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Apolloni Apollonio

Montelaterone di Arcidosso 1813 nov. 27 - Pisa 1904 lug. 4

Intestazioni:
Apolloni, Apollonio, medico, (Montelaterone 1831- Pisa 1904)

Apollonio Apolloni nacque a Montelaterone nel comune di Arcidosso il 27 novembre 1831 ma visse a Grosseto con la famiglia. Rimasto orfano del padre fu accolto dallo zio dott. Raffaello Lepri, fratello della madre, direttore dell’ospedale di Massa Marittima, il quale provvide ai suoi studi. Apollonio studiò prima nel seminario di Massa Marittima, poi fu mandato a Firenze a studiare diritto che però abbandonò per passare agli studi di medicina. A Firenze conobbe Giovanni Morandini e i fratelli Annibale Riccardo Lapini ed entrò a far parte della Giovine Italia, era il 1847. Il 29 maggio del 1848 partecipò come volontario alla battaglia di Curtatone e rimase ferito. Terminata la guerra gli fu imposta una ferma di tre anni con il grado di sergente. Al congedo riprese gli studi e l’attività nella Giovine Italia. Nel 1853 partecipò ai fallimentari moti insurrezionali. Nel 1854 si laureò in medicina e iniziò la sua attività. Fu medico a Scansano e a Gavorrano. Intanto nel 1856 aveva sposato Marianna Garzelli di Massa Marittima. Dal matrimonio nacquero tre figli: Elina, Arnaldo e Itala. Nel 1859 dopo la cacciata del Granduca da Firenze proclamata la guerra all’Austria si arruolò nel corpo dei Cacciatori di Garibaldi. Alla fine del 1859 si trasferì a Massa Marittima dove iniziò l’attività di Chirurgo Infermiere presso l’Ospedale S. Andrea. All’epoca a Massa si era costituito intanto un attivissimo Comitato di Soccorso (presidente Giulio Lapini) in appoggio a Garibaldi per l’acquisto di un milione di fucili e per l’ impresa di Sicilia. Dopo il fallimento della spedizione Zambianchi nell’impresa dei Mille, a cui parteciparono molti massetani, fu decisa, dopo lo sbarco di Garibaldi in Sicilia, una spedizione per raggiungere il generale a cui aderirono settantadue giovani guidati dall’Apolloni. Questa volta l’impresa riuscì e i volontari massetani parteciparono alla battaglia del Volturno. Intanto per proseguire nell’azione con la liberazione di Roma e Venezia furono costituiti i Comitati di Provvedimento. Quello di Massa Marittima fu istituito l’11 gennaio 1861 su iniziativa dell’Apolloni e aggregato al Comitato centrale di Genova. L’opera del Comitato con l’Apolloni alla presidenza non si limitava a sostenere le imprese garibaldine, ma svolgeva un importante ruolo di propaganda politica e sociale, facendo nascere nel proprio ambito altre iniziative utili a rinsaldare il movimento democratico e al riscatto delle classi più popolari.
In quegli anni l’Apolloni infatti organizzò un corpo di giovani che dovevano presentarsi in guerra come i Carabinieri dell’Ombrone . Fu promotore delle Società del Tiro a Segno per l’addestramento dei giovani alle armi. Partecipò alla fondazione della Fratellanza Artigiana affiliata alla Fratellanza Artigiana di Firenze. Associazione mutualistica di grande rilevanza, la Fratellanza Artigiana promosse tra il 1863 e il 1864 le scuole serali per gli operai e cicli di conferenze. Nel 1862 dopo Aspromonte i Comitati di Provvedimento furono sciolti d’autorità e l’Apolloni nell’agosto 1862 subì una perquisizione in casa e l’arresto per detenzione di armi. Di conseguenza, nel settembre 1862, con ordinanza del Prefetto, l’Apolloni fu sospeso dall’incarico che aveva presso l’Ospedale di Sant’ Andrea con l’accusa di aver eccitato la gioventù massetana contro il Governo, e allontanato da Massa Marittima. Costretto a trasferirsi altrove visse per qualche anno a Porto S. Stefano. Nel 1866 l’Apolloni viveva a Cecina quando insieme a molti altri volontari si arruolò nell’esercito di Garibaldi per le operazioni in Tirolo nella guerra per Venezia contro l’Austria, guadagnando una medaglia al valore . Nel 1867 si unì con Niccola Guerrazzi alla disastrosa spedizione garibaldina per la conquista di Roma che finì con la sconfitta di Mentana. Senza dubbio la sua attività professionale risentì molto della sua attività politica. Sempre sospettato dalle autorità, fu arrestato al Fitto di Cecina, dove viveva, il 12 maggio 1870 e incarcerato a Volterra per aver preso parte ad un tentativo di invasione armata dello Stato Pontificio arruolando giovani nella zona. Rilasciato poco dopo riprese la sua attività di medico e Ispettore sanitario delle strade ferrate. Morì a Pisa il 4 luglio 1904.


Complessi archivistici prodotti:
Badii Gaetano (fondo)


Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Soldatini Simonetta, ottobre 2008, prima redazione


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