Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Creators

Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Guided search » Creators - Persons » Creator - Person

Lisini Alessandro

Siena 1851 gen. 17 - Castelnuovo Berardenga (Siena) 1945 apr. 4

Storico
Archivista

Headings:
Lisini, Alessandro, storico, archivista, (Siena 1851 - Castelnuovo Berardenga 1945)

Nato a Siena il 17 gennaio 1851 da Ludovico Lisini e Francesca Clementi, Alessandro fu il figlio maggiore del primo matrimonio della madre (le due sorelle minori si chiamavano Marianna e Antonietta), la quale in seconde nozze sposò Clemente Pezzuoli ed ebbe un’altra figlia, Angela. Alessandro Lisini nel 1874 sposò Elina Paluffi – cugina del poeta Giuseppe Giusti – e nel 1929, dopo la morte della moglie, divise il proprio patrimonio assegnando al figlio Ludovico (1876-1950) la fattoria di Sant’Angelo in Colle – pervenutagli quale quarta parte della cospicua eredità della madre Francesca, discendente da una ricca famiglia montalcinese – e alla figlia Emma, andata in sposa a Gino De Vecchi, la fattoria delle Groppole, nel Comune di Castelnuovo Berardenga. Entrato nell’Archivio di Stato di Siena come volontario il 4 settembre 1868, vi percorse tutta la carriera divenendone direttore nel 1888, carica che avrebbe tenuto fino al 1912, allorché fu nominato soprintendente dell’Archivio di Stato di Venezia, dove rimase fino al pensionamento avvenuto nel 1918. Così come il suo illustre predecessore Luciano Banchi, anche Alessandro Lisini unì la carica di direttore dell’Archivio di Stato a quella di sindaco della città di Siena (1900-1905), dopo essere stato nel corso dell’ultimo decennio dell’Ottocento consigliere e assessore comunale. Quelli in cui Lisini fu sindaco furono anni cruciali per lo sviluppo della città, segnati tra l’altro dall’ampliamento del territorio comunale con l’assorbimento del limitrofo Comune delle Masse, dalla costruzione del nuovo acquedotto dalle sorgenti del Vivo, dal trasferimento degli uffici giudiziari dal palazzo comunale alla nuova sede di Via del Casato, condizione primaria per il recupero degli ambienti monumentali del palazzo pubblico, dall’organizzazione della grande "Mostra dell’arte senese" (1904). Per quanto riguarda l’attività di Alessandro Lisini come archivista, si deve ricordare che sotto la sua direzione uscì "L’indice sommario delle serie dei documenti al 1° gennaio 1900", la terza guida dell’Archivio dopo quelle del 1862 e del 1883. Giovanni Cecchini, che fu direttore dell’Archivio alcuni anni dopo, ha sottolineato come l’impianto dell’Indice si debba ancora a Luciano Banchi, non mancando però di notare come alcuni perniciosi rimaneggiamenti ‘per materia’ debbano attribuirsi proprio al Lisini, in particolare quelli che interessarono i fondi della Balìa e del Concistoro. A ben vedere la principale novità che si ebbe sotto la direzione di Lisini fu l’avvio della pubblicazione degli inventari analitici. Tra il 1896 ed il 1898 uscirono, infatti, sul «Bullettino senese di storia patria», gli inventari dei fondi "Diplomatico", "Statuti" e "Capitoli" tutti curati dallo stesso Lisini: inventari che – chiaramente ispirati ai princìpi del metodo bonainiano – sarebbero poi stati raccolti nel volume Inventario generale del Regio Archivio di Stato in Siena edito nel 1899, cui avrebbe fatto seguito un secondo volume nel 1915 (ma già anticipato nel “Bullettino” del 1914) curato da Guido Mengozzi, contenente l’inventario dell’archivio del Consiglio generale. Parallelamente all’attività di inventariazione venne condotto all’interno dell’Archivio anche un intenso lavoro di regestazione – ad esempio dei Caleffi ovvero dei libri iurium afferenti al fondo "Capitoli" e soprattutto delle pergamene più antiche del "Diplomatico" (736-1250), cui si dedicò lo stesso Lisini – e di edizioni di fonti, come la pubblicazione che Lisini fece nel 1903 dello statuto volgarizzato nel 1309-1310 e dei primi libri di entrata e uscita del massimo ufficio finanziario del Comune (la così detta "Biccherna"); a lui si deve inoltre il primo catalogo delle tavolette dipinte che anticamente fungevano da copertina a tali libri (note come "biccherne"). Nel 1928 Lisini venne nominato preside della sezione di Storia del neonato Istituto comunale di arte e storia, del quale divenne rettore nel 1931 succedendo a Pietro Rossi, mantenendo poi la presidenza effettiva e poi onoraria delle istituzioni culturali che ne presero il posto, ovvero dal 1937 l’Accademia per le lettere e per le arti e dal 1941 l’Accademia senese degli Intronati. Alessandro Lisini morì a Castelnuovo Berardenga il 4 aprile 1945. Oltre 150 furono le pubblicazioni di Lisini di natura archivistica, di carattere storico-istituzionale, di sfragistica e di numismatica, delle quali si dà puntuale conto in F. Iacometti, "Pubblicazioni di A. Lisini", BSSP, LI-LIV (1944-1947), pp. 22-30. Tra esse ricordiamo: "Le tavolette dipinte di Biccherna e di Gabella del R. Archivio di Stato di Siena", Siena 1901; (con Giulio Bianchi Bandinelli) "La Pia dantesca", Siena 1939; nonché la curatela di Archivio di Stato di Siena, "Il Costituto del Comune di Siena volgarizzato nel MCCCIX-MCCCX", 2 volumi, Siena 1903; (con Ludovico Zdekauer) "Libri dell’entrata e dell’uscita della Repubblica di Siena detti del Camarlingo e dei Quattro di Biccherna. Libro dell’ anno 1226", Siena 1903; Archivio di Stato di Siena, "Inventario delle pergamene conservate nel Diplomatico dall’anno 736 all’anno 1250", Siena 1908; (con Fabio Iacometti) "Cronache senesi", in "Raccolta degli storici italiani dal Cinquecento al Millecinquecento ordinata da L.A. Muratori", n.e., t. XV, p. VI, Bologna 1931-1939.

