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Barbèra Gaspero

Torino 1818 gen. 12 - Firenze 1880 mar. 13

Stampatore e amministratore del giornale «La Nazione», 1859 - 1870
Tipografo, editore

Intestazioni:
Barbèra, Gaspero, editore (Torino 1818 - Firenze 1880)

G. B. era figlio di mercanti di stoffe torinesi i quali, benché di modeste condizioni, fecero frequentare al figlio una scuola di latino e le scuole italiane istituite a Torino nel 1830. A quindici anni G. B. trovò lavoro come apprendista in un negozio di stoffe e nel tempo libero ebbe modo di dedicarsi alla lettura e riuscì a procurarsi una cultura, magari lacunosa, ma fondata su precise e solide tradizioni. Dopo un breve periodo trascorso nel Canton Ticino, tornato a Torino il B. trovò lavoro presso un libraio e nel 1840, attraverso Giuseppe Pomba, conobbe l'editore milanese Paolo Fumagalli che si trovava a Firenze. A Firenze, dove si era trasferito per lavorare con il Fumagalli, il B. ebbe modo di frequentare il Gabinetto Vieusseux e conoscere eminenti letterati; nel 1841 iniziò la sua collaborazione con Felice Le Monnier nella cui libreria rimase per quattordici anni ed ebbe parte grandissima nella fondazione della celebre collana "Biblioteca Nazionale". Nel 1854, aiutato finanziariamente dal marchese Filippo Antonio Gualterio, si associò con Celestino Bianchi e con altri quattordici azionisti proprietari di una tipografia deficitaria per fondare la nuova società "Barbèra, Bianchi e Comp."; la sede fu trasferita da piazza Santa Croce in un locale di via Faenza che prima era un deposito di grano. Nel 1860 Celestino Bianchi entrò nella vita politica, sciolse la società e il B. continuò a gestire da solo la tipografia editrice, diventandone unico proprietario. B. fu un imprenditore moderno e attento a cogliere i segni di una situazione politica che stava profondamente cambiando e svolse a Firenze, in un ambiente moderato e per tutto il decennio preunitario fino al trasferimento della capitale a Roma, un'importante funzione di aggregazione culturale. Di tendenza liberale, la Tipografia B. diffuse tra il 1858 e il 1860 molte pubblicazioni di carattere politico. Nel 1858, per querela dell'arcivescovo Giovacchino Lamberti, B. subì un processo dopo la pubblicazione della "Storia del Concilio di Trento" del Sarpi e con la sua assoluzione B. si riaffermò come editore di fiducia dei liberali moderati. Nello stesso anno, dopo l'alleanza franco-piemontese che faceva prevedere una nuova guerra all'Austria, la Tipografia B. diffuse l'opuscolo "Toscana e Austria" e fu perquisita dalla polizia che in seguito vietò rigorosamente qualsiasi scritto politico. Nel 1859 nacque il giornale «La Nazione», voce ufficiosa dei moderati e del governo provvisorio della Toscana; B. ne fu stampatore e amministratore fino al 1870. Nel campo della produzione libraria B. considerava inscindibile l'attività economica e quella morale di un editore. Avvertì che il pubblico era interessato al dibattito legato alla politica, all'attualità, alla questione linguistica e alla letteratura italiana ma capì anche che era importante divulgare opere che avessero largo smercio nelle scuole, scritte in forma chiara e funzionale. Fu così, per attirare il maggior numero di lettori, proponendo opere classiche e capolavori della letteratura italiana che nacque la curata ed elegante "Collezione Diamante". I volumetti della "Diamante" entrarono in molte case italiane e rappresentarono per la Ditta B. un grosso successo editoriale ed economico. Il B. ebbe anche il merito di aver creduto nel giovane Giosuè Carducci al quale affidò la responsabilità di coordinatore e di curatore della collana. Dopo la morte di G. B. vennero pubblicate le sue "Memorie di un editore" (1883) e, nel 1904, gli "Annali bibliografici e catalogo delle edizioni Barbèra, Bianchi e C. e di G. Barbèra con elenco di libri, opuscoli e periodici stampati su commissione (1854-1880)" (ripubblicati con addenda nel 1918).


Soggetti produttori:

Successori:
Barbèra Piero


Complessi archivistici prodotti:
Barbèra Gaspero (fondo)
Barbèra Gaspero e Piero (fondo)


Bibliografia:
R. Di Loreto D'Alfonso, "Le carte Barbèra, in Editori a Firenze nel secondo Ottocento", Atti del convegno (13-15 novembre 1981), a cura di I. Porciani, Firenze, Olschki, 1983, 95-105
"Dizionario Biografico degli Italiani", Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, 1960-, vol. VI, pp. 153-155, sub voce
C. Vasoli, "Un editore fiorentino: Gaspero Barbèra", in "Editori a Firenze nel secondo Ottocento, Atti del convegno (13-15 novembre 1981)", a cura di I. Porciani, Firenze, Olschki, 1983, 21-41
[Archivio Barbèra presso la Casa Editrice Giunti], in Consiglio nazionale delle ricerche-Sovrintendenza archivistica per la Toscana, Archivi di imprese industriali in Toscana, Firenze, All'Insegna del Giglio, 1982, 109-110
R. Di Loreto D'Alfonso, Le carte Barbèra, in «Rassegna storica della Toscana», a. XXVIII, nn. 1-2 (1982) pp. 39-114 e 253-307; a. XXXIX, n. 1 (1983), pp. 103-148
G. Barbera, "Lettere di Gaspero Barbèra tipografo editore 1849-1879", Firenze, 1914
D. Frezza, "Paternalismo e self-help in Gaspero Barbèra", in !Editori a Firenze nel secondo Ottocento, Atti del convegno (13-15 novembre 1981)", a cura di I. Porciani, Firenze, Olschki, 1983, 107-126
C. M. Simonetti, "I percorsi dell'editoria fiorentina", in «Biblioteche oggi», X (1992), n. 2, marzo-aprile, 195-227

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Delfiol Renato, prima redazione
Di Loreto Rosaria, prima redazione
Porciatti Gianna, rielaborazione


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