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Banchi Luciano

Radicofani (Siena) 1837 dic. 27 - Siena 1887 dic. 4

Archivista
Dirigente: Stato, 1865 - 1887
Politico

Intestazioni:
Banchi, Luciano, dirigente pubblico, archivista, politico, (Radicofani 1837 - Siena 1887)

Altre denominazioni:
Labano Cinuchi

Luciano Banchi, figlio di Luigi e della sua seconda moglie Barbera Modesti, a seguito degli spostamenti fatti dal padre quale direttore di uffici postali, trascorse l'infanzia ad Arezzo, Pisa - dove iniziò a studiare presso un istituto privato fondato da Antonio Guadagnoli - e a Siena, dove giunse nel 1848, all'età di 11 anni. Morto Luigi nel 1850, la famiglia Banchi si trovò in uno stato di grande indigenza. Ciò nonostante la vedova riuscì a far condurre studi regolari sia a Luciano, sia al secondo figlio Vittorio, affidandone l'istruzione ai padri scolopi del Collegio Tolomei. Mentre Luciano, avviato allo studio dei classici, della lingua francese e di quella tedesca si sarebbe dedicato agli studi universitari, il fratello Vittorio avrebbe egli stesso aderito all'Ordine calasanziano e quindi, come padre scolopio, si sarebbe dedicato per tutta la vita all'attività educativa. Iscrittosi nel 1854 al corso di notariato presso l'Università senese, Luciano Banchi ebbe modo di approfondire gli studi nell'ambito giuridico. Di simpatie liberali, egli venne in questi anni a far parte di una piccola società di studenti universitari che univano ideali risorgimentali a pretese di composizione letteraria (gli "Amici callofili") e in quel contesto scrisse, tra l'altro, un dramma ("Giovacchino Murat") di cui nel 1857 la polizia proibì la rappresentazione. Egli, parallelamente collaborò al periodico locale "Indicatore senese", ricorrendo anche all'anagramma Labano Cinuchi, con articoli talora rivelatori di posizioni rivoluzionarie.
Ottenuta l'idoneità professionale, Banchi entrò come aiuto ministro del censo nella cancelleria comunitativa di Montalcino il 5 agosto 1859 e, il mese dopo, fu trasferito quale commesso sottoarchivista all'Archivio di Stato di Siena - istituito il 17 novembre dell'anno precedente - su richiesta del direttore Filippo Luigi Polidori. Di fatto fin dall'ingresso in Archivio di Stato, Luciano Banchi si trovò a dirigere le operazioni di concentrazione e ordinamento dei fondi documentari che nei primi anni Sessanta dell'Ottocento pervenivano a Palazzo Piccolomini. Nel 1865, alla morte del Polidori, egli divenne direttore reggente dell'Archivio e dal 1875 al 1887 direttore. L'attività di Luciano Banchi seguì dapprima l'impostazione teorica e pratica diffusa in Toscana da Francesco Bonaini, con la cesura fra documentazione di Repubblica e Granducato. Rivista in seguito questa impostazione, Luciano Banchi a partire dal 1865 iniziò una ricomposizione dei fondi nel segno della continuità istituzionale che aveva caratterizzato le magistrature senesi fino alle soglie dell'Ottocento, così da esporre i frutti del lavoro svolto nella "Relazione sugli archivi italiani" pubblicata dal Ministero dell'interno nel 1883.
Parallelamente all'attività nel contesto archivistico, Luciano Banchi svolse un intenso lavoro in ambito politico, tanto che potremmo intitolare al suo nome un'intera fase della storia senese nel secondo e terzo decennio successivi all'Unità d'Italia. Dopo aver partecipato nel 1865 alla costituzione di un unico gruppo liberale in funzione anticlericale, nel 1867 egli fu protagonista di una scissione della parte progressista del partito, in netta opposizione con l'ala conservatrice. Eletto in Consiglio comunale nel luglio 1867, divenne assessore nell'ottobre seguente e sindaco nel gennaio 1870, carica che avrebbe mantenuto fino all'ottobre successivo. Nel dicembre 1871 fu nominato dal Consiglio comunale soprintendente deli'Orfanotrofio, mansione che tenne ininterrottamente fino alla morte. Chiamato di nuovo alla carica di assessore nel 1872, si trovò a svolgere funzioni di sindaco per le dimissioni del titolare Federico Comini per circa un anno, in una fase di grande incertezza nell'amministrazione locale. Tra il 1873 e il 1886 egli fece parte del Consiglio provinciale - e di esso fu vicepresidente dal 1880 al 1883 - venendo eletto a più riprese nel mandamento di Chiusi, in rappresentanza del Comune di Cetona. Nel 1873 fu quindi nominato dal Consiglio comunale di Siena membro della Deputazione del Monte dei paschi, all'interno della quale fu eletto presidente, incarico che avrebbe tenuto fino al 1877. Confermato consigliere comunale nel 1876 con 854 preferenze su 1072 votanti, fu nominato dal Governo sindaco nel giugno 1877 e nello stesso anno ricevette l'incarico di sovrintendente deli'Istituto provinciale delle belle arti, carica mantenuta fino al 1881.
In quel torno di anni, Banchi fu inoltre nominato presidente della sezione letteraria e di storia patria dell'Accademia dei rozzi, presidente dell'Accademia dei fisiocritici, presidente dalla Società di mutuo soccorso, operaio del Conservatorio di Santa Maria Maddalena, membro della Società di esecutori di pie disposizioni, amministratore dell'ospedale di Santa Maria della Scala e presidente della Società economica del lavoro. Nel gennaio 1878, Luciano Banchi sposò la ventiquattrenne Giuseppina Brini, originaria di Barberino Val d'Elsa, dalla quale nel dicembre dello stesso anno avrebbe avuto la figlia Barbera, la maggiore di altri due figli, Luigi ed Eulalia. Ritiratosi temporaneamente dalla vita politica, accettò di ricandidarsi nuovamente al Consiglio comunale nel 1880, venendo eletto con 672 preferenze su 1131 voti. Dopo aver ricoperto come facente funzioni la carica di sindaco, nel marzo 1881 fu nuovamente nominato dal governo a capo dell'amministrazione civica senese, riuscendo a portare a termine il proprio mandato e ad essere confermato nella carica altre due volte, fino all'anno della morte. Colpito da emorragia cerebrale nel maggio 1887 ed ormai gravemente ammalato, nel settembre dette le dimissioni dalla massima carica cittadina. Fu sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero della Misericordia.