To know more:
Lisini

Generated archives:
Lisini Alessandro (fondo)


Bibliography:
C. Ciampolini, "Alessandro Lisini", «Bullettino senese di storia patria», LI-LIV (1944-1947), pp. 6-22
G. Cecchini, Il riordinamento dell’Archivio di Stato di Siena, «Notizie degli Archivi di Stato », VIII (1948), pp. 38-44
A. D’addario, "Archivi e archivistica in Toscana negli ultimi cento anni", «Rassegna storica toscana», I (1955), pp. 35-71
S. Moscadelli, "Vis unita fortior. Le comunità delle Masse dall'autonomia all'unione col Comune di Siena (1777-1905)" in "Siena, le Masse. Il Terzo di Città", a cura di R. Guerrini, Siena 1994, pp. 27-57
C. Zarrilli, "L’istituzione dell’Archivio di Stato di Siena e i suoi primi ordinamenti", in "Salvatore Bongi nella cultura dell’Ottocento. Archivistica, storiografia, bibliologia", atti del convegno (Lucca, 31 gennaio-4 febbraio 2000), a cura di G. Tori, Roma 2003, II, pp. 577-598
C. Zarrilli, "Da Luciano Banchi agli anni Venti del '900", in "I centocinquant'anni dell'Archivio di Stato di Siena: direttori e ordinamenti", atti della giornata di studio (Siena, 28 febbraio 2008), in via di pubblicazione
"Repertorio del personale degli Archivi di Stato, I: 1861-1918, a cura di M. Cassetti, con un saggio storico-archivistico di E. Lodolini, Roma 2008, pp. 360-361

Editing and review:
Capannelli Emilio, revisione
Morotti Laura, 2009/11, rielaborazione
Moscadelli Stefano, 2009/06, prima redazione
Zarrilli Carla, 2009/06, prima redazione


icona top