputati nel collegio elettorale di Lari, risultando tuttavia sconfitto dal candidato monarchico Emilio Bianchi. Alla morte di quest'ultimo, Dello Sbarba - che nel 1910 aveva trasferito a Pisa la sua dimora e il suo studio legale - si ripresentò nel collegio larigiano e venne eletto.
Dopo il XIII congresso del Partito socialista (Reggio Emilia, luglio 1912), si avvicinò alle posizioni di Bissolati e Bonomi. In occasione delle elezioni politiche del 1913, rifiutò l'invito della direzione socialista a rientrare nei ranghi e si trovò a competere con un candidato del suo partito d'origine e con esponente monarchico.
Grazie a una campagna elettorale rivolta principalmente ai ceti medi rurali e improntata alla difesa della piccola proprietà, riuscì, comunque, a farsi rieleggere. Interventista della prim'ora, Dello Sbarba si arruolò volontario nell'esercito e partecipò al primo conflitto mondiale come sottotenente nell'artiglieria di montagna, congedandosi infine col grado di capitano.
Nel 1918 fu presidente del gruppo di lavoro parlamentare per la revisione della legislazione sulla cooperazione e commissario della giunta parlamentare per il regolamento interno. Rieletto per la terza volta alla Camera nel 1919 (collegio di Pisa-Livorno-Lucca-Massa Carrara), Dello Sbarba ricoprì nell'immediato primo dopoguerra importanti incarichi governativi: fu Sottosegretario di Stato per le terre liberate nel governo Nitti e Sottosegretario per la Giustizia e il Culto nell'ultimo Ministero Giolitti. Nel 1921 aderì ai blocchi nazionali e fu riconfermato deputato nella circoscrizione toscana del litorale tirrenico. La carriera di Dello Sbarba raggiunse il suo akmé con la nomina a ministro del Lavoro e della Previdenza sociale nei due governi Facta. In questo periodo il parlamentare volterrano fu anche insignito del titolo di Grande Ufficiale dell'Ordine Mauriziano (1920) e del Gran Cordone della Corona (1922). Con l'avvento al potere di Mussolini, l'attività parlamentare di Dello Sbarba (che risultava legato alla massoneria) si ridusse notevolmente. Oggetto di beffe e di violenze da parte dei fascisti pisani, l'ex-ministro del Lavoro si avvicinò a Cesare Rossi, capo ufficio stampa della presidenza del Consiglio, e guardò con interesse all'attività degli esponenti più moderati del regime. Deluso per la mancata candidatura, alle elezioni del 1924, nel "listone" e indignato per la barbara uccisione di Giacomo Matteotti, Dello Sbarba abbandonò l'attività politica e tornò a Pisa per esercitare a tempo pieno l'attività forense.
Negli anni della dittatura, egli mantenne un atteggiamento di indifferenza nei confronti del fascismo e nel 1929 fu esentato dalla vigilanza di polizia. Dopo l'8 settembre 1943, Dello Sbarba entrò a far parte del C.L.N. (Comitato di liberazione nazionale) di Pisa.
Nel secondo dopoguerra svolse una limitata attività politica (fu candidato nelle file della saragattiana Unità socialista alle elezioni politiche del 18 aprile 1948, senza, tuttavia, risultare eletto; fu consigliere comunale del Psdi, a Pisa, nei primi anni Cinquanta).
Ricoprì, con tutto ciò, un ruolo di primo piano nella vita di importanti istituzioni di interesse pubblico (fu presidente dell'Ospedale psichiatrico di Volterra, degli Spedali Riuniti di Santa Chiara, della Cassa di Risparmio di Pisa, dell'ACI (Automobile club italiano) di Pisa, dell'Ordine degli Avvocati del Foro pisano e del Comitato provinciale della Croce Rossa Italiana ). Dello Sbarba morì a Pisa il 28 gennaio 1958.


Complessi archivistici prodotti:
Dello Sbarba Arnaldo (fondo)


Bibliografia:
"Dizionario Biografico degli Italiani", Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, vol. 38 (da "Della Volpe" a "Denza", 1990), sub voce (Dizionario biografico degli italiani)
P. FERRINI, "Arnaldo Dello Sbarba", in "Rassegna Volterrana", 24-25-26 (1958), pp. 92-97
"Atti del Parlamento Italiano. Discussioni. Camera dei deputati", legislature 23-26 (14 marzo 1909 - 6 aprile 1924)
"Guida agli archivi delle personalità della cultura in Toscana tra '800 e '900. L'area pisana", a cura di E. Capannelli e E. Insabato, Firenze, Olschki, 2000, pp. 118-121

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Cavera Giovanni, prima redazione
Lenzi Marco, revisione
Morotti Laura, 2011/11, rielaborazione


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