Complessi archivistici prodotti:
Banchi Luciano (fondo)
Banchi Luciano (fondo)


Fonti:
Biblioteca comunale degli Intronati di Siena, ms. P.IV.49: G. Montomoli, Dizionario biografico di tutti gli uomini e donne illustri della città e provincia di Siena [Siena fine XIX-inizio sec. XX]

Bibliografia:
Ricordo di Luciano Banchi, Siena, Tip. dell'Ancora, 1888
Zdekauer L., Saggio d'una bibliografia storica senese moderna (1854-1900), "Bullettino senese di storia patria", VIII (1901), 361-379
Fusai G., Un amico senese di Giosuè Carducci, "Società e cultura", XIV (1938), pp. 328-333
Cecchini G., Luciano Banchi, "Rassegna degli Archivi di Stato", XVII (1957), pp. 175-180
Archivio di Stato di Siena, Guida-inventario dell'Archivio di Stato, vol. I-III, Roma, Pubblicazioni degli Archivi di Stato, 1951-1977, 152, vol. III
Balestracci D., Appunti per una storia del 'Bullettino senese di storia patria': la metodologia e i contenuti, "Bullettino senese di storia patria", LXXXIV-LXXXV (1977-1978), pp. 290-319
Catoni G., Siena nell'Ottocento: un limbo come valore, in La cultura artistica a Siena nell'Ottocento, a cura di C. Sisi, E. Spalletti, Siena 1994, pp. 9-53
Barbarulli Giulia, Luciano Banchi. Uno storico al governo di Siena nell'Ottocento, Siena, Comune di Siena, 2002
Catoni G., Incontri senesi del Bongi bibliofilo: il matto e la cortigiana, in Salvatore Bongi nella cultura dell'Ottocento. Archivistica, storiografia, bibliologia, atti del convegno (Lucca, 31 gennaio-4 febbraio 2000), a cura di G. Tori, Roma 2003, pp. 233-240
G. Nicolosi, La Provincia di Siena in età liberale. Repertorio prosopografico dei consiglieri provinciali (1866-1923), Siena 2003, 172-176
Ferri S., "Università e Fisiocritici. Un legame per la scienza", «Annali di storia delle Università italiane», 10 (2006), pp. 67-89
Catoni G., Cesare Guasti e gli archivisti senesi, in Scritti in memoria di Raoul Guêze, a cura di C. Cavallaro, coordinamento scientifico di R. Guarasci, A. Rovella, R. Zaccaria, Manziana 2007, pp. 63-74
"Repertorio del personale degli Archivi di Stato, I: 1861-1918, a cura di M. Cassetti, con un saggio storico-archivistico di E. Lodolini, Roma 2008, 738-739
Barbarulli G., L'Arcirozzo Luciano Banchi: impegno civile e politico di una vita troppo breve 1837-1887), "Accademia dei Rozzi", XV/29 (2008), pp. 29-39
Vinciarelli L., I consiglieri comunali a Siena negli anni della Destra storica (1865-1876). Repertorio prosopografico, Perugia, 2008, 45-51

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Moscadelli Stefano, 2009, prima redazione
Romanelli Rita, rielaborazione


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