Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Soggetti produttori

Soggetti conservatori

Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Persone » Soggetto produttore - Persona

Ruschi Rinaldo

Pisa 1817 - Pisa 1891 feb. 3

Amministratore
Politico

Intestazioni:
Ruschi Rinaldo, amministratore, politico, (Pisa, 1817-Pisa, 1891)

Rinaldo Ruschi nacque a Pisa nel 1817.
Dei quattro figli maschi di Giovan Battista Ruschi (gli altri erano Pietro, 1806-1865, Francesco, 1807-1875 e Leopoldo detto Poldo, 1810-1882), fu quello che svolse una più intensa e brillante attività pubblica.
Laureato in Matematica nell'ateneo pisano, lo troviamo prestare attivamente la sua opera nell'organizzazione dei soccorsi alle popolazioni locali in occasione delle inondazioni del Serchio (1843) e dell'Arno (1844). Politicamente attivo, fece parte nel 1847 della Guardia civica pisana con il grado di capitano comandante di compagnia; l'anno successivo partecipò con il battaglione universitario toscano alla campagna militare in Lombardia: fatto prigioniero dagli Austriaci, fu successivamente liberato. Nell'ambito della vita cittadina svolse importanti incarichi: tra questi si ricorda la carica di sovrintendente del Conservatorio dei poveri orfani (1848-63), già ricoperta dal padre Giovan Battista. Sempre a Pisa si occupò del progetto del Nuovo teatro notturno per il quale venne nominato commissario tecnico (1864-65).
Nell'agosto 1868 assunse la carica di presidente della Accademia di belle arti di Pisa, che conservò fino al 1877 quando dette le dimissioni.
Nell'ambito provinciale fu membro del Consiglio di Prefettura di Pisa e fece parte, come segretario, della commissione per la riforma della Amministrazione dei fiumi e dei Fossi della Provincia di Pisa (1859-60). L'anno 1859 lo vide particolarmente impegnato sul fronte politico: membro della Consulta di governo istituita nel maggio 1859 dal Governo provvisorio, venne eletto deputato dell'Assemblea dei rappresentanti toscani nell'agosto 1859 e fece parte della deputazione toscana che si recò a Torino in quello stesso anno.
Sulla sua partecipazione alla deputazione restano in Archivio lettere e documenti, compresa la delibera del 7 settembre 1859 del Consiglio comunale di Torino che conferì la cittadinanza ai componenti la deputazione (Ugolino della Gherardesca, Scipione Bichi Borghesi, Rinaldo Ruschi, Giova Battista Giorgini e Pietro Augusto Adami). Eletto deputato al Parlamento nazionale nel 1860, fu riconfermato alle elezioni politiche del 1861 e ancora a quelle del 1865: come deputato si occupò della regimentazione delle acque del Padule di Bientina così come della regolamentazione delle acque della intera provincia pisana.
Nel 1868 (12 marzo) fu nominato senatore del Regno dal re Vittorio Emanuele II che un mese dopo lo nominava cavaliere della Corona d'Italia.
In qualità di senatore partecipò in parlamento alla battaglia per l'abolizione della pena di morte (1875). Nonostante il suo impegno al Parlamento nazionale, continuò a partecipare alla vita politica locale: fu consigliere provinciale (1865-1869) e consigliere comunale a Pisa (1865-1869) e più tardi a Calci (1874-1881).
Fu socio di numerose accademie e istituzioni culturali e scientifiche toscane e non: tra queste la Società aretina di scienze, lettere e arti (socio corrispondente, 1844), l'Accademia dei georgofili (socio corrispondente, 1853) e l'Accademia valdarnese del Poggio di Montevarchi (1856). Oltre a svolgere un ruolo importante come proprietario terriero, Rinaldo Ruschi va ricordato per avere impiantato, insieme al fratello, a Calci, nel 1852, una filanda per la trattura della seta, in concomitanza con la favorevole apertura di un mercato per il commercio di seme - bachi; questa attività, insieme ad altre di carattere agricolo della famiglia (olivicoltura, molitura dell'olio, frullini e numerosi mulini da grano) ebbe notevole sviluppo, fino ad occupare nel periodo di massima espansione circa cento operai.
Raggiunto il massimo di espansione negli anni Settanta dopo un periodo di stasi nel ventennio di fine secolo, la filanda fu chiusa nei primi decenni del Novecento.
Sempre nell'ambito dei suoi interessi per l'industria manifatturiera, si ricorda che partecipò alla I Esposizione dei cotoni italiani nell'aprile 1864 e fu membro della Société internationale des texiles , con sede a Milano.
Morì a Pisa il 3 febbraio 1891.


Complessi archivistici prodotti:
Ruschi, Francesco e Rinaldo (fondo)


Bibliografia:
A. D'Ancona, "Ricordi ed affetti: in memoria d'illustri italiani, ricordi di maestri, discepoli e amici, ricordi di storia contemporanea (con saggi di musica popolare), ricordi autobiografici ed affetti domestici", Milano, F.lli Treves, 1902 ("Nuova edizione considerevolmente aumentata", Milano, F.lli Treves, 1908)
M. Rosi (diretto da), "Dizionario del Risorgimento nazionale: dalle origini a Roma capitale: fatti e persone", Milano, Vallardi, 1930-1937, voll. 4, vol. 4 "Le persone: R-Z", Milano, Vallardi, 1937, sub voce (p. 149)
R. Nieri, "Amministrazione e politica a Pisa nell'età della Destra storica", Giuffrè, Milano, 1971
Toschi Luca, L'epistolario di F.D. Guerrazzi. Con il Catalogo delle lettere edite e inedite, Firenze, Olschki, 1978
A. POLSI, "Possidenti e nuovi ceti urbani: l'élite politica di Pisa nel ventennio post-unitario", in "Quaderni storici", nuova serie, vol. 56, anno 19 (1984), n. 2 (maggio-agosto), pp. 493-516
E. FERRINI, "Emilia Toscanelli e le vicende politiche del 1848-1849: confronto tra il diario ed il carteggio", in "Bollettino storico pisano", anno 67 (1998), pp. 143-178
N. CARRANZA, "La Toscana negli anni 1848 e 1849 nella corrispondenza di Marco Tabarrini con Cesare Studiati", in "Bollettino storico pisano", anni 36-38 (1967-1969), pp. 169-221

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Colotto Anna, prima redazione
Insabato Elisabetta
Lenzi Marco, revisione
Morotti Laura, 2011/11, rielaborazione


icona top